JO WILFRED TSONGA, A QUASI 32 ANNI IN VERSIONE DELUXE

Le due vittorie ottenute nelle ultime due settimane e la riconquista della top ten hanno riportato l’attenzione sul francese. Jo Wilfred Tsonga vive un momento di grande forma. E l’arrivo del primogenito non potrà che rendere questo inizio del 2017 ancora più indimenticabile.

Tennis – È il suo momento. Due tornei vinti in due settimane, il rientro nella top 10 del tennis mondiale, uno stato di forma che non si vedeva da tempo e la paternità che diventerà realtà tra fine marzo e inizio aprile. Jo Wilfred Tsonga è tornato con tutta la sua fantasia, con tutta la sua prestanza fisica e con tutto il suo talento. Le vittorie ottenute a Rotterdam e a Marsiglia sono la manifestazione più concreta di uno stato di grazia che nel braccio e nella mente del francese di Le Mans non si vedeva da tempo.

Il giocatore abulico visto negli ultimi tempi, ultima vittoria datata 27 settembre 2015 (Metz), ultima finale giocata il 30 ottobre 2016 (Vienna), ha lasciato spazio in questo scorcio di 2017 a uno Tsonga in versione deluxe. Il finalista dell’edizione 2008 degli Australian Open, che in carriera ha giocato quattro semifinali Slam tra Wimledon e Roland Garros, ha letteralmente demolito il connazionale Lucas Pouille nell’atto finale dell’Atp 250 di Marsiglia. Un’ora di partita in cui il francese non è mai andato in difficoltà, in cui ha concesso solo 7 punti durante propri turni di servizio, conquistando 30 punti su 33 quando ha messo la prima di servizio e ottenendo il 70% dei punti con la seconda. “Ho giocato un super tennis tutta la settimana, proprio come quella scorsa (a Rotterdam, ndr). In finale ho servito molto bene quando dovevo e per Lucas è stato difficile crearsi delle opportunità”.

Una prestazione impeccabile indicativa di una condizione eccellente. Merito sicuramente di una preparazione fisica impostata correttamente che sta aiutando a Jo Tsonga di evitare i piccoli infortuni e gli acciacchi degli ultimi anni, che gli permette di servire con costanza, di muoversi bene in campo e di girare attorno alla palla per colpire con il suo devastante diritto. È in questa parte del discorso che si innesta un’altra variabile importante. Il rovescio. Il colpo meno naturale del francese, quello che negli ultimi anni proprio non andava e che, paradossalmente, gli regalava più punti quando giocato come passante a una mano, sembra ritrovato. Quando costretto a colpire di rovescio, Tsonga ha mostrato una sicurezza dimenticata nel biennio appena trascorso e questo ha contribuito a incrementare la fiducia nel colpo e in tutto il gioco mostrato in queste due settimane. Infine, c’è un’ultima questione – ma non di minore importanza – che sembra stia avendo una valenza dirompente negli equilibri mentali del tennista nato il 17 aprile 1985: la famiglia. “É da tanto tempo che sono nel circuito. Il tennis è favoloso, è una parte molto importante della mia vita, ma allo stesso tempo ce n’è un’altra altrettanto importante che la famiglia. Dovrò fare delle scelte” ha detto Tsonga alzando al cielo il trofeo del torneo di Marsiglia. Le scelte in questione potrebbero limitare le apparizioni del francese nei prossimi due mesi. Lo stesso Tsonga, che diventerà padre tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, non ha confermato la sua partecipazione a Indian Wells, a Miami e ai quarti di finale di Coppa Davis che la sua Francia giocherà contro la Gran Bretagna.

I suoi fan non saranno contenti, ma si potranno consolare con il fatto che Jo-Wilfred ha assicurato che giocherà almeno per altri due anni: “Sono nella fase finale della mia carriera – ha chiarito durante il torneo di Rotterdam – ho giocato per 13 anni. So che sono alla fine. Ho ancora un paio di anni per giocare, è andata bene, mi sono divertito perché sapevo che non sarebbe durata per sempre”. Il bicchiere potrebbe essere mezzo vuoto, chiaro. Ma il tennista osservato in queste ultime settimane ha ancora lo smalto per renderlo mezzo pieno. Il dibattito, sui social network e su molti forum dedicati al tennis, è aperto. Jo-Wilfred Tsonga è uno di quei tennisti ancora in grado di piazzare l’acuto. E sono in tanti a considerarlo come possibile vincitore di uno Slam. D’Altronde Stanislas Wawrinka (e anche Juan Martin Del Potro) sono riusciti a detronizzare i Fab Four in più di un’occasione negli anni passati. Se poi si considera il fatto che i Fab Four non sono eterni e non sono costanti come prima e che la new generation ancora arranca alla ricerca della prodezza, allora Jo Wilfred Tsonga potrebbe essere candidato a sedere sul trono di un breve ma gustosissimo interregno. La personalità non gli è mai mancata. I colpi nemmeno. E tornei come Roland Garros e Wimbledon sono lontani abbastanza da fargli godere la paternità e permettergli di rientrare in campo con tutta la sua esuberanza.

Foto: Jo Wilfred Tsonga (www.zimbio.com)


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