BUONGIORNO RICHARD!

Agli Us Open Gasquet ritrova d’incanto il suo tennis e annichilisce l’arrugginito Davydenko. Nishikori e Capra sono il futuro. Occhio alla Sharapova. Prosegue il sogno Taipei.

New York (Usa) – Il ritorno di Richard Gasquet ad alti livelli su un palcoscenico degno del suo rovescio è senz’altro cosa gradita alla maggior parte degli amanti del bel tennis. Da copertina, per l’appunto. Tra le giovani leve, invece, riflettori puntati ancora su Beatrice Capra, 18 anni, e Kei Nishikori, 20: sono pieni di potenzialità. La Sharapova sta risalendo la china: può davvero diventare l’asso a sorpresa per il titolo. Taipei perde un pezzo ma ne conserva un altro (interessante). Prima giornata senza italiani. Sono solo alcuni dei temi salienti che hanno caratterizzato la quarta giornata degli Us Open, in corso di svolgimento nella Grande Mela.

Ritorno o fuoco di paglia? C’era parecchia gente ieri sul Grandstand per assistere a quello che aveva tutte le credenziali per poter diventare uno dei match più interessanti della giornata. Di fronte: Richard Gasquet e Nikolay Davydenko. Una volta era sfida da top ten, una volta. Poi, l’ex enfant prodige del tennis mondiale, protagonista a nove anni della sua prima copertina, si era un po’ smarrito tra pigrizia, fragilità e ingenuità. Quando gioca, però, rimane un osso duro per tutti e goduria per chi lo ammira. Ieri lo ha fatto, pur con le sue consuete pause, approfittando però di un Davydenko ancora arrugginito dal lungo stop ai box (frattura al polso) e quindi lontano parente di quel giocatore formidabile nell’anticipo e nel disegno geometrico del campo. Gasquet ha chiuso in tre set abbastanza comodi, sciorinando alcuni rovesci da repertorio e servendo molto bene (87% di punti con la prima di servizio). A questo proposito, il francese ha dichiarato: “Era molto importante servire bene, specie contro un grande ribattitore come Davydenko“. Il numero 38 del mondo potrebbe ricevere da questa vittoria lo slancio per l’ennesima risalita, avendo pochi punti da difendere nel resto della stagione (190 punti), mentre il russo rischia di pagare le pesanti cambiali in scadenza (3 titoli) con l’uscita dalla top ten. Richard è ora atteso al terzo turno dal sudafricano Anderson, vincitore al quinto sul brasiliano Bellucci. Emergeranno allora meriti del francese e demeriti di Robocop.

Kei e Beatrice: applausi. Sono sempre più protagonisti di questa edizione degli Us Open. Due giovani, uno per tabellone, stanno gradualmente catturando l’attenzione dei media e degli spettatori. Le due storie, però, non sono comparabili: Nishikori era già esploso addirittura due anni fa (sfiorando la top 50) ma un grave infortunio lo costrinse a ripartire da zero; la Capra, invece, è all’esordio in un torneo dello Slam e sin qui non ha conosciuto la parola sconfitta. Il nipponico, forgiatosi all’Accademia di Bollettieri, ha vinto un gran bel match (4 ore e 59 minuti) contro Marin Cilic, dominando il quinto set (6-1) pur avendo portato a casa un punto in meno del suo avversario (189 contro 190). Stranezze del tennis. Euforico il giapponese a fine gara: “E’ stata durissima, faceva davvero caldo. Sapevo che lui serviva benissimo e che era importante aggredirlo sulla seconda: quella è stata la chiave vincente“. Sugli effetti della crescente popolarità, Kei ha chiosato: “Non ho problemi perché vivo in Florida. Se vivessi in Giappone sarebbe problematico“. Dopo la vittoria sulla Rezai, invece, per la Capra c’è la prova Sharapova: “Sono eccitata all’idea di affrontarla, l’ho sempre ammirata“. Beatrice ha poi spiegato che il padre, brianzolo, ha lasciato l’Italia per cercare fortuna in America, dove la madre ha iniziato a prendere lezioni di tennis. Da lì è nata la sua passione per la racchetta. E’ nata e cresciuta negli States, rassegniamoci.

Pericolo Sharapova. Nel lotto delle possibili vincitrici il suo nome stenta a decollare ma Maria Sharapova rimane comunque una giocatrice da tenere d’occhio. Dopo aver stentato all’esordio contro Jamila Groth, la russa ha stroncato ieri le velleità di Iveta Benesova mostrando un tennis in crescita e, con esso, fiducia e convinzione: “Ho servito bene solo nel secondo set ma ho giocato bene i punti importanti. Quello è fondamentale. Le vittorie ti fanno acquisire sicurezza“. Dopo un anno difficile, la numero 17 del ranking è reduce da una buona estate sul cemento nordamericano (finale a Stanford e a Cincinnati) e, chissà, potrebbe ritrovare a New York quel ruggito che in uno Slam  le manca da due anni e mezzo (Australian Open 2008). Incognita.

Orgoglio di Taipei. Una scoppola e una bella vittoria: questo è il bilancio di Taipei nella quarta giornata a New York. Caroline Wozniacki, vogliosa di strappare agli scettici maggior considerazione (è testa di serie numero uno ma pochi l’hanno capito), è stata spietata nei confronti di Kai Chen Chang. Una bicicletta che rende pleonastico ogni commento. Gioisce invece Yung Yan Chan, 21 anni, numero 77 del ranking Wta, brava a liberarsi della ex grande promessa Tamira Paszek. Al prossimo turno anche la Chan si imbatterà nella danese: vendetta Taipei o doppia bicicletta? La verità, spesso, sta nel mezzo.

Per avere tante altre notizie sugli Us Open cliccare qui:

US Open torneo 2010

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