Mosca – Tutto come da copione, anche se per conquistarlo, il suo secondo punto da singolarista, Petra Kvitova ha dovuto faticare ben più di quanto non fosse lecito attendersi, almeno da quelle che potevano essere le indicazioni della vigilia. E così, dopo la passeggiata effettuata ieri contro Maria Kirilenko, la ceca si è invece ritrovata nell’ ormai per lei inconsueta posizione di inseguitrice, sotto di un set, gap causato sia dall’ottima tenuta atletica della sua avversaria, la russa Sveltana Kuznetsova, sia per la scarsa incisività del suo servizio ed in genere dei suoi fondamentali, che non le hanno mai garantito una certa affidabilità nella mole di gioco che in genere si trova a produrre, prima del gran finale.
Fuoco fatuo. In effetti il break iniziale favorevole a Petra, trovato grazie ad uno splendido rovescio incrociato, si rivelava una falso indizio rispetto ad un dominio ceco che non si sarebbe mai verificato a stretto giro. Due doppi falli nel gioco seguente davano invece la reale dimensione di quale sarebbe stata la prima frazione, con Petra al cospetto di quella che sembrava avere tutti i crismi per venire etichettata come una “giornata no”. Restituito immediatamente il break di vantaggio e proseguito sui binari della regolarità del servizio fino al 3-2 in favore della russa, il set cambiava improvvisamente profilo con le giocatrici alla risposta ad avere il sopravvento su quelle in battuta. La prima a breakkare era quindi Kuznetsova, al terzo tentativo del sesto gioco, e nonostante la pronta risposta di Petra, che recuperava gli svantaggi sia sul 4-2 che sul 5-3, la ceca combinava il patatrac proprio nel corso del decimo gioco, quando non chiudeva, causa vari errori, sul 40-0 e finiva col cedere il terzo break consecutivo, il quarto del set, che archiviava la prima frazione sul 4-6.
Ripresa. Non era però pensabile che la numero 1 del team di Petr Pala non abbozzasse un approccio di rimonta, e così la seconda frazione, durata poco più di mezz’ora, si trasformava in una sinfonia praghese. Pur fallendo il break nel gioco d’apertura – anche grazie alle qualità dell’avversaria – e dopo aver finalmente tenuto un servizio, addirittura a 0, Kvitova si involava sul 5-1 concedendo ben poco alla Kuznetsova. Che provava a rifarsi sotto sul 2-5, insidiando la battuta della ceca, sul 15-30, ma concedendo gli ultimi tre punti che riequilibravano la situazione. 6-2. Pausa per Svetlana, evidentemente stanca dopo 1 ora e mezza di grandi corse.
Illusione russa, dominio ceco. In effetti Kuznetsova rientrava in campo rinfrancata e soprattutto nuovamente disposta a muoversi con sufficiente tempismo e a far muovere l’avversaria. Anche per demerito di un nuovo gioco in battuta sventurato della Kvitova – apparsa peraltro infastidita dalla lunga pausa permessa alla russa – Svetlana saliva su un 3-0 che appariva come l’anticamera di un successo finale per la sua squadra. Doveva però fare i conti con la voglia di vincere e con la grandissima freddezza di Petra Kvitova, che da quel momento reinseriva il turbo e metteva a segno una striscia di 6 giochi in suo favore, favoriti da un parziale punti di 25 a 7, in una situazione di pericolo e con tutto il pubblico a proprio sfavore. Kuznetsova, dal canto suo, tornava ad avvertire la stanchezza accumulata e cedeva sempre più campo ad una contendente finalmente dominante fino all’ultimo scambio. E ora manca soltanto un punto alla Repubblica Ceca, che può vantare, ed oggi ne abbiamo nuova, se servisse, riprova, di una campionessa tra le propria fila che quando conta tradisce difficilmente, anche nelle giornate meno fortunate.







