EROI PER UN GIORNO

Sara Errani, Ekaterina Makarova e Kei Nishikori centrano i quarti di finale in un torneo dello Slam per la prima volta in carriera: sono loro gli assoluti protagonisti dell’ottava giornata degli Australian Open

Melbourne – Gli Australian Open cambiano rotta. Dopo sette giorni caratterizzati dal rispetto quasi totale dei pronostici, l’ottava giornata del primo Slam stagionale ha riservato diverse sorprese. Le luci della ribalta riflettono ancora il viso sorridente di Sara Errani, capace di proseguire ulteriormente la sua incredibile galoppata a Melbourne. Gli altri personaggi del giorno sono Ekaterina Makarova e Kei Nishikori, protagonisti di scalpi eccellenti.

Inarrestabile Sara. La piccola romagnola non si ferma più. In barba al temuto appagamento e alla legittima tensione che avrebbe potuto dilaniarla, l’ultimo baluardo della spedizione azzurra ha invece sfoderato una prestazione magistrale nel match più importante della sua carriera contro la cinese Jie Zheng, piccolo computerino oggi mandato in tilt dal virus “Sarita”. La Errani ha dominato la sua avversaria – abbordabile sì, ma pur sempre reduce dal successo ad Auckland – giocando in modo intelligente, usando molto gli angoli, alzando le traiettorie per spezzare il ritmo e aggredendo l’asiatica sin dalla risposta (ciò che non era riuscita a fare Roberta Vinci). Una performance maiuscola che proietta l’azzurra per la prima volta tra le “last eight” in un Major, traguardo impensabile alla vigilia del torneo anche per il più ottimista dei suoi fans. Sara diventa la tredicesima giocatrice italiana capace di centrare in quarti di finale in uno Slam, la terza a riuscirci a Melbourne dopo Adriana Serra Zanetti (2002) e Francesca Schiavone (2011). Il suo premio (?) si chiama Petra Kvitova, ovvero quanto di peggio le potesse capitare e quindi l’avversaria ideale per zittire chi aveva rilevato nel cammino della Errani un pizzico di fortuna (che nello sport non guasta). A meno di un miracolo, il torneo dell’azzurra dovrebbe finir qui. Confidiamo in una resa onorevole sulla quale, da lottatrice qual è, non è azzardato scommettere.

Super Makarova. Se la netta vittoria della Errani ha stupito molti (soprattutto per il modo in cui è maturata), quella di Ekatarina Makarova assume i canoni dell’impresa. La ventitreenne giocatrice russa, già giustiziera di Vera Zvonareva, ha letteralmente demolito Serena Williams, dai più pronosticata come la vera favorita del torneo. La Makarova ha giocato un match perfetto e non ha mai tremato al cospetto della campionessa statunitense, nemmeno nelle battute finali. Mancina (l’unica ancora in tabellone insieme alla Kvitova), la numero 56 del mondo sembra aver trovato il bandolo della matassa dopo aver chiuso il 2011 con sette sconfitte consecutive al primo turno (l’ultima vittoria in un main-draw risaliva a Cincinnati!). Quello contro Maria Sharapova sarà il suo primo quarto di finale in un torneo dello Slam.

Kei, che colpo! Toh, chi lo avrebbe mai detto? Contemporaneamente a quanto accaduto nel torneo femminile, una grande sorpresa si materializzava nel tabellone maschile: Kei Nishikori, con furore dal Sol Levante, ha realizzato oggi lo scalpo della carriera superando al quinto set Jo-Wilfried Tsonga, le cui ambizioni vengono stroncate al termine di una maratona logorante. Il numero 6 del mondo aveva ripreso il match nel quarto parziale e, in virtù del suo strapotere atletico, appariva come il logico favorito nel rush finale quando, invece,  è stato surclassato dalla maggiore freschezza del talentuoso nipponico. Con la sua uscita di scena la Francia non ha più giocatori nel torneo. Il ventiduenne giapponese, trasferitosi da Shimane in Florida all’età di 14 anni, è un prodotto dell’Accademia di Nick Bollettieri. L’impresa di Kei ha un triplice significato: è il suo migliore risultato in un torneo dello Slam; è il primo giapponese nei quarti a Melbourne (il secondo in un Major dopo i quarti di Matsuoka a Wimbledon nel 1995); è il più giovane giocatore rimasto in tabellone. Ora lancia la sfida a Murray: la speranza è di assistere ad un match equilibrato.

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