LA CORSA INTERROTTA: IL DISASTRO DEGLI AZZURRI AL FORO

Il torneo degli azzurri al Foro Italico si è concluso con la sconfitta di Roberta Vinci mercoledì. La perfetta fotografia della situazione attuale del tennis italiano
venerdì, 13 maggio 2016

TENNIS – Il sistema USTA, le pre-qualificazioni, i 9000 iscritti totali, una corsa lunga tre mesi attraverso tutto il circuito Open italiano per un sogno chiamato Foro Italico. Negli occhi le gesta di Fabio Fognini e Sara Errani, nella realtà dei fatti una vera e propria ecatombe. Gli Internazionali BNL d’Italia, per i colori azzurri, si sono conclusi con la pesante sconfitta di Roberta Vinci contro Johanna Konta nella giornata di mercoledì e hanno visto la loro massima espressione nella festa dedicata a Flavia Pennetta sul Pietrangeli martedì. Degli 11 uomini presenti nel tabellone cadetto, il solo Filippo Volandri ha strappato un pass per il main draw, tra le donne è andata anche peggio. Ad essersi comportati meglio sono stati gli “underdog” come Lorenzo Sonego e Claudia Giovine (entrambi usciti dalle pre-qualificazioni) e a mantenere alta la fiamma della vecchia generazione ci ha pensato uno splendido Volandri, in grado di opporre resistenza per più di due ore a David Ferrer. Tante polemiche, da parte dei Big, e se si considera anche il forfait di Camila Giorgi il bilancio diventa peggiore. Peggiore perché solo Andreas Seppi ha superato un turno, peggiore perché i due numeri uno hanno ceduto senza combattere, peggiore perché il torneo di casa è diventato il torneo della disfatta. Le richieste dei giocatori non sono state ascoltate, il Pietrangeli non è stata la casa di chi chiedeva il calore di un campo più intimo e meno veloce, e allora di chi è la colpa?

Senza dubbio di un sistema che non produce più giocatori in grado di competere ad altissimi livelli, di un sistema poco avvezzo a rispettare le richieste dei giocatori, un sistema confuso in un momento di rifondazione. D’altra parte non è da dimenticare la poca sostanza dei giocatori, ancor di più degli uomini. Perchè dopo il ritiro di Flavia Pennetta dal tennis e gli immensi risultati di Sara Errani e Roberta Vinci è ancora lecito aspettarsi qualcosa dagli altri e non dai soliti, anche se allo stesso tempo il ricambio generazionale preoccupa più dal lato rosa che da quello blu. Il torneo di Roma ha fotografato in maniera perfetta il momento che il tennis azzurro sta vivendo: un momento di confusione, di picchi, ma anche di incredibili bassi. Ma il tempo si muove, inesorabile, e i treni passano. Passano senza dire dire niente e senza avvertire, il futuro preoccupa.


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