FRANCESCA SCHIAVONE, FUTURO DA COACH A MIAMI

Il 2017 sarà il suo ultimo anno, ma ha ancora molto da dare al tennis femminile. Francesca Schiavone è attesa in Florida per la sua nuova avventura

TENNIS – Una perdita importante per la storia recente del tennis azzurro, ma anche il trampolino di lancio per un futuro altrettanto brillante e per un’attività che le permette di rimanere ugualmente nel giro che conta. Francesca Schiavone è prossima al ritiro, ma non appenderà la racchetta al chiodo: tra qualche mese, infatti, comincerà la sua esperienza di coaching a Miami.

Per la campionessa del Roland Garros 2010, la stagione in corso sarà l’ultima della sua carriera. Un percorso lungo e ricco di soddisfazioni, ma anche di cadute e resurrezioni in pieno stile araba fenice. Una qualità non indifferente, quella di non abbattersi mai, e la strada che seguirà l’attività agonistica potrà far leva proprio su questa caratteristica: non solo un insegnamento dal punto di vista tecnico e puramente sportivo, ma anche morale e psicologico in una disciplina che ha le sue croci e le sue delizie nel suo aspetto individuale.

Ovviamente, la concentrazione rimane altissima sugli impegni ufficiali dei prossimi mesi. Pur conoscendo le attuali potenzialità della Leonessa, che sembra non ruggire più come qualche anno fa, la mente del pubblico italiano torna alla vittoria di Flavia Pennetta agli US Open, ultimo e migliore acuto della brindisina. La collega milanese ha già dato sulla terra rossa, ma mai dire mai fino al termine della stagione.

Gli States mi affascinano – ha detto la Schiavone ad Avvenire, tornando sulla questione del futuro – sto cercando una location in grado di far sviluppare il talento dei più giovani, senza le pressioni che spesso portano a distruggere le carriere più floride e di prospettiva. Mi piacerebbe vedere un ambiente in cui ci si supporta l’un l’altro, con una sana competizione e con l’intento comune di arrivare nel tennis che conta“. L’Italia, evidentemente, non è un posto adatto: “Sono innamorata del mio Paese, questo è fuori discussione, ma c’è bisogno che la gente si renda conto di quali potenzialità abbiamo. Torno spesso in Italia, ma credo che Miami sia la scelta giusta“.

Il messaggio lanciato è una specie di esca, alla quale deve rispondere il movimento tennistico azzurro, che in questo momento attraversa una fase di scarso ricambio generazionale in ambito maschile e preoccupante stand-by in quello femminile. Che la risposta stia proprio nelle intenzioni e nelle capacità di Francesca Schiavone? L’idea di assegnarle un ruolo di coaching o selezione delle Nazionali è ancora troppo acerba? Eppure, davanti ci sono ancora alcuni mesi: non è detto che la Florida sia la risposta definitiva, o meglio, che sia l’unica dopo il ritiro.


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