Roma – Prima o poi finirà ma, il record d’imbattibilità di Novak Djokovic, prosegue. Il britannico Andy Murray ci ha provato in ogni maniera a batterlo ma la seconda semifinale degli Internazionali BNL d’Italia ha promosso il serbo con il punteggio di 6-1/3-6/7-6 (7-2 il tie-break) al termine di una delle più belle partite mai disputate al Foro Italico.
Spettacolo serale – Per conoscere chi oserà sfidare Rafael Nadal nella finale di domani si devono attendere le otto della sera, orario in cui i giovani leoni del 1987 entrano nell’arena centrale del Foro Italico. Djokovic indossa un completo nero con l’arcobaleno sul petto; Murray è in bianco-verde con tanto di cappellino. I primi 25 minuti sono puro spettacolo di tennis nell’accezione attuale del termine: violenza e controllo, atleticità e intensità ai massimi livelli. Il serbo parte come meglio non si potrebbe: un ace e due micidiali dritti gli consegnano il game d’apertura ma è nel secondo che l’imbattuto campione di Belgrado tenta di mettere il sigillo sulla sfida risalendo da 30-0 con la prima di numerose smorzate e andando a palla-break per un rovescio appena lungo dello scozzese. Murray annulla con un dritto in cross sulla riga e si ripete due punti più tardi con un servizio vincente (dopo che Nole era tornato in vantaggio con un vincente di rovescio lungo linea) ma il doppio fallo che regala al numero 2 del mondo la terza palla-break proprio non ci sta e il successivo dritto sul nastro decreta la rottura dell’equilibrio: 2-0 Djokovic e pubblico già elettrizzato
Andy rientra – Un game lunghissimo il terzo (16 punti), con Murray che dà l’illusione di poter rientrare subito nel match. Nole apre con un’altra smorzata imprendibile e due dritti sulle righe gli danno la palla del 3-0 ma Murray si difende come sa e appena può attacca. Uno smash porta il britannico sul 40-40 e poco dopo arriva anche per lui la palla-break, causata da una smorzata corta del serbo. Andy mette in corridoio un rovescio non forzato e un suo bel passante incrociato esce di centimetri ma si inventa un’improbabile stop-volley con semi-avvitamento per tornare in parità e un passante in corsa di dritto “alla Lendl” gli consegna la terza e decisiva palla-break, convertita grazie a un errore di Nole.
Tanta fatica per nulla – Appena messo il naso fuori dal buco, Murray deve subito fare marcia indietro in un baleno e cede la battuta a zero con un errore dopo che il suo avversario gli aveva fatto male a più riprese col dritto, sia schiaffo che risposta. Avanti 3-1, Djokovic è diventato padrone del suo destino, ha rispolverato la smorzata vincente e ha preso il largo. Ottenuto di nuovo il break nel sesto game (5-1), con Murray costretto a tirare quattro smash per mettere a segno un quindici ma anche autore di tre errori di frustrazione, Djokovic ha messo fieno in cascina chiudendo la frazione 6-1 con un paio di ottime conclusioni e altrettanti errori dello scozzese.
Cambio – Murray si presenta in campo per il secondo set con una maglietta azzurra ma è quello che sta sotto ad essere cambiato. Andy è più aggressivo, tiene finalmente il servizio (a zero, con ace conclusivo) e non si scompone per il nastro fortunato che aiuta la causa serba nel secondo game (1-1). Il gioco determinante, a livello psicologico, è il quinto; Murray tiene il servizio ai vantaggi nonostante alcune splendide conclusioni di Djokovic ed è solo 3-2, ma ha posto le basi per quello che verrà. Nole ritarda il ritorno in campo e muove il collo come se avesse qualcosa che non va. In effetti, il doppio fallo dello 0-30 non è proprio la norma per lui così come i due brutti errori che mandano Murray sul 4-2.
Ultimo brivido scozzese – Andy sembra aver trovato la sua giusta dimensione nel match e si aggiudica il secondo quindici del settimo game con un perfetto drop al termine di uno scambio eterno e mozzafiato. Lo scozzese concede una palla-break con un errore che lo fa infuriare a tal punto da violentarsi la suola delle scarpe con la racchetta; è quest’ultima ad avere la peggio, tanto che Murray è costretto a cambiarla ma con quella nuova riesce a passare il momentaccio e salire 5-2 con un passante che fa esplodere il pubblico romano. Improvvisamente, Nole sembra in stato confusionale perché non c’è altra spiegazione allo smash goffamente affossato in rete (0-30) e allo schiaffo, sempre in rete, che manda Andy al doppio set-point (15-40). Qui, però, il serbo si ricorda di essere il migliore di tutti nel 2011 e annulla le due opportunità, portandosi 3-5 con l’ace. Murray non si scompone, si inventa un serve-and-volley-and-smash e pareggia il conto dei set con un rovescio sulla riga: 6-3 e tutto da rifare per entrambi.
Sale la febbre – Rafa l’ha già avuta, a questi due verrà se continuano così. Nole, che sembrava stanco, torna a vincere un game con una raffica di sei dritti consecutivi. Adesso sia il serbo che lo scozzese accompagnano ogni colpo con un lamento e, dopo due giochi tenuti a zero da chi batteva, nel quarto arriva il break. E’ Djokovic ad ottenerlo, con il rivale che prova a variare il ritmo ma si deve inchinare a un lob insidioso del serbo che costringe Murray a una veronica mal eseguita; un errore di rovescio fa salire Nole sul 3-1 e la partita sembra aver trovato un padrone ma la risposta di Murray non si fa attendere, anzi sono due (un dritto e un rovescio) con cui ribalta la tendenza e strappa il servizio al serbo (2-3).
Indescrivibile – Più si avanza nella sfida e maggiori sono le emozioni che i due incredibili protagonisti della serata romana riescono a regalare. Murray pareggia a quota 3 aprendo il sesto gioco con due smorzate perfette e chiudendolo con una demi-volee non prima che Djokovic l’avesse comunque costretto ai vantaggi. Il serbo entra in un buco nero nel settimo gioco e si fa brekkare a zero dopo aver sbagliato due dritti e un rovescio con il condimento di un doppio fallo. Ora il match ha cambiato padrone ma, non appena lo si pensa, subito si viene smentiti. Djokovic agguanta il 4-4 portandosi a sua volta 0-40 sul servizio Scozia e, pur riavvicinato da due bei punti di Murray (soprattutto il serve-and-smash in salto), cercando la rete e chiudendo con la volee dopo aver spedito fuori campo l’avversario. Impossibile dettagliare tutti i punti spettacolari che si accumulano sul campo e allora ci limitiamo a segnalare che il nono gioco regala un nuovo break e lo conquista di nuovo Murray che dà un saggio di tecnica difensiva riuscendo a sfinire un Djokovic a corto di fiato. Il serbo annulla la prima palla-break con il servizio ma sulla seconda deve inchinarsi alla risposta di Andy che sale 5-4.
Aggettivi finiti – Tanto per non farci mancare nulla, i due hanno deciso di deliziare la platea con un decimo gioco che dovrebbe incoronare Murray e invece allunga una bombola d’ossigeno a Djokovic. Lo scozzese può recriminare per il doppio fallo sul 30-15 ma anche e soprattutto per quello sulla terza palla-break concessa al serbo, con Djokovic sfinito ma che ha saputo gettare il cuore (e i polmoni) oltre l’ostacolo. Nole riacciuffa per i capelli la semifinale senza concedere match-point ma rischia di tornare nel bel mezzo dell’incubo facendosi sfuggire Murray nei primi due punti dell’undicesimo game (0-30) che però riesce a portare a casa con quattro punti consecutivi e uno sguardo inequivocabile indirizzato al suo angolo. Non ci sono più aggettivi per definire l’intensità dello spettacolo. Dove Nole abbia trovato energie residue per rientrare proprio non si sa ma Murray mette in campo tutta la sua varietà e vola su due attacchi che riesce a chiudere con volee e smash per lasciare che tutto venga, inevitabilmente affidato alla ghigliottina del tie-break
Il gioco decisivo – Il tennis talvolta è uno sport crudele e, per umana giustizia, dovrebbe esistere il pareggio. Invece qualcuno deve soccombere e allora ecco il tie-break finale di una vicenda ineguagliabile. Djokovic viene cacciato indietro nel primo punto ma alla fine è Murray a sbagliare una volee non impossibile (1-0) e il serbo acciuffa il mini-break (2-0) con l’errore di Murray. Fa tutto lo scozzese: due rovesci (uno vincente e uno di poco in corridoio) decretano il 3-1 Serbia con Nole che piazza un vincente di dritto (4-1) e si esalta con la risposta e il passante con cui cambia campo avanti 5-1. Murray mette a segno l’ace del 2-5 ma due terribili palle corte di Djokovic (di cui la prima doppiata con il millimetrico lob vanamente inseguito da Murray e la seconda vincente) mantengono inalterato il record di imbattibilità di Nole.







