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Czech Italy Fed Cup Tennis

TROPPA KVITOVA, ERRANI SI ARRENDE

sabato, 21 aprile 2012

Ostrava – C’era da vendicare la sconfitta patita nei quarti agli Australian Open e da riportare l’Italia in parità. Purtroppo però Sara Errani non è riuscita nell’impresa e Petra Kvitova ha fatto suo il secondo singolare di Rep.Ceca-Italia con lo score di 6-4, 6-3.

Petra torna a giocare un match ufficiale a distanza di un mese esatto dalla sconfitta rimediata a Miami contro Venus Williams e la sua condizione fisica non può essere certo delle migliori. Dal canto suo, Sara Errani sta benissimo e nel 2012 ha già collezionato i quarti a Melbourne, la semifinale a Monterrey e le vittorie ad Acapulco e Barcellona; ma questi ultimi tre risultati sono arrivati sulla terra rossa, mentre a Indian Wells e Miami la romagnola è uscita subito per mano di Vania King e Sloane Stephens.

La chiave tattica dell’incontro è semplice e scontata: Kvitova ben intenzionata a chiudere in fretta gli scambi, Errani al contrario impegnata a prolungare il palleggio per far muovere la mancina ceca. Dopo due giochi di studio, nel terzo l’azzurra rompe gli indugi e, sfruttandone gli errori di misura, strappa la battuta a Petra. La numero 3 della classifica WTA, particolarmente brava a mettersi dietro le robuste spalle qualsiasi episodio negativo, non batte ciglio e rimedia subito al torto grazie a un paio di risposte micidiali e una delicata volee in cui dimostra di non essere solo potenza: 2-2 e pallina al centro.

Non ci sono più break fino al nono game, quando Sara si prepara il terreno per il colpaccio con risposta di dritto e passante (0-30), sopporta due accelerazioni di dritto della Kvitova (30-30) ma ne sfrutta l’errore per portarsi 30-40; qui però la ceca ricorda di essere stata campionessa di Wimbledon, piazza tre servizi vincenti ed esce dalla fossa. Sara accusa il colpo, torna sul tappeto sintetico della CEZ Arena di Ostrava con qualche pensiero cattivo e si immola sull’altare della risposta ceca cedendo a zero la battuta che vale il primo set. Bravissima Kvitova, nell’occasione, ad affondare senza paura sia il rovescio incrociato che il dritto lungo linea: 6-4 e guai seri per l’Italia.

Nel servizio d’apertura del secondo set, Petra Kvitova torna quella fallosa di qualche gioco prima e per Sara c’è subito il break, confermato nel secondo game (2-0). Nel quinto gioco, dalle parti della Errani passa un (mini) bus che, se preso, potrebbe far cambiare il vento del match ma, sul 30-30, la Kvitova ritrova il servizio e resta a un’incollatura dall’azzurra (2-3) in attesa di tempi migliori. Che, ahinoi, arrivano subito dopo il cambio di campo. Un dritto devastante e un errore di Sara portano Petra sul 15-40: sulla prima palla-break, la Errani attacca e piazza una demi-volee di rovescio ad altissimo coefficiente di difficoltà; gran corsa in avanti della ceca che aggancia la palla con la punta della racchetta e la mette sulla linea.

Il contro-break esalta Petra che tiene facilmente la battuta (4-3) e si mette a tirare i famosi “comodini” dal secondo piano. L’ottavo gioco è condizionato dalla risposta in cross di rovescio che consegna alla Kvitova il 15-30; Sara rimedia per qualche secondo ma è costretta a correre troppo (e inutilmente) nello scambio che decreta il 30-40. Due errori della Kvitova sono ossigeno puro per la Errani, che però sbaglia a sua volta e si concede al break del 3-5.

L’ultimo gioco è il più bello, sia pur amaro per i nostri colori. Un doppio fallo porta Sara sul 15-40 ma da quel momento Petra gioca quattro punti da numero uno del mondo: insolito slice di dritto e vincente di rovescio lungo linea (30-40); ancora uno slice gemello del precedente e rovescio, stavolta in cross, definitivo (40-40); splendida volee bloccata di dritto (vantaggio Kvitova) e demi-volee a due mani di rovescio per il 6-3 che manda la Repubblica Ceca a un passo dalla finale.

La Errani ha pochissimo da recriminare; su questa superficie veloce poteva solo sperare che l’avversaria commettesse un numero importante di errori perché in quanto a pesantezza di palla si sapeva che ci sarebbe stata poca storia. Invece la Kvitova ha collezionato la nona vittoria consecutiva in Fed Cup, competizione nella quale non perde da due anni. Per l’Italia l’impresa è ancora possibile ma occorre un miracolo. Meglio: tre miracoli, uno per ciascun match di domani. Staremo a vedere.


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