GIOVANI PARIGINI

Si allineano ai quarti di finale i tabelloni delle competizioni juniores del Roland Garros, con sorprese che si accavallano a conferme: andiamole a scoprire, facendo il punto della situazione fino a questo momento

Parigi (Francia) – Come di consueto la seconda settimana dei tornei dei Grande Slam viene arricchita dallo svolgimento delle relative prove juniores, che garantiscono alle giovani leve del circuito mondiale un bel proscenio da cui mettere in mostra le proprie qualità. Nonostante il loro carattere previsionale, i tornei juniores sono un’arma a doppio taglio per gli spettatori stessi: nel tentativo di rinvenire qualche futuro asso del tennis del domani, ci si può imbattere in granchi spaventosi. Non vanno quindi celebrati come oracoli che rivelano quale sarà il futuro di questo sport, bensì trattati con doverosa cautela: in questa maniera ci possono fornire alcune indicazioni interessanti.

Eliminazioni eccellenti nelle prime battute. Da un punto di vista qualitativo, il torneo femminile, per la precocità delle sue contendenti, è squisitamente superiore rispetto all’analogo maschile, nonostante in questo Roland Garros diverse giocatrici già con una buona classifica WTA abbiano anzitempo cessato di nutrire velleità di successo. Un nome su tutte, che vale per due, è quello delle gemelle ceche Pliskova, la mancina Kristyna (numero 240) e la destra Karolina (168), che nell’ultimo avvenimento cui avevano preso parte si erano fronteggiate in finale – nel 50.000$ di Kurume, in Giappone, a metà maggio – con la vittoria della più bassa in classifica, Kristyna. Karolina, seconda testa di serie, ha visto da subito sfumare la possibilità di poter inseguire il Grande Slam juniores, causa la netta sconfitta (6-3 6-1) contro la francese Morgane Pons. Un ostacolo montenegrino ha invece riservato il medesimo trattamento alla gemella, ottava favorita del torneo, sconfitta dalla sorprendente Danka Kovinic, la quale avrebbe poi estromesso un’altra tennista dall’avviata carriera professionistica, Richel Hogenkamp. Altre tenniste di un certo spessore uscite prima degli ottavi di finale sono state la serba Tamara Curovic, l’ungherese Timea Babos (semifinalista della scorsa edizione di Wimbledon) e Dasha Gavrilova, che proprio qui, nel 2009, aveva colto un’impensabile finale, prima di venire sconfitta da Kristina Mladenovic, assente quest’anno. Desta scalpore tra gli uomini, invece, la prematura dipartita del detentore del titolo, nonché primo giocatore al mondo, Daniel Berta, sorpreso all’esordio dallo statunitense Junior A. Ore, mentre sortisce meno sconcerto la sconfitta del numero 2 del tabellone, Jason Kubler, meno a suo agio su questa superficie. Qualcosa di più ci si poteva attendere da un giocatore come il bosniaco Damir Dzumhur, che ben aveva fatto nella campagna italiana primaverile, ma che qui si è scontrato con le ambizioni dell’australiano James Duckworth, mentre Thomas Szewczyk ha negato l’accesso al secondo turno al nostro Federico Gaio. La pattuglia azzurra, che contava su due rappresentanti, ha salutato Parigi al termine del secondo turno, dopo la sconfitta di Alessandro Colella al cospetto del favorito numero 3, Gianni Mina: il transalpino, che cerca qui il riscatto dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, è anche l’unica tra le prime quattro teste di serie rimasta in gara, dato il ritiro avvenuto nel primo turno di Jiri Vesely, finalista al Bonfiglio.

Fuori i migliori (e le migliori) otto.
Sette partite su otto, nel torneo maschile, hanno avuto termine dopo due set, mentre soltanto l’incontro tra lo statunitense nato in Ucraina Denis Kudla (numero 6 del tabellone e 801 della classifica ATP) e il peruviano Duillio Beretta (n.9, 924) ha necessitato della frazione decisiva. Una partita che è stata caratterizzata da due spartiti ben differenti, con Kudla, partito fortissimo, che dava l’ìmpressione di poter disporre facilmente del sudamericano. O almeno questa era la sensazione che dava il 6-1 3-1 su cui si portava, momento in cui, però, la musica cambiava in maniera drastica, visto che Beretta recuperava la situazione, pareggiando il conto set (6-4) e chiudendo in proprio favore piuttosto agevolmente anche il parziale conclusivo (6-3). Prossimo avversario per lui, nei quarti, sarà Mate Pavic (1468), dato che il croato ha sconfitto il nipponico Yasutaka Uchiyama (16, 720) non senza qualche difficoltà. Si è verificato, infatti, un solo break in tutto il corso del match, che ha regalato il 7-5 a Pavic nel primo set, mentre nel secondo, avanti 6-5, Uchiyama ha disposto dell’unica palla break dell’intero incontro, che gli sarebbe valsa il set conclusivo, ma, una volta mancata l’occasione, ha finito per perdere anche il tie break con lo stesso punteggio con cui era capitolato nel set precedente.

Derby mancato e derby reale.
La sfida che vedrà confrontarsi Renzo Olivo (11, 905) e Andrea Collarini (669) determinerà il semifinalista che andrà ad incrociare il proprio cammino con quello del vincente dell’incontro prima illustrato. Nonostante siano entrambi cresciuti in Argentina, Collarini, nato a New York, ha da tempo maturato la scelta di rappresentare la nazione nel cui suolo è venuto al mondo, per cui l’incontro non sarà un derby all’insegna dell’Albiceleste e la vittoria per 6-4 6-3 di oggi, ai danni del russo Mikhail Biryukov (14, 1265), non avrà allietato gli argentini come invece ha fatto il 6-4 7-6 di Olivo sul britannico Ashley Hewitt (1439). I precedenti, due finora, hanno sempre premiato Andrea, che ha ceduto nell’arco di quattro set la miseria di 6 giochi. Sarà invece un confronto tra sudamericani effettivi quello che vedrà il secondo argentino presente ai quarti di finale, Agustin Velotti (710), opporsi al campione uscente dell’Australian Open Tiago Fernandes (5, 800), alla ricerca di un insperato Grande Slam. La vittoria di oggi sull’ungherese Mate Zsiga (10, n.r.), maturata al termine di un eloquente 6-1 6-3, può aver galvanizzato il brasiliano, non meno però del 6-2 7-6 con cui Agustin ha eliminato il russo Victor Baluda (15, n.r.)

Mina ci prova. Chiude il quadro dei quarti di finale la sfida più sentita dal pubblico francese, ovvero quella che verrà giocata dall’ex numero 1 del ranking juniores, ora 3, Gianni Mina (3, 655) e dall’australiano James Duckworth (1036), incontro curiosamente già andato in scena, allo stesso livello, a Melbourne lo scorso gennaio, col transalpino vincitore per 6-2 6-4. In caso di vittoria, inoltre, per il francese – che ha oggi eliminato l’olandese di origine rumena Jannick Lupescu (n.r.) col punteggio di 6-3 6-1 – ci potrebbe essere lo stesso avversario che lo ha sconfitto in Australia, vale a dire Fernandes: dopo le semifinali colte “down under” e a New York e la finale raggiunta proprio qui, 12 mesi fa, forse è giunta per Gianni, nome datogli dal padre in onore del calciatore Rivera, l’ora di sfatare il suo personale tabù, andando ad apporre il proprio nome nel palmares del torneo parigino 6 anni dopo quello di Gael Monfils. Duckworth, però, si è oggi reso protagonista di una bella vittoria su Facundo Arguello (571): dopo una partenza in sordina, si è imposto per 7-5 6-1, eliminando così il vincitore del Trofeo Bonfiglio 2009.

Quarti Maschili
Agustin Velotti – Tiago Fernandes(5)
Gianni Mina (3) – James Duckworth
Renzo Olivo (11) – Andrea Collarini
Duillio Beretta (9) – Mate Pavic

Pronostico Rispettato.
Poteva rivelarsi più duro di quanto non dicesse la tredicesima testa di serie l’ostacolo costituito da Lyudmyla Kichenok (13, 290esima nel ranking WTA) per Monica Puig (1, 713), favorita numero 1 del tabellone della competizione organizzata nel parco di Bois de Boulogne. La portoricana avrebbe potuto soffrire la maggiore esperienza dell’ucraina, determinata sia da un punto di vista anagrafico, sia dalla frequentazione più assidua dei tornei professionistici. Residente inoltre dallo scorso anno a Parigi, la Kichenok non ha però trovato il consueto apporto dal servizio (3 soli aces) e nel corso della prima frazione concedeva ben otto palle break, di cui la metà venivano sfruttate dalla Puig per materializzare il 6-3 cui giungeva pur avendo anch’ella ceduto per due volte il proprio turno di battuta. Era invece un fuoco di paglia l’allungo della Kichenok nella seconda frazione, che breakkata in avvio la propria avversaria saliva fino al 4-2, ma poi cedeva di schianto quattro giochi e permetteva alla Puig di accedere ai quarti di finale. Dove se la vedrà con la croata Silvia Njiric (n.r.) abile ad eliminare con un doppio 6-3 una delle due ultime padrone di casa rimaste ancora in gara, Amandine Hesse (1062). Almeno fino ad oggi.

Dalla Tunisia con furore. L’altra giocatrice francese soppravvisuta fino agli ottavi di finale era la già citata Morgane Pons (812), che, come scritto, si era resa protagonista della clamorosa eliminazione della seconda favorita della manifestazione, Karolina Pliskova (2). Curiosamente, lo stesso risultato col quale si era imposta nel primo turno si è ripetuto nell’incontro odierno, quello che però l’ha vista soccombere contro la tunisina Ons Jabeur (724): 6-3 6-1. L’africana avrà in sorte nei quarti di finale l’ostica statunitense Sloane Stephens (333) a suo agio nel rifilare un periodico 6-3 alla slovacca Chantal Skamlova (n.r.). La vincente di questa sfida di buon lignaggio affronterà poi chi uscirà vincitrice nel match tra la neo quindicenne Irina Khromacheva (3, n.r.) e la spagnola Maria-Teresa Torro-Flor (328), reduci da due sfide davvero diverse. L’iberica era infatti arrivata a due passi dall’eliminazione contro la statunitense Lauren Davis (10, n.r.), che aveva preso il largo nella seconda partita dopo aver vinto il primo parziale per 6-2, raddrizzandola soltanto in dirittura d’arrivo (7-5 6-3 i restanti set); per la giovane russa, invece, comodo doppio 6-2 per rispedire in Polonia Magda Linette (628).

Beatrice suona la quindicesima.
La statunitense di origine italiana Capra (9, 433) ha colto oggi, contro la sorpresa della manifestazione Danka Kovinic (n.r.), il successo consecutivo numero 15 nel circuito juniores; dopo le sei vittorie che le erano state necessarie per conquistare il titolo al Banana Bowl lo scorso marzo e le medesime che le erano servite per vincere il Bonfiglio tre settimane fa, sono arrivati i tre successi parigini, tutti, per il momento, piuttosto netti, come quello di oggi, ottenuto col punteggio di 6-2 6-3. Domani, per approdare in semifinale, dovrà fare i conti con la non ancora sedicenne ucraina Elina Svitolina (1096), messasi in luce il mese scorso grazie alla finale colta nel 25.000$ della sua città, Kharkiv, al suo sesto tentativo – tutti peraltro apportati nella medesima location – tra le “grandi”. Qui ha confermato la sua condizione eccezionale, sconfiggendo prima in rimonta Jana Cepelova (862) e Nanuli Pipiya (16, 320) e infine per 7-5 7-6 la quarta favorita del torneo, la slovena Nastja Kolar (1089). Da tenere d’occhio, non solo dalla Capra.

Quarti femminili
Monica Puig – Silvia Njiric
Elina Svitolina – Beatrice Capra (9)
Maria-Teresa Torro-Flor – Irina Khromacheva (3)
Sloane Stephens – Ons Jabeur

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