Parigi (Francia) - L’anno sta per concludersi e tra i vari best of della stagione c’è anche quello di Guy Forget, che in un’intervista sull’Equipe ha dato la sua opinione sulla stagione del tennis maschile, ammettendo di attendersi un 2012 scoppiettante, visti i protagonisti e le loro motivazione in ballo.
Qual è l’avvenimento che ha marcato secondo te il 2011?
Beh senza dubbio il dominio di Novak Djokovic per tre quarti della stagione. Se qualcuno avesse detto all’inizio dell’anno che un giocatore del tour avrebbe vinto tre tornei del Grande Slam su quattro, e che sarebbe riuscito a conquistare il primo posto mondiale, non avremmo pensato per forza a Nole. Lui è riuscito a sorprendere tutto il mondo e ad impadronirsi del trono approfittando dei piccoli problemi riscontrati da Rafael Nadal nell’arco dell’anno, se si fa eccezione del Roland Garros, e di un Roger Federer che ha ingranato veramente solo nel finale di stagione.
Pensi che il suo predominio proseguirà anche nella prossima stagione?
Penso che sarà dura per lui confermarsi il prossimo anno, perché tutti lo attendono al varco. Non tutti poi lo amano, ma tutti vogliono il suo posto: di sicuro dovrà difendere i punti in un contesto complesso. Lui ha vinto quasi tutti i tornei a cui ha preso parte, quindi dovrà almeno ripetersi per confermare la sua posizione e questa non sarà una missione semplice.
Nadal da parte sua non è stato al massimo fisicamente. Pensi che abbia tirato troppo la corda?
Quando ha vinto per la prima volta il Roland Garros, molte persone hanno detto che Rafa con il suo stile di gioco non sarebbe durato più di due anni. Ad oggi invece ha portato a casa ben dieci titoli Slam, più di Roger alla sua età. E’ un ragazzo che sa sorprendere sempre, anche quando attraversa dei momenti di ‘basso regime’. Quest’anno ha chiuso l’anno non al meglio, ma nei momenti cruciali ha saputo mettere a segno delle vittorie importanti. Penso che in generale la prossima stagione sarà molto interessante, perché certamente i primi tre della classe cercheranno tutti di accaparrarsi – o mantenere – il numero 1.
Nadal a fine anno ha confessato che la sua passione si era leggermente affievolita, ti ha colpito questa ammissione?
No, anzi credo sia normale. Quello che mi stupisce al contrario è che non l’abbia detto prima. Tutti vivono una sensazione del genere prima o poi nel loro lavoro. Tutti diciamo ‘devo prendermi una pausa, ho voglia di partire, di prendermi una vacanza, di fare altre cose, di ritrovare le energie’, ma questo non significa non amare quello che si fa. Rafa ad esempio, a differenza di altri, è comunque partito per l’Asia, affrontando una fatica maggiore, che ha pagato poi nel finale di stagione. Sono cose normali, sono sicuro che all’inizio del prossimo anno lo vedremo in campo di nuovo carico.
Mentre qual è il tuo pensiero su Roger, quest’anno lo svizzero per la prima volta non ha portato a casa un titolo Slam…
Non credo che lui sia troppo dispiaciuto per l’esito della stagione. Lui è stato ai vertici della piramide a lungo e la gente si è affrettata a darlo finito dopo che aveva perso due o tre partite. Alla fineperò Roger ha saputo dimostrare che lui è ancora là e se tira fuori il suo miglior tennis è capace di metterli ancora tutti in riga. Quest’anno poi avrà tutto da guadagnare e sono certo che dentro di lui pensa ancora a quel primo posto mondiale da recuperare. Quello che lui riesce a fare sui campi da gioco è straordinario, vincere ed imporsi anno dopo anno non è facile ed è normale quindi avere dei momenti in cui si gioca con minore intensità. La cosa più bella però è che, nonostante il suo invidiabile palmares, scende ancora in campo per allenarsi con la voglia di un ragazzino, è encomiabile.







