IL 2016 DA SOGNO DEL PARK TENNIS CLUB

L'anno che sta per chiudersi rimarrà indelebilmente nella memoria dello storico Circolo genovese che ha conquistato a Montecatini il suo primo scudetto maschile nel tennis. Un successo a lungo inseguito e arrivato quando meno sembrava possibile, senza Fognini e i top-player del passato ma con la forza del collettivo e un Giannessi in più

Genova  –   Per  i  Circoli  italiani  le  Festività  Natalizie  coincidono  con  il  tempo  dei  consuntivi  di  fine  anno  e  pochi  Club  possono  guardare  a  questo  2016  che  sta  per  concludersi  con  la  soddisfazione  del  Park Tennis  Genova  neo-Campione d’Italia  maschile.  Il  Sodalizio  gialloblu  ha  conquistato  il  titolo  italiano  tre  settimane  fa  nell’appassionante  tre-giorni  al  Palaterme  di  Montecatini  firmando  una  delle  imprese  più  belle  dei  suoi  quasi  90  anni  di  storia.  Nel  1978,  quando il  Club  non  aveva  ancora  acquisito  completamente  l’attuale  sede  di  Via  Zara,  furono  le  ragazze  a  regalare  il  primo  tricolore  tennistico  al  Park:  Carla  Mel,  Daniela Porzio, Antonella Rosa e  Patrizia Tolomei  portarono  sotto  la  Lanterna  un  titolo  che,  fino  a  quel  momento,  il  tennis  ligure  aveva  ottenuto  solamente  con  i  pionieri  della  Società Lawn Tennis  nel  primo  dopoguerra.   A  cavallo  tra  gli  anni  Settanta-Ottanta  Genova  festeggiò  ancora  con  il  Tennis Club  1893,  vittorioso  nel  maschile  nell’edizione  del  1979,  e  con il  Park  che bissò  il  successo  femminile  nel  1981.

Quello  appena  conquistato  dal  Club  gialloblu   è  uno  scudetto  che  restituisce  merito  a  tutto  il  movimento  tennistico  della  Liguria,  rappresentato  a  Montecatini   dal  presidente  del  Comitato Regionale  Andrea Fossati,  e  premia  il  grande  lavoro  svolto  dal   presidente Mauro Iguera  cheattraverso  anche  MyTennis  e  l’organizzazione  del  “Memorial  Giorgio  Messina”  di  Valletta Cambiaso  premiato  dall’ATP  come  World  Best  Challenger nel  2014,  ha  consegnato  al  Park  un  ruolo  ai  vertici  del  tennis  nazionale.

Lo  scorso  anno  Iguera  ha  ceduto  il  testimone  a  Filippo Ceppellini  che,  all’indomani  del  trionfo  al  Palaterme,  non  ha  mancato  di  ringraziare  il  suo  predecessore  e  tutti  gli  affiliati   di  Via  Zara: “Questa  vittoria è  dedicata  prima  di  tutto ai  soci, che hanno seguito con grande passione e attaccamento tutta la cavalcata verso il tricolore.  Abbiamo  raccolto  il  lavoro  passato  e  abbiamo  costruito, assieme a  capitan  Sanna, al  direttore  sportivo    Vittorio Cuneo e  al Consiglio Direttivo,  una squadra  di ragazzi  straordinari”.  Lo  scudetto  del  Park racchiude  effettivamente  tutti  i  tratti  del  successo  di  gruppo,  quest’anno  più  compatto  che  mai  dopo  le  ripetute  delusioni  del  passato  quando  la  presenza  in  rosa  di  giocatori  come  Fabio Fognini, Pablo Andujar e Andreas Seppi  autorizzava  sogni  di  gloria  puntualmente  smentiti  dal  campo.

In  realtà  il  tennista  di  Arma di Taggia  non  è  mai  riuscito  a  tradurre  nei  fatti  il  suo  attaccamento  ai  colori  gialloblu  –  per  i  quali  è  tesserato  fin  da  giovanissimo  –  perdendo  match  importanti,  uno  su  tutti  quello  al  Canottieri Aniene contro  Flavio  Cipolla  nella  semifinale  del  2014.    La  formula  vincente  si  è  rivelata  alla  fine  quella  di  una  squadra    senza  leader  conclamati,  guidata  da  un  decano parkiota  come  Tommaso  Sanna,  fino  a  due  anni  fa  ancora  navigato  singolarista,  che  ha  saputo  tirare  fuori  il  meglio  da  ognuno  dei  suoi  giocatori:  da  Alessandro  Giannessi  a  Frederik  Nielsen,  passando  per  Andrea Arnaboldi  e  Gianluca Mager.     Giannessi  ha  dimostrato  di  essere  non  a  caso  stabilmente  tra  i  migliori  quattro  azzurri  del  mondo   guidando  la  rimonta  a  Prato  nella  semifinale  di  ritorno  dopo  il  2-4  dell’andata,  Nielsen  ha  assicurato  vittorie   fondamentali  nei  doppi,  la  specialità  che  lo  vide  trionfare  qualche  anno  fa  a  Wimbledon,  mentre  Arnaboldi  ha  firmato  il  punto  preziosissimo del  2-2  nella  finale  di  Montecatini  battendo  Filippo Volandri  quando  il  TC Italia Forte dei Marmi  era  pronto  a compiere  l’allungo  decisivo  verso  il  suo  secondo  tricolore  consecutivo.  Un  fantastico  Mager  ha  firmato  poi  l’impresa  vera,  quella  nel  secondo  doppio  quando  il  ventiduenne  sanremese  allenato  da  Diego Nargiso   insieme  a  Nielsen  ha  lasciato  appena  nove  giochi  al  duo  Lorenzi-Volandri.

Il Club  del  presidente  Ceppellini  ha  trovato  così    sotto  l’albero un  tricolore  storico  che  potrebbe  essere  solo  il  primo  di  una  serie:  dal 2017  il  regolamento  dei  campionati  a  squadre   suggerirà  ancor  più  l’utilizzo di  giocatori  provenienti  dal  vivaio  e  il  Park,  in  questo  senso,  potrà  affiancare  al  quartetto  campione  in  carica  altri  talenti  in  erba  cresciuti  a  Via  Zara come  Alessandro  Ceppellini  e  Luca Prevosto.

Nella foto, la  festa del Park Genova campione d’Italia maschile 2016

 


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