INDIAN WELLS, COLPO DI SCENA: KYRGIOS SI RITIRA!

Non ci sarà la grande sfida con Federer. "Temiamo si tratti di intossicazione alimentare" spiega l'australiano. "Non ho energie, e per sfidare un campione devi essere al meglio".

TENNIS – Non ci sarà la grande sfida. Nick Kyrgios si ritira a Indian Wells. “Pensiamo si tratti di un’intossicazione alimentare” scrive su Twitter, “e preghiamo non sia nulla di più grave. Ho passato una notte in bianco, con forti dolori, non ho più energie e per affrontare un grande campione come Roger devo essere al meglio per avere una chance. Non ho preso questa decisione a cuor leggero, ci alleniamo per giocare partie così ma non sono nelle condizioni di scendere in campo. Mi dispiace per i tifosi ma devo mettere la mia salute al primo posto. Auguro a Federer il meglio per il resto del torneo”.

Nessuna rivincita, dunque, dopo la vittoria di Madrid nell’unico precedente contro lo svizzero. Ma un discorso sospeso che comunque non toglie nulla al presente e al futuro di Nick Kyrgios,  cambiato lì dove si respira la storia del tennis australiano. Qualcosa, o forse tutto, è cambiato a Kooyong grazie a Lleyton Hewitt e all’atmosfera della Davis. Verso la fine dell’anno scorso, ha raccontato, “viaggiavo e avevo davvero paura di scendere in campo. Non volevo allenarmi, non volevo fare niente. Ero numero 13 del mondo, il mio team era motivato ma io no”. La sconfitta contro Seppi a Melbourne lo abbatte. Sente il peso della nazione sulle spalle, sente che l’Australia gli volta le spalle. “E’ stato un periodo molto buio, volevo fermarmi per un po’ e lo ripetevo al mio team”.

Mantiene comunque la promessa a capitan Hewitt e si presenta a Melbourne, al Kooyong Lawn Tennis Club, l’antica sede dell’Australian Open, per il primo turno di Davis contro la Repubblica Ceca. “È stata la cosa migliore che potessi fare” ha detto. “Non so dire come mai, ma è scattato qualcosa. Adesso sento che mi diverto di nuovo ogni volta che scendo in campo anche per allenarmi. Cerco di essere positivo e non troppo duro con me stesso”. Avere accanto anche la mamma e la fidanzata, Ajla Tomljanovic, aiuta. Di un coach, invece, al momento ancora non si parla. Anche perché, ha spiegato Brad Gilbert a ESPN, “non è quasi allenabile per quanto riguarda gli aspetti mentali. Quando gioca contro grandi avversari, penso sia più rilassato. Fatica di più quando gioca su un campo laterale contro giocatori più alla sua portata. Non c’è nessuno con le sue stesse qualità fisiche, e poi è uno che sa come si vincono le partite. Sta ancora cercando, però, la maturità e la continuità partita dopo partita”. Non si diventa per caso il secondo dopo Hewitt a sconfiggere Nole, Federer e Nadal al primo confronto diretto in carriera.

Kyrgios, spiega John Millman, “ti manda fuori dal campo con entrambi i fondamentali e ha uno dei servizi migliori del mondo”. Quando gioca, sintetizza Berdych, “sono fuochi d’artificio”. Il segreto è un approccio diverso al gioco, commenta Chris Evert. “Un paio di anni fa diceva che non gli piaceva giocare a tennis. Io credo che invece ami giocare, al massimo non gli piace tutta l’attenzione, tutto quello che gira intorno. Penso che, nonostante quel che sembra, sia un ragazzo riservato. E se non è mentalmente predisposto all’idea di avere un coach, allora fa bene a rimanere senza. Deve fare a modo suo, prendersi la responsabilità delle vittorie e delle sconfitte, e forse non ci è ancora arrivato. Dategli tempo. Dategli spazio”.

Una scelta, quella di girare per diverso tempo senza coach, che ha fatto la differenza nella storia e nella carriera di Roger Federer. Lo svizzero, il prossimo a testare la nuova maturità del Kyrgios 2.0, nel 2003 ha deciso di interrompere il legame con Peter Lundgren e scoprire da solo cosa funzionasse meglio per lui, nel suo gioco e nell’espressione delle sue emozioni. E Nick, dice, può seguire la sua stessa strada.

D’altra parte, ammette Federer, battere Djokovic due settimane di fila sulla superficie migliore per il serbo rimane un traguardo impressionante. “Spero che questo porti a qualcosa di grande per Nick” ha detto, “a fargli capire che se ci mette la testa, se si concentra, può fare questi risultati sempre, settimana dopo settimana. Magari ci vorrà un po’ di tempo, ma è per questo che può vincere tornei. Quando conta di più, nelle finali, contro i migliori giocatori del mondo, lui c’è. E alla sua età è una grandissima qualità”.

Così, fra il futuro e il moderno, passa il guado di un campione in cerca d’autore. Perché la vita e la carriera sembravano così facili un paio di anni fa, un miracolo, una magia. Ma il destino, le domande, le sconfitte, la morte della nonna di cui porta l’età tatuata su un dito come monito dell’affetto e della colpa perché dall’altra parte del mondo nel giorno del funerale, hanno insegnato che è in fondo un ragazzo sensibile, a suo modo responsabile, di fronte a un mondo cinico e a volte troppo intellettuale. Un mondo distratto che lascia troppe domande senza risposta per un ragazzo semplice.

“Non credo di essere un bad boy”ha ammesso. “Sì, ho fatto un paio di sparate in campo, ma succede quando sei nel calore della battaglia, quando sei arrabbiato in un momento importante del match. Ma fuori dal campo non ho mai fatto niente di contrario alla legge. Non ho mai rubato, non ho guidato ubriaco”, e la mente va, che lo voglia o no, a Tomic. “Se guardiamo al quadro completo delle cose, in prospettiva, non si può dire che sono una cattiva persona”.


2 Commenti per “INDIAN WELLS, COLPO DI SCENA: KYRGIOS SI RITIRA!”


  1. Laura Moro ha detto:

    Kyrgios ha avuto paura di perdere

  2. Laura Moro ha detto:

    Vorrei Sapere l’ora della prima semifinale. Grazie


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