Melbourne – Lo splendido match giocato da Roger Federer contro Bernard Tomic rappresenta indubbiamente il piatto forte della settima giornata degli Australian Open. Da segnalare anche l’impresa di Kim Clijsters e il passo spedito di Victoria Azarenka.
La lezione del maestro. Le preghiere, quelle alle quali Bernard Tomic aveva sommessamente affidato le sue speranze, non hanno sortito effetto alcuno. Già, perché l’idolatrato Roger (“l’unico tennista in grado di tenermi incollato alla tv”, Bernie dixit), modello da seguire per la sua generazione e chissà per quante altre ancora, ha voluto dimostrargli i motivi che lo inducono a cotanta ammirazione. In che modo? Da buon maestro, col piglio di chi insegna senza infierire, si è gentilmente premurato di presentarsi a casa dell’allievo per elargirgli una lezione coi fiocchi, sciorinando tutto ciò che fa parte del suo sconfinato repertorio: dall’efficacia al servizio alla sassata di dritto, dall’attacco in controtempo alla smorzata mortifera, dal rovescio coperto alla rasoiata slice, dal passante strettissimo alla veronica da show-man. Tutto questo è Roger Federer, tutto questo vorrebbe diventare un giorno (?) Bernard Tomic. Terminata la lezione, lo svizzero raccoglie il borsone e lascia che il kid australiano inizi a meditare su quanto lavoro ci sia dietro per arrivare ad essere quel fenomeno unanimemente lodato. Lo scappellotto, a questo punto della carriera, era inevitabile ma è fondamentale che di questo se ne faccia tesoro. Tomic, sebbene a sprazzi, ha confermato quanto di buono mostrato a Melbourne: il diciannovenne di origini croate non sarà una meteora né tanto meno un flop, a meno di eventi non pronosticabili. Non è azzardato sostenere che si tratta, allo stato attuale, del talento più fulgido della nuova generazione, alla luce di risultati (quarti a Wimbledon, ottavi agli Australian Open) che i Dimitrov e gli Harrison tutt’ora sognano (ma arriveranno anche loro). Età e talento sono dalla sua parte: se non si perde per strada, si toglierà belle soddisfazioni. Le vittorie di Rafael Nadal, Juan Martin Del Potro e Tomas Berdych daranno vita a due quarti di finale (Roger vs Juan Martin e Rafa vs Tomas) che pongono l’argentino e il ceco nelle vesti di temibili attentatori all’attesissima semifinale Federer-Nadal.
Kim Kong eroina. L’Australia, che anni fa la adottò come fidanzatina di Lleyton Hewitt e che è rimasta scottata dalla delusione Stosur, ora tifa per lei. Kim Clijsters è venuta a capo di un match al cardiopalma contro Na Li, in quella che era la riedizione della finale giocata qui dodici mesi fa. Lo ha fatto da eroina fortunella perché la belga, infortunatasi alla caviglia sul 3-3 del primo set, ha saputo capovolgere un match il cui esito appariva scontato sul 6-2 nel tie-break del secondo set per Na Li: qui, la cinese è rimasta vittima di quei fantasmi che di tanto in tanto pervadono il suo sistema nervoso e che, oggi, l’hanno portata a buttare via alle ortiche una partita praticamente vinta. Se l’acciacco alla caviglia non la compromette, la Clijsters può dire la sua anche contro Caroline Wozniacki, che insegue il suo primo titolo dello Slam dopo aver regolato Jelena Jankovic. Intanto, Victoria Azarenka ribadisce sul campo di essere forse pronta al grande acuto: la prova A. Radwanska ci dirà qualcosa di più.








