INDIAN WELLS, FEDERER AI BAMBINI: “VOGLIO GIOCARE FINO A 90 ANNI”

Organizzata a Indian Well la prima conferenza stampa con i bambini al posto dei giornalisti. Federer racconta dei suoi gatti, del suo colpo preferito, del suo futuro. E li sfida a braccio di ferro.

TENNIS – Un Federer moment fuori dal campo. Una “supposedly fun thing”, per dirla sempre con Foster Wallace, che potrebbe anche fare ancora. A Indian Wells, dove cerca il quinto titolo, sarebbe il numero 90 in carriera, Roger Federer si è concesso per qualche minuto all’intervista più curiosa della sua carriera.

Le domande, infatti, arrivano dagli studenti di seconda della scuola elementare Gerald R. Ford. C’era l’attesa delle grandi occasioni per questa prima assoluta, una conferenza stampa riservata solo ai bambini che, come spesso capita, hanno mostrato curiosità nient’affatto banali. “Qual è la tua mossa preferita?”, ha rotto il ghiaccio il primo. “In campo o in discoteca? Sulla pista da ballo ne ho tante. In campo, penso il colpo fra le gambe ma non posso giocarlo molto spesso”.

Ai suoi più giovani fan, Federer ha raccontato anche dei gatti che aveva da piccolo, “Ginger e Flaky”, e dei due coniglietti, “chiamati Blitz e Blacky”. Non sono mancate nemmeno le domande sulla sua carriera. Quando lascerà il tennis? Fin quando continuerà a giocare? Domande che evidentemente uniscono tutte le generazioni di appassionati. “Ho iniziato più o meno a tre anni, più l’età che ora hanno i miei figli. Spero di smettere quando avrò 90 anni” ha scherzato lo svizzero. Poi, su una nota più seria annuncia che vorrebbe andare avanti “per altri cinque anni, questo sarebbe un sogno”.

Anche se dopo il trionfo di Melbourne, dopo l’ebbrezza per il 18mo e forse il più inatteso Slam, ha accarezzato l’idea di abbandonare tutto, come ha confessato al New York Times. “Dopo aver vinto gli Australian Open, in un angolo remoto della testa mi sono chiesto: ‘Cosa posso fare ancora di meglio?’. Ma mi sono sentito così contento, e la reazione del mio team al match-point è stata così forte che mi sono detto che avrei voluto provare di nuovo quelle stesse emozioni. Sono stati momenti incredibili, bellissimi, molto divertenti”.

E’ un Federer nuovo, diverso, cambiato spiega anche per effetto dei sei mesi di infortunio. Al rientro, infatti, lo svizzero è partito con idee chiare e molte pagine ancora da scrivere. “Quando mi sono fermato, il mio obiettivo era continuare a giocare almeno per un altro paio di stagioni, non di fare semplicemente un torneo. Capisco quando le persone dicono: ‘Questo sarebbe il momento perfetto per ritirarsi’. Ma amo troppo questo sport, e sento dia avere ancora benzina nel serbatoio” spiegava sempre al New York Times.

In questa prospettiva si pone anche l’accordo triennale appena firmato con gli organizzatori del torneo di Basilea che dal 2018 avrà un nuovo stadio da 10 mila posti e dal 2019 vorrebbe diventare un “ATP 750”. Una proposta, ha spiegato il direttore del torneo Roger Brennwald, condivisa con Dubai, Rotterdam e Pechino che vorrebbero diventare un ibrido fra un 500 e un 1000. Ne è passata di strada dal debutto nel 1998 contro Andre Agassi e dal primo dei suoi sette titoli nel torneo di casa, nel 2006 contro Fernando Gonzalez. L’accordo, però, potrebbe anche non essere solo limitato alla presenza in campo, ha ipotizzato Jacopo Lomonaco in un podcast sul sito del Tennis Italiano, ma potrebbe anche implicare un ruolo di collaborazione nell’organizzazione e in questo caso non sarebbe indicativo della durata residua della sua carriera.

Nell’ottica di riforma del calendario, poi, per il 2019 non è escluso che Indian Wells possa diventare un 1500, a metà fra un Masters 1000 e uno Slam. Qui Federer ha iniziato il torneo con un agevole 62 61 su Stephane Robert completato in appena 51 minuti. Ora affronterà Steve Johnson, la testa di serie numero 24, che ha sconfitto Kevin Anderson. “Non sento più dolore al ginocchio” ha dichiarato Federer, “ed è un’ottima notizia, non devo nemmeno più pensarci. Sono molto felice di come ho giocato ma per il prossimo turno dovrò adattarmi ancora, sarà una partita decisamente diversa”.

Si è adattato, poi, anche alla conferenza stampa più bizzarra e divertente della sua storia. Ha regalato ai bambini anche una sfida simpatica a braccio di ferro e una giornata da ricordare per tutta la vita.


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