IL SOGNO DI.. BABBO NADAL

Il maiorchino tira il bilancio del suo 2014: “Un anno senza tregua, sgradevole dall’inizo alla fine”. E risponde alla polemica sulla cura con le staminali: "Come si fa a parlare di doping? E' disinformazione"

Tennis – Il periodo di riposo forzato sembra sempre far bene ai tennisti. Si riesce spesso ad allentare la tensione e a pensare ad altri aspetti della vita che non siano viaggi, partite, allenamenti, calendari e tutto quanto abbia a che fare con il tennis professionistico. Non ne è esente nemmeno Rafael Nadal, che dopo l’operazione all’appendice sta attraversando un periodo di relativo relax a casa in famiglia. 

Un relax che si avverte in tutta la sua intensità nell’intervista che il numero 3 del mondo ha rilasciato a El Pais, a margine di un impegno pubblicitario a Madrid. Le dichiarazioni del maiorchino potrebbero tranquillamente passare per dichiarazioni di rito. Se non fosse per il fatto che Rafael Nadal, forse per la prima volta, parla del futuro e dei suoi progetti, soprattutto quando gli viene ricordato che Roger Federer e anche Novak Djokovic hanno messo su famiglia: “Anche amo molto la famiglia e i bambini. La mia speranza e la mia intenzione sono quelle di avere più di due figli. Ma io vivo ancora con la mia famiglia”.

Si dimostra quindi molto deciso nel non bruciare le tappe quando gli si chiede se non sia il caso di andar via di casa: “Senza una vita stabile è tutto un po’ complicato. Bisogna  anche conoscere la mentalità di Maiorca. Siamo persone molto attaccate alla famiglia e non è facile trovare la persona giusta che possa capire questo aspetto”.

Ma Rafa sembra averla trovata e non esita un attimo a chiarirlo: “Io sono stato fortunato e la mia compagna non mi ha fatto nessun tipo di pressione in tal senso. Anche lei, che è più giovane di me, deve lavorare. Il suo obiettivo non è essere la fidanzata di Nadal, ma quello di studiare ed essere brava in quello che fa”.

Si passa poi agli aspetti meramente tennistici e non può mancare un bilancio sulla stagione 2014. Il 14 volte vincitore di Slam è lapidario: “È stato un anno senza tregua, sgradevole dall’inizio alla fine”. E poi all’analisi medica di tutti i suoi acciacchi. A cominciare dal dolore alla schiena avvertito in gennaio, che ne ha pregiudicato le prestazioni nella finale degli Australian Open: “Ho una sindrome al cuscinetto tra le vertebre L1 e L2. Un qualcosa che mi ha creato insicurezze soprattutto quando vado indietro per tirare. Si tratta di un fastidio, ma a questi livelli la sensibilità aumenta”.

Rafa approfitta poi per fugare tutti i dubbi sulla cura a base di cellule staminali che sta affrontando per risolvere il problema: “Come si può parlare di doping? È disinformazione. Non c’è nessun rischio. Il doping è un inganno che si fa alla gente, ma soprattutto a se stessi. E poi si mette in pericolo anche la salute. La terapia ha funzionato molto bene quando avevo problemi al ginocchio e ha contribuito non solo alle mie prestazioni sportive ma anche alla qualità della mia vita”.

The King of clay non ha però dubbi su quale dei suoi infortuni gli abbia dato maggior fastidio: “Il più grande tormento me lo ha dato il polso. Era un buon periodo per me. Avevo vinto il Roland Garros e giocato il miglior Wimbledon degli ultimi tre anni. Io ero tornato ad alti livelli, avevo ritrovato sicurezza mentale e forma fisica. Gli infortuni a metà stagione sono un disastro”.

C’è tempo anche per rispondere a qualche domanda sull’argomento più controverso del momento nel mondo tennistico iberico. La nomina di Gala Leon a capitano di Coppa Davis: “Non so cosa dire perché non mi hanno chiesto nulla. Il presidente José Luis Escañuela e il direttore atletico hanno il potere di nominarla capitano. È una cosa regolare. A un po’ di gente piacerà, ad altri piacerà di meno, ma la scelta è fatta. Anche le polemiche che parlano di sessismo e maschilismo sono inutili. Le polemiche che non hanno nulla a che vedere con i risultati sono insensate. Preferisco non dire una parola per evitare che venga strumentalizzata”.

Infine un accenno al rientro in campo per una competizione ufficiale, sicuramente la notizia più attesa dai fan e dagli appassionati, ma stavolta a Marca Tv: “Giocherò ad Abu Dhabi ai primi di gennaio e poi a Doha”. Quello intervistato da Marca è un Nadal più riflessivo, che parla del suo stato psicofisico: “Apprezzo quello che la vita mi ha dato. Io ho sofferto poco in confronto a quello che vivono altre persone”. Infine una dichiarazione che la dice lunga sul carattere di uno dei tennisti più forti del mondo e della storia: “Vincere non è faticoso, lo è perdere. Ciò che rende bella una vittoria è quello che si passa prima di arrivare ad essa. Io non sono stato felice quando ero numero 1. Lo sono stato quando sapevo di poter competere per conquistarlo il numero 1”. Premesse sicuramente significative, che mostrano tutta la voglia che il maiorchino ha di tornare al vertice.


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