JOHN DE’VIANA: PADRI CONTRO FIGLIE, RICHARD WILLIAMS 2.0

L'assurda vicenda di John De'Viana e del presunto maltrattamento delle due figlie. Una storia che riporta alla mente la vicenda Williams

Tennis. Brutta, bruttissima storia. Ci sarà un processo che stabilirà la verità, ma comunque vada a rimetterci come sempre in questi casi sono due creature cresciute non come figlie, ma quali “scopo di lucro”. Che sia colpa del padre o, come da linea difensiva della madre, poco importa. Purtroppo soprattutto nel tennis casi del genere sono tanti, alcuni dei quali clamorosi come nel caso delle sorelle Williams e di papà Richard.

Questa è la vicenda di John De’Viana, 55enne britannico con un buon trascorso nel karate che è accusato di maltrattamenti e pressioni psicologiche, oltre che fisiche, sulle giovani figlie nel desiderio di vederle un domani campionesse di tennis e fonte di guadagno. Allenamenti alle prime ore del mattino, calci e sputi, abbandono della scuola e chi più ne ha più ne metta: questo è quello che si evince da testimonianze ed accuse nei confronti dell’ennesimo caso di padre-padrone nel mondo della racchetta.

Le ha sottoposte a un programma di allenamento duro e impegnativo, sia tecnico che fisico – ha detto il PM – in questo non c’è niente di strano, tutto sommato ogni genitore permette di guardare la TV ai figli solo dopo che hanno finito i compiti. Ma il suo comportamento è andato al di là di questo. Non è minimamente paragonabile a quello di Judy Murray, madre molto esigente che ha portato i figli ai massimi livelli”.

Un giudice stabilirà la verità, ma nel frattempo fioccano le testimonianze: “Potevo guardare la TV soltanto se giocavo bene a tennis – ha detto Monaei De’Vianae mi diceva che in futuro lo avrei ringraziato”, ha detto la maggiore delle due figlie.

“Era sempre in modalità-allenatore – prosegue il PM – non era come un padre tradizionale, che ogni tanto può perdere il giusto temperamento. Lui era sempre così, a volte le ragazze non potevano neanche mangiare il pranzo al sacco”.

La difesa da parte dell’accusato è piuttosto chiara e sa perfettamente dove mirare: “Ho le mie teorie su questa faccendaquando me ne sono andato non ho dato spiegazioni, quindi posso ipotizzare che ce l’abbiano con me come padreLe ho lasciate dopo averle portate a una lezione di tennis. Le volevo abbracciare, ma loro mi hanno respinto perché pensavano che stessi scherzando. Da allora non le ho più viste e nego categoricamente ogni accusaNon avevo tempo di scrivere troppe cose, allora mi limitavo a delle note colorite. Quando ho paragonato Nephe a un cane, non era un’allusione a lei: semplicemente si muoveva sul campo come un animale e non come un’atleta. Loro non avrebbero mai dovuto vedere quegli appunti”.

Papà John che avrebbe anche una sua teoria riguardo l’addio al tennis della figlia: “Soltanto una giocatrice su cinquanta era tornata ai massimi livelli dopo un problema del genere. Pensavo che farla smettere fosse una buona scelta, ma la madre non ha voluto e l’ha fatta allenare per altri due anni”.

Una vicenda triste, che a prescindere dalle responsabilità stabilite vedrà comunque in copertina due ragazze che avrebbero volentieri evitato tutte queste attenzioni.


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