CHAPEAU ALL’ASTUTA KIM!

Una Clijsters mai doma ha trionfato con merito nel primo Slam stagionale. Na Li si dimostra in costante crescita. La Leonessa ormai è una conferma. Nuova delusione Wozniacki.

E’ stato indubbiamente il successo della saggezza. Il trionfo di Kim Clijsters agli Australian Open mi ha piacevolmente colpito. La capacità della belga di imparare dai propri errori contro l’infaticabile Na Li, le ha consentito di conquistare con merito il primo titolo dello Slam stagionale. Kim ha fatto tesoro della sconfitta patita contro la stessa avversaria a Sydney poche settimane prima. Segno di encombiabile umiltà e duttilità a match in corso. Infatti, dopo un primo set giocato troppo passivamente, in finale Kim è finalmente riuscita a trovare il bandolo della matassa che le ha permesso sconfiggere la tennista orientale. Una maggiore aggressività, variazioni tattiche più frequenti e una ritrovata sensibilità sottorete hanno dato luce verde alla Clijsters, che ha così potuto rispettare il pronostico.

La sua vittoria non deve in ogni caso mettere in ombra lo straordinario torneo disputato da Na L,i che sembra trarre giovamento dalla sua esperienza sul circuito, pur non essendo più di primo pelo. La sensazione, se continua a mantenere la stessa intensità negli scambi prolungati ed un alto livello di concentrazione, è che possa davvero arrivare ad insidiare le primissime giocatrici del ranking. Dei successi di un’atleta cinese ne potrà beneficiare l’intero movimento tennistico femminile

Non posso essere altrettanto lusinghiera con Caroline Wozniacki, che purtroppo ancora una volta ha dimostrato di non valere sul campo la sua prima posizione in classifica mondiale. La danese non riesce ad essere incisiva nei colpi di rimbalzo, deve migliorare tanto soprattutto con il diritto e non dispone della forza mentale necessaria per essere davvero competitiva ad altissimi livelli. I margini di miglioramento sono ampi ma urge una rapida inversione di rotta.

Una menzione speciale va fatta indubbiamente a Francesca Schiavone. Infatti ha raggiunto i quarti con uno spirito da veterana, ma con la voglia vincere di una ragazzina. Rimarrà impressa nella memoria per lungo tempo la sua battaglia contro la Kuznetsova. La vincitrice del Roland Garros ha comunque legittimato il suo “best ranking” con un paio di altre prestazioni maiuscole nei turni precedenti. Il fatto di arrivare ad essere la n.4 Wta è un riconoscimento dovuto e strameritato agli innumerevoli sacrifici compiuti nel corso di un’intera carriera.

Chi invece, a quanto sembra, non vedremo più nel circuito è Justine Henin. Il suo ritiro dall’attività agonistica, per il persistere del problema al gomito, pare essere definitivo. La classe cristallina e il talento puro della belga verranno rimpianti non solo dagli appassionati. Dispiace che sia costretta a passare la mano una delle protagoniste indiscusse dell’ultimo decennio. Ma una campionessa come lei non poteva permettersi, in particolare dal punto di vista psicologico, di tornare a giocare soltanto per essere una comprimaria.

Purtroppo l’avvicendamento in vetta tra le attuali top players pare essere più laborioso del previsto. I conti, nonostante tutto, si fanno comunque a fine stagione. Per ora è giusto celebrare Kim Clijsters e coloro che sono riuscite a compiere performances di tutto rispetto nel corso delle due calde settimane australiane.

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