ELOGIO A RICHARD “SEMPRE IN PIEDI”

Torna a casa Gasquet, prima odiato (ko di Federer) poi amato dal pubblico di Roma. Difficile, però, vederlo in ginocchio…

ROMA – Dunque Richard Gasquet si è fermato in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia. Ed è un peccato per i tantissimi fan italiani che all’ombra (quale?) dei marmi del Foro Italico hanno gustato quello stile che strizza un occhio e al contempo manda a quel paese il tennis moderno: schiena dritta, baricentro basso,… chissà se anche in Francia conoscono il leggendario Ercolino sempre in piedi. Perché per essere il sosia del leggendario gonfiabile dei formaggini a Richard manca soltanto la giacca gialloverde.
Il tecnico italiano Riccardo Piatti lavora con lui in collaborazione con Sébastien Grosjean. Uno staff tecnico di qualità per colui che da una vita è la speranza del tennis francese, che ha cancellato la macchia di quel test antidoping positivo alla cocaina nel 2009 e che ora sogna la Top 10. «Per quella è già pronto e può sconfiggere chiunque»: parola di Roger Federer.

IN PIEDI – Sempre in piedi il 24enne Richard. Giovedì non ha fiatato dopo il 6-4 nel primo set dello stesso Federer, buttando fuori il numero 3 del mondo con un doppio 7-6. Stessa cosa ieri contro il numero 7 Berdych: 4-6 6-2 6-4. Picchiando forte, cercando la profondità col dinamico rovescione (a una mano!) e guadagnandosi la semifinale contro Rafa Nadal. La prima della sua carriera agli Internazionali, per lui che nella Città Eterna, nel 2005 e a soli 18 anni, ha avuto anche l’opportunità di giocare contro André Agassi. Gli è andata male contro Rafa: 7-5, 6-1 e il disappunto dello showman Paolo Bonolis che, poco prima del match, ha detto di non gradire «Nadal. Non mi piace il fisico né gli automi. Mi piacerebbe che il sorriso di Djokovic prevalesse sulla forza bruta di Nadal».
Anche Richard sorride e sa sorridere. Il pubblico del Foro in questi giorno lo ha amato nonostante la caduta del pupillo Federer. Per via di quelle movenze vagamente retrò e allo stesso tempo potenti.
Oggi, però, la fantasia muscolare è uscita con le ossa rotte dallo scontro con i muscoli fantastici. E pensare che alla vigilia Gasquet temeva «le condizioni atmosferiche. Accipicchia, giocheremo alle 14… Certamente sarà dura ma voglio essere lì nonostante sia molto stanco viste le due maratone sostenute in due giorni». Rettificare: due e mezzo in tre giorni. Con Rafa è faticoso anche percorrere il corridoio d’uscita dagli spogliatoi…

PERICOLO – L’incubo Nadal parla di 9 vittorie a 0 per il maiorchino nei precedenti incontri, di cui 5 sulla terra battuta, compreso il recente successo agli ottavi di Montecarlo. Febbre o no, il numero 1 si è confermato l’Uomo Nero del rosso mattone.

RINASCERE – Un sospiro, le sopracciglia alzate come dire «Ragazzi, che sudata». «Bravo» (accento sulla “o”) da un cronista suo connazionale, «Merci» (accento sulla “i”) in risposta. A Roma è stato questo il rituale post match di Richard Gasquet. Richard Gasquet lo stilista, Richard Gasquet quello che nella vita ha sbagliato. Ma ha anche dato. Ha dato soddisfazioni a papà Francis, suo primo allenatore dall’età di 4 anni in quel di Sérignan, e mamma Maryse pure lei maestra. Ancora: ha dato agli adolescenti in difficoltà, che sostiene grazie ad una fondazione che porta il suo nome.
Nella sua vita c’è il tennis ed il rugby, tifoso sfegatato com’è del Béziers. Piatti lo segue da cinque mesi e gli ricorda di essere il predestinato. Il 2011 può essere l’anno chiave per migliorare quel ranking numero 16, oppure per vivere di sogni. Signori, si chiama vita. E Richard la sa ben descrivere con una racchetta nel pugno.

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