LJUBICIC DIFENDE RAONIC: “NOIOSO? DIREI DISCIPLINATO”

Il croato difende il suo pupillo, in attesa di vederlo ai livelli dei big del circuito maschile: "Si notano progressi in ogni torneo, Milos non deve scusarsi con nessuno per il suo gioco lineare"

TENNIS – Difendere il protetto è sicuramente una manovra legittima, ma acquista maggiore rilevanza se a farlo è una vecchia gloria con un astro nascente. Ivan Ljubicic fa sentire la sua voce dopo il torneo di Indian Wells che ha visto Milos Raonic arrivare fino alla semifinale, prima di una sconfitta contro il finalista perdente dell’evento californiano.

Il croato è l’unico che, a partire dal 2004, è riuscito a spezzare l’egemonia di Federer, Djokovic e Nadal nella manifestazione appena terminata. Il BNP Paribas Open sembra sempre più un affare a tre, nonostante il colpaccio di Ivan ormai cinque anni fa, ma proprio Ljubo è pronto a scommettere sui benefici che potrà trarre il suo assistito dall’eliminazione in semifinale. Allenatore di Raonic dal 2013, il 36enne ex tennista ha spezzato una lancia a favore del canadese a margine di Indian Wells: “Andiamo avanti a piccoli passi, la sconfitta contro Federer è un incidente di percorso che ci può stare per chiunque. Purtroppo i primi della classe difficilmente regalano qualcosina, Milos è stato bravo a sfruttare il momento poco felice di Nadal e possiamo dirci soddisfatti di aver raggiunto questo risultato. Abbiamo fatto tante modifiche da quando lavoriamo insieme, sono sicuro che noteremo altri miglioramenti nei prossimi mesi“.

Il prossimo passo è quello di un boom nelle prove dello Slam? “Questo è probabilmente lo step più complicato – ammette Ljubicicperchè bisogna arrivare in una condizione mentale perfetta. Sul piano atletico, Raonic ha dimostrato di poter reggere il confronto, ma su quello mentale subentra un blocco contro i più grandi. La sconfitta contro Federer o la vittoria contro Nadal sono due facce della stessa medaglia, ma guardate Djokovic: Milos non l’ha mai battuto e a Melbourne ha subito un’influenza negativa sul suo gioco. Non sto dicendo che battere gli altri due, soprattutto Rafa a Parigi, sarà facile, anzi. Però vedremo come migliorare questo aspetto“. I miglioramenti, però, sono netti e Raonic ha dimostrato di essere cresciuto notevolmente: “Il cambiamento più radicale è stato il maggior movimento sul campo e la rotazione del colpo. Abbiamo adottato una visione diversa da quella che aveva il suo precedente allenatore, ma rispetto quell’idea: gli ha permesso di arrivare dalla numero 300 alla 15, quindi tanto di cappello“.

La disciplina è sicuramente una componente importante nel gioco del canadese, che spesso può risultare noioso agli appassionati. Ljubicic spiega, infine, questi dettagli: “Milos conduce una strategia mentale al fianco di una psicologa, ma non è che si sdraia sul lettino a raccontare i traumi infantili (ride, ndr). Sicuramente gli sta portando benefici: nel match contro Nadal è stato imperturbabile ed è un punto di partenza importante per affrontare i più grandi dell’epoca attuale. Se può essere noioso? Beh, quando guardo un altro astro nascente come Nishikori credo che si possa fare di più sotto quest’aspetto, ma ognuno ha le sue armi e le sfrutta al meglio delle potenzialità. Ho anche ascoltato alcune critiche sul servizio di Raonic, soprattutto da chi preferisce Djokovic e Murray a lui o Federer. Lui non deve scusarsi col pubblico e deve dar conto solo a se stesso e al suo staff. Se proprio dovessi rispondere, direi che per me è noioso quel tipo di gioco“.


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