RAFA: “HO GIOCATO CON IL CUORE”

Rafael Nadal è soddisfatto, dopo la sconfitta nella finale degli Australian Open. Soddisfatto di aver lottato alla pari con il giocatore più forte del momento, e di aver messo anima e corpo in 5 ore e 53 minuti di battaglia. “Mi sono divertito”, ha detto a fine match

E’ stato il protagonista di una battaglia che resterà nella storia di questo sport. Una lotta durissima, fatta di colpi perfetti, di qualche errore, ma soprattutto di testa, nervi e cuore. Rafael Nadal, il n.2 del mondo, è stato sconfitto dal n.1, Novak Djokovic, dopo 5 ore e 53 minuti, in cinque set. “E’ sicuramente la sconfitta di cui sono più felice”, ha spiegato Nadal, contento di aver giocato così bene contro il tennista più forte del momento. “Sono soddisfatto, non ho mai giocato così bene contro di lui”, ha aggiunto il maiorchino. Ma la finale di Wimbledon 2008, per lui, resta la più bella.

Come ti senti fisicamente?

Bene. Sono molto stanco, ma sto bene. Fisicamente è stato l’incontro più duro che abbia mai giocato. Sono stanco.

E mentalmente come ti senti? Ti pesa quanto sul piano fisico?

Abbiamo giocato un tennis eccezionale. E’ stato uno splendido show, credo. Sono felice di averne fatto parte. Volevo vincere, ma sono felice e soddisfatto della mia prestazione. Ho avuto le mie chance contro il giocatore più forte del momento. Ho giocato uno contro uno. E’ da molto tempo che non giocavo così bene contro di lui, ed è molto positivo per me. Sono molto soddisfatto della mentalità che ho avuto questa sera, la mia testa ha funzionato come nei miei momenti migliori. Sono molto felice di questo inizio del 2012. Questo è tutto quello che posso dire. E’ vero, ho avuto una bella opportunità per il 5/2, quel passante facile di rovescio. Ma è andata così. L’importante, per me, è che nel 2011 non avevo mai giocato così bene. Sono sulla strada giusta.

Se ti avessero detto che avresti giocato una finale di cinque ore e 53 minuti saresti rimasto sorpreso?

Beh, 20 ore prima dell’inizio del torneo ero molto preoccupato e il mio unico pensiero era superare il primo turno. Poi è passato tutto, sono stato fortunato. Ho avuto molte persone che mi hanno aiutato. Senza di loro probabilmente sarei andato a casa molto prima. Quindi, ripeto, sono molto contento. Ho giocato molto aggressivo, ho messo a segno molti vincenti, il servizio è andato bene. Ho solo perso una finale di uno Slam, non sono certo felice di aver perso, ma di certo è la sconfitta di cui sono più felice.

Hai sentito nel quinto set di avere il controllo del match? Lui aveva giocato un match lungo contro Murray, non eri sorpreso di vederlo ancora lì a lottare contro di te?

No. Non avevo dubbi che sarebbe stato pronto per una partita lunga. Non sentivo di avere il controllo del match, non in quel quinto set dopo aver vinto il quarto in quel modo. Sono sempre preoccupato, ad ogni punto. Sul 4-2 mi sentivo benissimo, avevo un’energia positiva che mi ha permesso di mettere a segno dei punti perfetti, come il dritto vincente sulla riga dopo una sua risposta. La sua risposta è incredibile, penso sia una delle migliori della storia. Non ho mai giocato contro qualcuno capace di una risposta del genere. E ci riesce quasi sempre. Non devo più pensare alle occasioni che ho avuto di vincere il titolo. Ma posso ricordare di essere riuscito a metterlo in difficoltà, cosa che non ero mai riuscito a fare nel 2011. Avevo dei problemi mentali contro di lui, che oggi non ho avuto. Ho lottato alla pari contro di lui, no? E questa è un altro aspetto positivo. Non credo di aver mai detto così tante cose positive dopo una sconfitta (ride).

Hai sempre detto che Roger Federer è il più forte tennista con cui tu abbia mai giocato. E Novak?

Ora lui è il più forte del mondo. Ha vinto 5 prove dello Slam, è entrato nella storia. Vedremo dove arriverà.

Sei stato protagonista di due battaglie epiche della storia del tennis, questa e la finale di Wimbledon 2008. E’ una cosa di cui vai fiero?

Sicuramente. Significa che ho fatto molto bene contro giocatori fortissimi. La finale del 2008 è un po’ più speciale per me (ride). Ma mi rendo conto che anche questa mi resterà in testa, non perché abbia perso, ma per il modo in cui ho giocato.

Credi sia la più dura che tu abbia mai giocato?

Sicuramente è stata la più lunga della mia carriera.

La rivedrai in video?

Troppo lunga (ride) vedrò solo il riassunto.

Durante il match hai mai guardato l’orologio?

Ti guardi intorno e vedi l’orologio, tre ore, quattro ore, cinque ore, cinque ore e 30… Sembra che non debba finire mai. Ma è bello lottare, spingere il tuo fisico oltre il limite. Ho sempre detto che amo soffrire sul campo. Quando sei in forma e hai tanta passione per il gioco, soffrire e dare il massimo è bellissimo. Non so se mi sono spiegato bene, ma sono sicuro che potete capirmi. Oggi ho avuto questa sensazione, ed è stato molto bello. Mi sono piaciuti tutti i problemi che ho avuto durante il match, i momenti difficili. Mi sono divertito molto. Ho cercato di trovare soluzioni per tutto il tempo. Ho giocato molto con il cuore, e anche molto con la testa. E’ molto bello essere lì e non giocare soltanto a tennis.

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