ITF: BELLOTTI ASSO PIGLIATUTTO

A Siena stravince e nell’ultimo mese ha letteralmente scosso il circuito con una striscia vincente degna dei grandi della racchetta

Siena. Buone notizie per il tennis italiano. Il torneo internazionale Itf “Città di Siena” certifica l’esplosione di Riccardo Bellotti. Mai termine fu così appropriato come nel caso di Riccardo, nato nel 1991 a Vienna ma con passaporto italiano, che nell’ultimo mese ha letteralmente scosso il circuito con una striscia vincente degna dei grandi della racchetta: dopo i trionfi di Innsbruck e Portschach, Bellotti ha conquistato a Siena il primo titolo della carriera in territorio italiano, collezionando la bellezza di quindici vittorie nelle ultime sedici partite disputate.

Riccardo Bellotti ha tutti gli attributi per compiere già da ora un ulteriore salto in classifica e candidarsi come top-player azzurro per il futuro: tecnicamente completo, fa dell’uno due servizio-diritto un’arma micidiale per scardinare le difese avversarie.

Ma a Siena è soprattutto sul piano mentale che ha impressionato: nei quarti ha stroncato la resistenza del miglior Luca Vanni, mostrandosi più lucido nei tanti momenti chiave del match, e in semifinale non ha ceduto un solo metro ad un Manuel Jorquera vogliosissimo di rimettere il suo sigillo su un torneo professionistico. La finale con Marco Viola è stata un monologo dall’inizio alla fine.

Nel primo set Riccardo Bellotti ha realizzato il break sul 2-1 conservando il vantaggio fino al 6-3 finale. Il break subito a zero nel gioco di apertura della seconda frazione è stato il segnale della resa di Marco Viola, giunto all’atto conclusivo un po’ stanco: da quel momento Bellotti ha mostrato tutto il suo repertorio di recuperi vincenti, diritti e passanti, alzando le braccia al cielo dopo poco più di un’ora e dieci minuti di gioco.

Se Riccardo Bellotti può sorridere, al contrario Marco Viola, autore comunque di un’ottima settimana, si conferma uomo dei secondi posti: quella di Siena è la quarta finale in carriera dopo quelle di La Spezia nel 2008, Desenzano e Villafranca del Penedes nel 2010, ma a 28 anni compiuti manca ancora il primo titolo tra i “pro”.

Parlando di giovani, le buone notizie provenienti dalla Toscana non sono terminate. A Vico Alto si è visto anche un ottimo Marco Cecchinato, sconfitto da Viola nei quarti dopo tre ore e 29 minuti di gioco nel match probabilmente più bello del torneo.

Il siciliano, allenato a Firenze da Francesco Aldi, possiede un talento eccezionale per i suoi 19 anni ed è un’altra carta da giocare per il futuro del nostro movimento tennistico, anche se dovrà lavorare molto sulla continuità. Bene anche Enrico Fioravante (classe ’90), giunto fino alle semifinali nonostante una condizione psico-fisica traballante, e Lorenzo Giustino, elemento dei più sottovalutati tra i tennisti della sua generazione ma dal bagaglio tecnico assai interessante.

Da rimandare invece Riccardo Sinicropi (classe ’90), sconfitto al primo turno da Marco Cecchinato e in evidente giornata no per meritare un giudizio, così come troppo “morbide” le giovanissime wild card Contini e Mastrelia: ma la nidiata di ragazzi italiani nati tra il 1990 e il 1992 che sta emergendo nel circuito Itf è assolutamente da tenere in considerazione per gli anni a venire.

Articolo di Alessio Laganà per Tennis.it

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