L’URLO DI LLEYTON

Lleyton Hewitt si gode la vittoria contro Raonic che lo ha portato a conquistare un posto negli ottavi di finale degli Australian Open. Ma ora c’è Djokovic…

Dopo una battaglia di circa tre ore l’idolo di casa Lleyton Hewitt ha conquistato un posto negli ottavi di finale del “suo” Slam, gli Australian Open. Una vittoria che significa molto per l’australiano, che ha dimostrato di essere ancora perfettamente in grado di giocare ad un altissimo livello. Ma ora ad attenderlo c’è Novak Djokovic

Sei sembrato particolarmente emozionato dopo aver vinto stasera. Perché questa vittoria significa così tanto per te?

Oh, beh, sai, un paio di mesi fa non sapevo nemmeno se sarei stato in grado di giocare. Non ho giocato molto tennis lo scorso anno… Ho sempre voluto giocare questo torneo. Ho lavorato duro. Solo i miei amici e la mia squadra sanno quanto duro lavoro c’è stato per arrivare qui. Per questo ero così emozionato.

Non ti aspettavi di vincere questa partita?

Non proprio. Non mi sono mai dato per vinto. Quindi, no.

Milos ha detto che hai spinto tantissimo. Era quello il tuo piano?

Sì, il possibile. Non è mai facile giocare ragazzi come Milos o come Roddick, fortissimi al servizio. Se mettono la prima è difficile giocare e mettergli pressione. Devi provare a spingere il più possibile.

Lui doveva provare ad attaccare sempre. Credi fosse nervoso per il fatto di dover provare a giocare d’attacco contro di te?

Non lo so. Anche nei match point a mio favore, non ho mai giocato male e lui ha dovuto tirare dei colpi incredibili. Ha dato il massimo quando era in svantaggio. Però, ovviamente, è umano. Io sentivo di dover spingere il più possibile per mettergli pressione, soprattutto quando non metteva la prima di servizio. Dovevo provare a rispondere, per approfittare delle occasioni che avevo e vincere più punti possibile.

Tony Roche sembrava molto nervoso nel box. Cosa ti ha detto a fine match?

Credo fosse fiero di me e dello sforzo che ho fatto. Lui non è solo il mio coach, è uno dei miei migliori amici. Significa molto per me.

Nell’ultimo game, quando lui era in vantaggio, hai messo a segno un gran servizio. Quanta fiducia ti dà questo in vista della sfida contro Djokovic?

Non saprei (ride). Non pensavo certo a Novak prima di tirare quel servizio. Pensavo solo a uscire da una brutta situazione. Ho servito abbastanza bene nell’ultimo game. Anche nei match point ho messo a segno la prima.

Come ti senti rispetto a 12 mesi fa? Cosa credi che dovrai migliorare per il prossimo match?

Beh, è difficile da dire. Lo scorso anno ho avuto un match point contro Nalbandian, ma non è stato abbastanza per vincere. La scorsa settimana ho vinto al Kooyong. Non credo però che la gente avrebbe mai pensato che qui sarei arrivato al quarto turno. Ho fatto tutto in modo perfetto.

Credi che nella sconfitta di Raonic abbia inciso anche un po’ di inesperienza?

Non direi. Mi pare che sia parecchio esperto. Ha la testa sulle spalle, in termini di esperienza tennistica.

Hai detto che molti non avrebbero mai pensato di vederti arrivare così avanti agli Australian Open. E tu cosa pensavi?

In allenamento stava andando tutto bene. Non avevo un tabellone facile: Steeb nel primo turno, non sapevo molto su di lui. Ed è molto più forte di quanto riveli il suo ranking. Poi Roddick e Raonic. Non è stato facile.

E Djokovic?

Mi preparerò nel modo migliore possibile. C’è un motivo se è il n.1 del mondo al momento. Cercherò di divertirmi.

Credi che i tuoi figli vedranno la registrazione del match domani mattina?

Non so. Può darsi che mio figlio sia ancora sveglio…

Per saperne di più:


Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Print
  • email
  • Live
  • PDF

Lascia un Commento