Rotterdam (Olanda) - Tra Sud America, Europa e Medio Oriente, la domenica tennistica è stata ricca di avvenimenti. Roger Federer a Rotterdam, con il primo titolo della stagione, si è in qualche modo riallaciato alla felice sequenza indoor di fine 2011; Victoria Azarenka invece a Doha ha proseguito in maniera inesorabile il suo cammino di vittorie, mettendo a segno il record di 17-0; Nicolas Almagro invece, nonostante un buon Filippo Volandri, non si è lasciato scappare a San Paolo il suo terzo sigillo sudamericano; infine a Bogotà, il tennis spagnolo ha incoronato la sua nuova stella, ovvero la 19enne Lara Arruabarrena che con questa vittoria si avvicina decisamente all soglia delle top 100 della classifica Wta.
“E’ stata una settimana divertente – ha affermato Federer dopo il trionfo su Juan Martin del Potro – in qualche modo ho rivissuto le sensazioni della passata stagione indoor. Poi tornare a Rotterdam, dopo 7 anni di assenza, e confermare il titolo è stata un’emozione incredibile. Certo ne è passato di tempo da quell successo, ma spero che le cose cambino e di poter tornare qui già il prossimo anno”.
“E’ stato emozionante – ha proseguito lo svizzero – ricevere una standing ovation ogni volta che entravo e uscivo dal campo. Penso sia stato un bel torneo, sono riuscito a salvarmi anche nelle condizioni critiche. Ripensando al match contro Davydenko, credo sia stato incredibile. Sapevo di avere le mie chance e sono contento di essere riuscito a coglierle. Stanotte festeggerò questo titolo con i miei amici e la mia famiglia”.
“Lui ha giocato meglio di me – ha risposto in tutta sincerità Del Potro –, io non sono riuscito a sfruttare le mie occasioni. Giocare contro Federer non mai facile, poi se sprechi le tue opportunità è finita. Lui era più concentrato rispetto a me e credo che questa sia stata la chiave di volta della partita”.
In Oriente la bella Vika non arresta la sua corsa e a Doha, contro Samatha Stosur, porta a casa il terzo titolo stagionale, rafforzando ulteriormente la leadership nella classifica Wta.
“Ho cercato di essere aggressiva per tutto il match – ha affermato la numero 1 del ranking mondiale -, perchè se le avessi lasciato un minimo di spazio lei ne avrebbe approfittato. Lei ha un ottimo servizio e una prima pericolosa, sa come farti correre e non potevo lasciarle prendere l’iniziativa”.
“Sono davvero contenta di questa vittoria. Sono venuta a Doha diverse volte, anche per i Championships Wta, ma non avevo mai raggiunto la finale, quindi per me oggi questo traguardo ha un significato speciale. Adoro questo torneo”.
I complimenti sono arrivati naturalmente anche dalla Stosur, che ha affermato: “Vika ha giocato davvero bene, solida, come sa fare lei. Non è una giocatrice da 50 vincenti a match, ma è una che ti fa sudare e correre su ogni punto. Sa gestire bene le cose da fondo campo e non ti dà tempo per creare gioco. Non sono stata capace di essere aggressiva in campo perché lei non me l’ha permesso. Victoria, se vuole, ti sa neutralizzare”.
Il Brasile porta bene a Nico Alamgro che, di fronte ad un tenace Volandri, non si è lasciato sfuggire il suo terzo titolo sudamericano. Analizzando la vittoria sul filo, lo spagnolo ha avuto parole di apprezzamento e di conforto per il tennista italiano: “Tutti conosciamo le difficoltà che ha passato Filippo ultimamente, quindi mi spiace un po’ averlo battuto oggi. Tuttavia sono sicuro che, per quello che ha dimostrato in campo, avrà in futuro tante altre occasioni per tornare alla vittoria”.
La Arrabuena, fino ad oggi numero 174 della classifica Wta, ha guadagnato a Bogotà contro Alexandra Panova, il suo primo titolo da professionista, un traguardo centrato nella prima occasione della sua carriera. Nelle categorie inferiori ha già messo a segno 11 centri, ma in Spagna – grazie anche a questo successo – si prospetta per lei un futuro roseo: a soli 19 anni questo per lei è solo l’inizio.







