ITALIANI IN FINALE, LA STORIA E LE PAROLE

Sara Errani ha centrato la finale. Facciamo un (bel) salto nel passato per parlare di statistiche, leggiamo i commenti a caldo. Malagò: Abbiamo visto qualcosa che lascia il segno, qualcosa per cui dire "Io c'ero". Binaghi: Sara un esempio per tutti.

TENNIS – Sara Errani-mania. E’ scoppiata e voi malati di tennis non ve ne siete neanche accorti. Ma siete giustificati: eravate tutti incollati davanti alla tv a vedere le gesta di questa ragazza di 27 anni che sta riscrivendo la storia del tennis femminile italiano. La Sara Errani-mania impazza da ieri, oggi è deflagrata definitivamente. Persino la federcalcio, su Facebook, ieri ha postato una foto della ragazza con le braccia al cielo. “Dovremmo grattarci?”, ha ironizzato qualcuno al quale il calcio non è proprio gradito. E, visti i tempi, la battuta fa un certo effetto.

REGGI, ULLSTEIN E… PANATTA – Anzitutto, è doveroso il ripasso di storia. L’ultima finale che abbia visto coinvolta un’azzurra agli Internazionali (attenzione: “agli Internazionali”) è quella del 1985 con Raffaella Reggi protagonista. La giocatrice faentina, allora diciannovenne, vinse 64 64 sulla statunitense Vicki Nelson-Dunbar. Ma si giocò a Taranto (gli uomini rimasero al Foro Italico) e non fu esattamente un torneo di altissimo livello, come ricordano oggi gli addetti ai lavori con i capelli bianchi.

Risale invece addirittura al 1950 l’ultima finale con una giocatrice azzurra al Foro Italico (attenzione: “al Foro Italico”). Annalisa Bossi: inizialmente nazionalità tedesca, all’anagrafe Annelies Ullstein; poi diventata Annelies Ullstein Bossi per via del matrimonio con il tennista milanese Renato Bossi, scomparso tragicamente in un incidente aereo nel 1947; infine Annelies Ullstein Bossi Bellani per il secondo matrimonio con il telecronista Giorgio Bellani. E Annalies Ullstein Bossi Bellani, in quell’edizione 1950, superò anche qui con un doppio 64 la britannica Joan Curry.

“Ho fatto i conti: l’ultima finale con un italiano risale a 38 anni fa!”, dice il presidente federale Angelo Binaghi uscendo dal Centrale, riferendosi all’edizione 1976. Quella in cui il match decisivo degli Internazionali disputata al Foro Italico con un azzurro finì con Adriano Panatta vittorioso 26 76 62 76 sull’argentino Guillermo Vilas. In realtà, però, Binaghi sbaglia perché l’ultima partita – sempre al Foro – risale al 1978, ossia due anni più tardi. In gara ancora Panatta, stavolta sconfitto 16 63 61 46 63 da Bjorn Borg.

FRASI DI GIOIA – Da qui in poi, la fredda statistica lascia spazio alle emozioni più belle. Anno 2014, Sara Errani è in finale agli Internazionali Bnl d’Italia al Foro Italico dopo aver sconfitto in semi la serba Jelena Jankovic 63 75. “Uno dei match più sofferti per lei – il punto di vista di coach Pablo Lozano ai microfoni di Supertennis – Queste cose da fuori non si vedono, ma lei è straordinaria proprio in quei momenti in cui sembra tutto perso. In quei momenti lei sa come reagire e cambiare tutto. Anche il supporto del pubblico oggi è stato fondamentale”.

La famiglia. Parla Davide Errani, fratello e manager: “E’ passata in archivio una bellissima partita, disputata in un’atmosfera splendida. Sara l’ha giocata bene dall’inizio e sin dall’inizio è stata lucida. Già stamattina era partita carica”.

Binaghi e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, escono insieme dalla tribuna autorità. Malagò: “Queste ragazze del tennis italiano ci hanno abituati a pagine importanti dello sport mondiale. Oggi abbiamo visto qualcosa che lascia il segno, qualcosa per cui dire ‘Io c’ero’. Sara è la dimostrazione vivente di ciò che può fare la caparbietà di queste ragazze”.

Binaghi: “Abbiamo assistito a un match storico che ricorderemo a lungo. Sara Errani è stata protagonista di una prestazione esemplare, non ha sbagliato una palla. Lei è un esempio per il nostro e per altri sport. Un esempio per la nostra società”. Segue profezia: “Ora avrà davanti un mostro, una Serena Williams per la quale dovremmo creare una categoria a parte. Ma con l’allenatore bravo che si ritrova, Sara saprà trovare la formula giusta”.

Punto, fine. Sole, tanta gente, tanti sorrisi. Che fantastica giornata, il 17 maggio 2014…


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