Marito di Silvia Farina, Francesco Elia ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo di prim’ordine tra gli allenatori di tennis. Nel passato ha seguito a stretto contatto Irina Spirlea, Sabrine Testud e Francesca Lubiani, curando anche la crescita ad inizio carriera di Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Le ragioni di vita e professionali lo hanno definitivamente indirizzato verso Silvia Farina, che ha accompagnato in giro per il mondo fino al suo ritiro nel 2005. Successivamente è tornato ad occuparsi di giovani, seguendo in prima persona Martina Caregaro e Matteo Viola. Dallo scorso dicembre, Francesco Elia è entrato nello staff tecnico di Francesca Schiavone, insieme a Barazzutti e Delgado. Inoltre fa parte del team di Eurosport e Supertennis come voce tecnica nelle telecronache. Nel ringraziarlo per la sua cortesia ,vi proponiamo di seguito questa intervista esclusiva per il nostro magazine.
Com’è lavorare con Francesca Schiavone?
Lavorare con Francesca è un grande onore e un privilegio, lei è una ragazza molto professionale che ha ben chiari i suoi obiettivi, e per per me sarà un piacere poterla aiutare.
Continuerete a lavorare a Roma o tornerete a Tirrenia ?
A Roma Francesca ha fatto tutta la preparazione invernale insieme a Delgado, l’altro suo coach argentino, prima di volare in Australia. Al suo rientro ci siamo visti sempre a Roma, lavorando insieme per la Fed Cup. Per il futuro non c’è ancora nulla di certo, molto dipenderà dalla volontà di Francesca su come prepararsi. Roma sotto il profilo meteo da più garanzie, potendosi allenare fuori anche in questo periodo, mentre Tirrenia ti obbliga quasi esclusivamente a giocare indoor. Inoltre nella capitale può esserci una continua supervisione di Corrado Barazzutti. Alla fine comunque sono sfumature che ritengo marginali, l’importante e che abbia tutte le strutture e attrezzature necessarie per allenarsi al meglio.
Perché il tennis femminile è diventato in questi ultimi anni molto eterogeneo rispetto al maschile, dove abbiamo in pratica 4 giocatori di livello superiore?
Questa è un’inversione di tendenza accentuata dalla presenza sempre meno attiva delle sorelle Williams nel circuito, o un impegno a mezzo servizio di Clijsters o della Henin che poi ha smesso definitivamente. Questo ha permesso a numerose buone giocatrici di sfruttare il buco arrivando fino in cima alla classifica o a vincere slam come la Wozniacki, la Jankovic o la stessa Schiavone ad esempio. Adesso sembra invece che Kvitova e Azarenka possano finalmente imporsi definitivamente, ma questo potrà accadere se riusciranno a dare continuità ai loro risultati per parecchio tempo. Nel maschile il discorso è diametralmente opposto. I prima 4 hanno senza dubbio qualcosa in più e nei tornei dello slam o nei master 1000, è quasi scontato che arrivino quasi sempre fino in fondo.
Proprio in questo contesto pensa che Francesca, nonostante i 32 anni, possa ancora avere margini di miglioramento sia di gioco che di risultati?
Con delle motivazioni elevate e un buon stato fisico i margini per migliorare ci sono ancora. Stiamo parlando comunque di una giocatrice che ha raggiunto livelli di gioco incredibili, ha vinto a Parigi ed è stata tra le prime al mondo. Lavorando a stretto contatto con lei ho subito capito le sue grandi motivazioni e i suoi reali obiettivi, che sono quelli di progredire e rimanere al top. A parte i grandi risultati in carriera, non dimentichiamoci comunque che lei è nel circuito da oltre un decennio, riuscendo a mantenere una continuità di rendimento elevatissima.
Abbiamo visto a Melborune una splendida Sara Errani, pensa abbia le potenzialità per raggiungere i risultati di Pennetta e Schiavone o le manca ancora qualcosa ?
Il torneo che ha fatto credo possa essere per lei una grossa dose d’entusiasmo per questa stagione. Se riuscirà a cambiare qualcosa nel suo gioco, magari sul piano tecnico-tattico ed essere più incisiva anche al servizio, potrebbe davvero togliersi tante soddisfazioni. Riuscire ad emulare i risultati di Pennetta e Schiavone non è cosa facile. Lei ancora è molto giovane e comunque le italiane sembrano ormai avere questa tendenza a progredire quasi nella loro seconda parte della carriera; speriamo sia di buon auspicio per il suo futuro
Intanto è tempo di Fed Cup a Biella, manifestazione a noi molto cara. Contro l’Ucraina partiamo favoriti, ma quali potrebbero essere le insidie ?
Le insidie sono dettate più che altro dal tipo di gara, visto che spesso questa manifestazione – come anche la Coppa Davis – sovrasta pronostici già scritti. Giochiamo in casa, la superficie è dalla nostra parte, mentre le ucraine non sono certo nel loro momento migliore come classifica. L’Italia è la logica favorita e credo che porterà a casa il risultato senza troppi intoppi.
Passando invece al settore maschile, Melbourne ci ha consegnato un Djokovic vero n.1 del mondo. E’ realistico pensare al Grande Slam?
La strada è molto lunga. Quest’anno tra l’altro è un anno particolare per via delle olimpiadi a Wimbledon, che diventano senza dubbio un obbiettivo molto alto. Certo se riesce a tenere questo livello di gioco e questa capacita di rimanere così concentrato anche in partite durissime come ha dimostrato, tutto è possibile. Non dimentichiamoci che lo scorso anno ci è quasi riuscito e solo un Federer stellare riusci a fermarlo a Parigi. E’ sicuramente l’uomo da battere in questo 2012.
Federer ha qualche chance di tornare al n.1 del mondo o deve “accontentarsi” solo di qualche altro slam?
Tornare numero 1 penso sia difficile, in quanto ci vuole una continua pazzesca per tutta la stagione e sempre nei grandi tornei. Nei suoi pensieri credo ci sia più la possibilità di vincere ancora qualche slam o magari le Olimpiadi, a cui tiene tantissimo, non quella di tornare in vetta alla classifica.
Da coach come vede Lendl affianco a uno come Murray ?
Una collaborazione che m’incuriosisce molto. I grandi giocatori del passato penso abbiamo molto da dare ai nuovi talenti e poi lui è uno molto attento ai particolari in maniera a volte maniacale. Questo potrebbe aiutare Murray, che come lo stesso Lendl potrebbe vincere il primo slam in carriera e poi sbloccarsi definitivamente per una splendida carriera







