IL TEST DELLA SCHIAVONE

Arrivata al Foro Italico, Francesca è subito corsa ad allenarsi

Roma – Francesca Schiavone freme. La settimana che l’attende a Roma è bollente, come l’ansia che ha di far bene. Una sensazione che la fa ardere. Quest’anno è la n.2 del seeding dei BNL Open, un’occasione che deve sfruttare fino in fondo. Alle 4 del pomeriggio di sabato, il “tesoro” nazionale si è affrettato ad allenarsi sul campo n.7 del Foro Italico. Al suo fianco, ormai inseparabile dal favoloso Roland Garros dell’anno scorso (ma la loro collaborazione è stata formalizzata solo di recente), la sua ex collega e amica Tathiana Garbin. Sono entrambe sorridenti quando entrano nella nuovissima “arena” (situata dove una volta si trovavano gli affollati tavolini del Bar del Tennis) e salutano calorosamente Shahar Peer e il suo coach Chris Cloer, compagni di un’ora di allenamento.

Francesca è fasciata da una maglietta fucsia e  hot-pants neri, che mettono in evidenza il suo fisico asciutto tutto nervi e muscoli. Appena arriva la prima palla, il suo sorriso lascia il posto alla concentrazione e il suo viso si fa di colpo serio. Mentre tira bordate a destra e sinistra – ricambiata senza parsimonia dalla sua partner israeliana – la gente comincia a riconoscerla e ad assieparsi intorno al rettangolo di gioco. Il suo stile è inconfondibile e il suo richiamo irresistibile. Ad ogni suo colpo spettacolare parte l’applauso, che sia una smorzata da manuale o un’accelerazione improvvisa…

L’aria è frizzante, nonostante il sole di metà pomeriggio sia ancora caldo. Un clima ideale per il tennis. Entra in campo anche Stefano Barsacchi,  il preparatore atletico della milanese. Tutto deve essere perfetto. La “leonessa” ora è tesa: spinge su ogni colpo, vorrebbe avere la certezza di aver raggiunto il livello di preparazione ottimale. Il suo volto sembra corrucciato, non è infatti trascurabile il fardello che si porta dietro,  pieno delle aspettative degli organizzatori del torneo, di tutti i suoi fans e soprattutto sue. Quest’anno ha molto da perdere Francesca,  al Foro Italico, ma anche molto da guadagnare.

Non è lì, sul campo n.7, che la Schiavone può capire se è pronta davvero, anche psicologicamente. Soltanto in partita, sostenuta dal suo pubblico e con in palio la posta che vale una carriera, sarà capace di dare il meglio di sé. La sua fronte aggrottata si rilassa di colpo, l’ora è giunta al termine, e dopo il duro lavoro c’è anche il tempo per una risata, per firmare qualche autografo, e per ricordarsi che il meglio deve ancora venire…

(foto Angelo Tonelli)

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