BRIANTI, LA VITA INIZIA A 31 ANNI

Ormai oltre la soglia psicologica dei trent’anni Alberta Brianti vive la sua stagione migliore e porta a casa il primo titolo WTA ed il best ranking poco fuori dalle prime 50

La storia di Alberta Brianti sembra fatta a posta per contrapporsi a tanti luoghi comuni e all’immaginario che il circuito WTA proietta. Anche se non sono più i tempi delle Capriati e delle Seles, il mondo del tennis femminile appare popolato da ragazze molto giovani e, soprattutto negli ultimi tempi, spesso caratterizzate da un’esuberanza fisica e da una voglia di apparire comprensibile e che aggiunge sale ed interesse.

Niente di più lontano dalla vicenda di una modesta e sobria ragazza emiliana che, passata la soglia dei trent’anni, ottiene i migliori risultati della sua carriera, piazzandosi saldamente tra le prime cento giocatrici del ranking mondiale e, grazie al primo successo WTA, sfiorando addirittura un ingresso tra le prime 50, obiettivo impensabile per una ragazza che solo a fine 2005 (a 25 anni, quindi) si affacciava tra le prime 300 del mondo dopo una gavetta più dura del consueto.

Eppure questa è la storia dettata dal campo, che vede Alberta Brianti migliorarsi ad un’età che spesso viene considerata l’anticamera del ritiro. Solo nel 2010, a trent’anni suonati è arrivata la prima finale WTA, e nel 2011 la seconda, a Fes in Marocco, impreziosita da un successo che nobilita una carriera da lavoratrice del tennis. E così giunge un best ranking al numero 55 del mondo, anche se la stagione termina al numero 70 a causa di un sorteggio un po’ beffardo che impedisce alla nostra di confermare la finale di Guangzhou 2010.

E’ quindi un piacere ripercorrere le tappe dello splendido 2011 di Tina Brianti, augurandoci che il 2012 possa smentire ulteriormente i luoghi comuni e regalarle nuovi successi.

Il debutto nell’emisfero australe è positivo pur senza guizzi. Alberta supera le qualificazioni sia ad Auckland che a Hobart, ma nel primo torneo trova all’esordio la numero uno Maria Sharapova e nel secondo si arrende al secondo turno a Klara Zakopalova. Lo Slam di Melbourne dura due turni, grazie al successo su Lucie Hradecka, non bissato contro il talento di Dominika Cibulkova, che comunque lascia per strada il secondo set.

Al terzetto australe segue un periodo negativo per la Brianti, che vince solo due match in sette tornei, lasciando strada anche ad avversarie non straordinarie come la thailandese Lertcheewakarn. Ma dopo un letargo di fine inverno, Aprile segna il risveglio della trentunenne emiliana, e le regala la gioia del primo titolo WTA, al quale abbiamo accennato in precedenza. Il teatro è Fes in Marocco, dove la Brianti supera cinque giocatrici classificate meglio di lei (anche se nessuna più in alto del numero 65), nell’ordine Laura Pous-Tio, Ksenia Pervak, Melanie Oudin, Dinara Safina e Simona Halep. Solo la Oudin porta a casa un set, anche se va sottolineato il ritiro di Safina in semifinale, quasi presagio del futuro oscuro della russa.

Il successo più significativo è proprio quello della finale, strappata per 6-4 6-3 alla talentuosa rumena Halep, non ancora ventenne durante quel match. Non paga, Alberta porta a sette la striscia di vittorie e raggiunte i quarti di finale a Barcellona, dove finisce per arrendersi solo alla compaesana Sara Errani. Roma regala un buon secondo turno alla nostra, ma anche Parigi termina con un derby sfortunato, questa volta per “colpa” di Roberta Vinci.

Prima di una sfortunata mini-stagione erbivora con due pessimi sorteggi (Wickmayer e Kirilenko) e due conseguenti sconfitte la Brianti raggiunge i quarti anche a Copenhagen dove però trova la numero uno del mondo e padrona di casa Caroline Wozniacki che le lascia solo un game.

Dopo un doveroso passaggio per Palermo, dove le sono fatali il secondo turno e la prossima finalista Polona Hercog, Alberta Brianti vola in America e vince due match sia a Washington che a Carlsbad. Nel secondo torneo Tina compie due rimonte che testimoniano chiaramente sulle sue doti mentali. Prima supera Flavia Pennetta dopo avere subito un 6-1 nel primo set e poi si ripete con Sofia Arvidsson, che nel primo set non lascia neanche un game. Ana Ivanovic non si lascia però sorprendere e ferma la corsa della Brianti.

I successi americani rappresentano purtroppo le ultime fiammate del 2011 di Alberta Brianti. La stagione USA termina quasi solo con sconfitte anche con avversarie non travolgenti come Coco Vandeweghe (a Flushing Meadows) e Anne Keothavong.

Dopo l’America Roberta vola in Cina dove il sorteggio le riserva due volte la ragazza di casa Zheng Jie, scesa in classifica ma già semifinalista a Wimbledon. Il fattore campo gioca a favore di Jie, che vince entrambe i match, così come una precedente sfida a Toronto. Scadono così i punti della finale 2010, e la classifica sorride un po’ meno, come testimonierà la settantesima posizione di fine anno.

L’anno si chiude con tre tornei europei, e tre secondi turni, illuminati dal sorprendente successo su Sabine Lisicki a Linz. Concludiamo così il nostro viaggio mostrandovi le immagini beneauguranti relative a quest’ultimo incontro

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