FINALS: MURRAY DA INFARTO, RAONIC KO AL TERZO

A Londra è la sagra degli errori: lo scozzese perde il primo set, vince i tie-break del secondo e terzo set e manda Raonic ko dopo 3 ore e 41 minuti. Record di durata per le Finals

TENNIS – La prima semifinale delle Finals passerà alla storia come il match più lungo nella storia della competizione. Alla lunga la spunta il più forte e il più in forma, anche se non si direbbe dopo le quasi quattro ore di battaglia. Andy Murray vince una sfida all’ultimo sangue contro Milos Raonic, che si arrende solo al tie-break del terzo set: finisce 5-7 7-6[5] 7-6[9].

Il primo set è di alto livello, soprattutto al servizio e nei primi turni di battuta. Lo scozzese apre subito a zero e prova a far capire che tipo di match sarà, ma il canadese ha tutta l’aria di ribattere colpo su colpo. Infatti, il primo a calare d’intensità è proprio Murray: qualche sofferenza di troppo al servizio, con la prima palla break concessa e salvata al quinto game. Quello più combattuto, però, è il nono: 4-4 e ancora al servizio il campione di Wimbledon, stavolta sono tre i salvataggi decisivi. Raonic è più fresco, ma pecca di scarsa concretezza e finisce per allungare gli scambi, non sfruttando la potenza a tutto braccio per chiudere rapidamente il punto. La maggiore concentrazione del nordamericano, nonostante un totale di 10 non forzati, trova ugualmente un riscontro sul 5-5 in risposta, quando riesce a portare a casa il break. La chiusura arriva sul servizio successivo, al secondo set point: 7-5 dopo quasi un’ora di gioco.

Si ritorna in campo per il secondo parziale e la pressione su entrambi è evidente. Andy sa che deve recuperare il terreno perso, Milos è consapevole di dover fronteggiare una reazione rabbiosa. Il livello tecnico si abbassa e nessuno dei due tiene saldamente il servizio. Raonic annulla due palle break, poi strappa il servizio a Murray e va 2-1 e servizio, per poi incassare il contro-break a causa di quattro dritti da dimenticare per il canadese. La situazione si stabilizza dopo la doppia sfuriata iniziale, poi entrambi si prendono qualche rischio dal 4-4 in poi: serve lo scozzese e arriva sul 30-30 prima di conservare il turno, idem per il nordamericano nel game seguente. Inevitabile il tie-break dopo tanti alti e bassi da cui nessuno dei due emerge con decisione. Qui però è Murray a prendere consapevolezza della situazione: subito l’affondo per il mini-break, che vale l’allungo per portare il match al terzo: è 7-5 ai vantaggi.

Ristabilita la parità nel computo dei set, la concentrazione sui dettagli diventa massima, almeno nei primi minuti. La posta in palio nel parziale decisivo è altissima e nessuno dei due mette a repentaglio il proprio turno di battuta, eccezion fatta per un servizio delicatissimo di Murray: il secondo game vede Raonic andare due volte a palla break, ma il salvataggio del numero uno del mondo evita il peggio. Scampato il pericolo, la prima occasione utile arriva al fotofinish: 4-4 e risposta di Andy, che sfrutta il black-out del rivale, tradito da un dritto dall’alternanza letale nei momenti decisivi. A questo punto, il match sembra finito con la probabile passerella dell’ultimo game: invece, Milos trova le forze necessarie per piazzare un incredibile contro-break. Il canadese sale 15-40, prima di chiudere alla seconda palla per il 5-5, complice una serie di errori dell’avversario. Il servizio, però, non tiene più: Raonic butta via tutti i sacrifici dopo pochi minuti e perde un altro turno di battuta, condito da un doppio fallo ai vantaggi. Ovviamente, la sagra degli errori non si esaurisce da un momento all’altro e il tie-break è la più semplice e contemporaneamente la più insensata delle conseguenze. Nonostante un doppio fallo che vanifica un mini-break, Murray rimane il più freddo: finisce 11-9 al quarto match point, dopo averne annullato uno.

Il numero uno del mondo va in finale con il match più lungo nella storia delle Finals: tre ore e quarantuno minuti. Per Andy, adesso, 24 ore per recuperare il fiato e le risorse necessarie per l’ultimo ostacolo. Di fronte ci sarà uno tra Djokovic e Nishikori, aspettando il match di stasera.


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