ATP CHENNAI, FABBIANO SHOW! BRISBANE, FACILE FEDERER. DOHA, SOFFRE NADAL

Fabbiano batte Gilles Muller 64 e centra il primo quarto ATP in carriera. Federer lascia tre game a Kamke: non perde la prima partita stagionale dal 1998.

TENNIS – Piccolo grande Thomas Fabbiano. L’azzurro doma Gilles Muller 64 75 e centra a Chennai i primi quarti di finale ATP in carriera. Fabbiano, che affronterà Benoit Paire (75 75 a Rosol), inizia benissimo in risposta, ma dopo uno scambio di break e controbreak il lussemburghese torna a salire al servizio. Nello scambio da fondo, però, è Fabbiano a comandare e piazzare l’allungo decisivo al nono game. Un gran passante di rovescio lo proietta sul 15-30, una fulminante risposta vincente gli regala il set point e Muller fa il resto con un doppio fallo.

Fabbiano, che solo al primo turno contro Kovalik ha vinto il suo primo match ATP in carriera, tiene il servizio, chiude il primo set ma subisce un secondo break in apertura di secondo, complici un paio di gratuiti di rovescio e una rivedibile volée sul punto che chiude il secondo game. Muller, però, si incarta ancora su un doppio fallo sulla palla del controbreak nel gioco successivi e alla distanza appare sempre meno reattivo sulle gambe. Fabbiano così stampa il break che lo manda sul 65 a servire per il match e continua a spingere alla grande. Si prende così con pieno merito la più importante vittoria in carriera.

Si ferma nei quarti, invece, la corsa di Luca Vanni, fermato nei quarti da Aljaz Bedene, finalista l’anno scorso, 57 63 64. Il neo-britannico affronterà Ramanathan, mai così avanti in un torneo ATP prima d’ora, che ha superato in rimonta 36 64 64  Alexander Kudryavtsev e ringraziato via Twitter il pubblico di casa per lo straordinario supporto.

ATP DOHA. Soffre e non poco Rafa Nadal, che perde un set, perde quattro volte il servizio (due a zero), ma alla fine piega Andrey Kuznetsov 63 57 64 in 2 ore e 8 minuti e centra così la semifinale a Doha per la quinta volta nelle ultime sei partecipazioni. Rafa allunga subito 3-0 e amministra senza problemi fino al 62 nel primo parziale. Ma il russo, che aveva raccolto solo sei game nell’unico precedente confronto diretto, al Roland Garros, piazza il break a zero nel quarto game del secondo set e costringe Nadal a dover alzare il suo livello di gioco. Il maiorchino, però, torna a cedere il servizio a zero sul 4-3, merito della maggiore aggressività in risposta di Kuznetsov e colpa di qualche scelta tattica non sempre ottimale del maiorchino, un po’ in difficoltà con il primo colpo dopo il servizio. La fretta di voler colpire un dritto al volo, invece di impattare con maggiore calma a rimbalzo, sullo 0-30 in suo favore nell’undicesimo game, fa il resto. Kuznetsov si regala due risposte vincenti nel game che chiude il secondo set e porta il match al terzo. Qui, però, il russo costruisce bene ma concretizza poco e male. Nel settimo game, poi, si lascia scivolare la possibile vittoria con il doppio fallo sulla palla break. Nadal restituisce la cortesia, ma estrae l’arma migliore, il dritto in versione vintage, per strappare ancora il servizio al russo e prendersi un posto in semifinale. Rafa si giocherà un posto in finale contro Ilya Marchenko, che dopo aver sconfitto David Ferrer ha continuato a stupire battendo Jeremy Chardy 63 76(3). Al francese, testa di serie numero 7, non sono bastati 12 ace per cambiare le sorti del match. “Dopo il match con Ferrer ho fatto fatica a dormire” ha confessato Marchenko, alla terza semifinale ATP in carriera, la prima dal torneo di San Pietroburgo del 2010 (battuto da Kukushkin).

In semifinale anche Novak Djokovic, che subisce un break in avvio di primo e secondo set ma riesce a piegare 63 75 Leonardo Mayer. L’argentino va anche a servire sul 5-4 per allungare al terzo, ma il numero 1 del mondo porta a casa gli ultimi quattro game del match e migliora il risultato dell’anno scorso. Qui infatti dodici mesi fa si è fermato ai quarti, contro Karlovic, nell’unico torneo del 2015 in cui non si è spinto in finale.

ATP BRISBANE. Roger Federer lascia tre game a Tobias Kamke (62 61) al debutto a Brisbane. Lo svizzero, che difende il titolo vinto l’anno scorso su Raonic, la sua vittoria numero 1000 in carriera, non perde il primo incontro stagionale dal 1998, dal suo primo incontro sul circuito maggiore contro Arnold Ker a Gstaad nel 1998. “Sono molto contento di come ho giocato oggi” ha commentato Federer, che ha celebrato il primo successo con Ivan Ljubicic come nuovo coach. “Edberg è stato incredibile, riuscire a tenerlo con me per due anni è stato straordinario. Quando Ivan si è reso disponibile alla fine della scorsa stagione, l’ho chiamato. Penso che possa inserirsi benissimo nel team. E’ un’aggiunta interessante, e poi conosce tutti, è un padre come me e da giocatore ha affrontato quasi tutti i miei avversari. Ha giocato diverse volte anche contro di me, e conosce bene anche il mio gioco. E poi, ha fatto un gran lavoro con Milos Raonic”.

Federer, che cerca di conquistare l’89mo titolo in carriera, il nono nel mese di gennaio (2002 Sydney, 2005-2006-2011 Doha, 2006-2007-2010 Australian Open, 2015 Brisbane), ritroverà per la terza volta in carriera Grigor Dimitrov, che non ha mai battuto lo svizzero e punta alla rivincita della semifinale dell’anno scorso. Il bulgaro ha sconfitto per la seconda volta su due Viktor Troicki, ma gli sono servite due ore e 47 minuti per completare il 57 76 62. Il serbo si è trovato avanti di un set e di un break, ma Dimitrov, messo spalle al muro, comincia ad essere più aggressivo in risposta e Troicki, perfetto o quasi nel mettere in confusione l’avversario fino a quel momento, perde il servizio nell’ottavo gioco. Dimitrov ritrova convinzione e profondità, Troicki è sempre più passivo, più difensivo, e il tiebreak, chiuso al terzo set point, è la conclusione anticipata di un match che praticamente non ha storia nel terzo. “Sarà difficile domani” ha detto Federer. “La pre-season è andata molto bene, sono dove volevo essere. L’anno scorso, contro Dimitrov, ho giocato un match aggressivo ed è andata bene, dovrò fare lo stesso domani”.

Ai quarti anche Milos Raonic, che ha avuto bisogno di 17 ace per aggirare l’ostacolo Dodig, che ha sconfitto per la seconda volta consecutiva in quattro confronti diretti dopo il successo in semifinale a Tokyo nel 2013. Il qualificato croato, che non ha mai battuto il canadese sul duro, ha ceduto solo 67(2) 61 64. Raonic affronterà Lucas Pouille, il più giovane dei 10 francesi in top-100, che ha sorpreso la testa di serie numero 6, David Goffin, 76 46 63. Nel primo set, dopo aver allungato 3-0, Pouille ha subito il ritorno del belga che ha firmato l’aggancio sul 4-4 e allungato al tiebreak dopo aver salvato un set point sul 4-5. Vinto il tiebreak 7-2, il francese è andato a servire per rimanere nel set sul 4-5 nel secondo, ma l’eroe capace di trascinare il Belgio alla finale di Coppa Davis ha piazzato il break decisivo per portare il match al terzo. Il primo confronto diretto si chiude di fatto con il break del francese al settimo gioco.

 


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