MA SE FEDERER AMPLIASSE…

E’ opinione comune il fatto che Roger Federer possa venir avvantaggiato dall’uso di un piatto corde più grande. Ma perchè non cambiare? Scaramanzia o abitudine? Ne abbiamo discusso con alcuni tecnici

La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcuni modi di fare o di procedere attirerebbero la fortuna o comunque allontanerebbero la sfortuna. Sono molti gli sportivi scaramantici, nella ripetizione di alcune procedure o semplicemente in alcuni gesti prima di dare inizio alla propria esibizione. Nel tennis, esempi di questo genere di superstizione possono essere portati dal non pestare le righe del campo, come fanno in molti e fa anche la bella Maria Sharapova, o dal toccare ripetutamente la racchetta contro la riga di fondo campo prima di accingersi alla risposta, come faceva Nicolas Kiefer prima di un punto importante, o ancora, far rimbalzare tante volte la pallina prima di un servizio, come siamo abituati veder fare a Novak Djokovic. Ma il caso più eclatante può essere ascritto al campione spagnolo Rafael Nadal, visto più volte ripetere i suoi “tic” prima di giocare ogni punto ma soprattutto disporre con precisione le sue bottigliette davanti la sedia al cambio campo.

Che sia superstizione o semplicemente abitudine utilizzare o meno una racchetta, un tipo o un altro di accordatura non ci è di facile comprensione. Il confine, molto spesso è talmente labile che si fatica ad individuarne una linea guida univoca. Di certo, alcuni atleti sono talmente affezionati al proprio “attrezzo” dal mantenerlo, anche quando un adeguamento sarebbe consigliato. Ci riferiamo a Roger Federer, unico utilizzatore in circolazione di un piatto corde della “grandezza” di 90 pollici nella sua amata Wilson. Lo abbiamo visto più volte in difficoltà opposto ai drittoni toppati di Rafa Nadal, quasi non poter opporre resistenza e steccare sovente i suoi rovesci. La domanda di tecnici e addetti ai lavori è così sorta spontanea: perché non ampliare il piatto corde, adeguandosi a quelli più moderni, cosi da poter compensare anche un non perfetto impatto in centro con la palla con una comunque buona riuscita del colpo?
Per alcuni di loro si tratta di semplice scaramanzia, per altri è semplicemente l’abitudine ed il feeling che ha trovato con quel particolare attrezzo a spingerlo a non cambiare. E’ di quest’avviso il commentatore di Eurosport Jacopo Lo Monaco, secondo il quale il campione svizzero si sente sicuro con la sua personalissima racchetta e non ha motivi per passare ad un altro piatto corde, salvo pentirsene poi a fine carriera come ha fatto Pete Sampras. Secondo la prima voce dell’emittente internazionale, Roger ampliando il proprio piatto corde trarrebbe sicuri benefici in fase di recupero, avendo più spazio per colpire la pallina ed evitando di steccare così spesso. A trent’anni ormai compiuti, pur muovendosi ancora bene per il campo, arrivando meno bene sulla palla potrebbe avere in questa soluzione un buon approdo per limitare i suoi errori.

A dover di cronaca, da ciò che è abbiamo raccolto, ricordiamo come Federer abbia iniziato in carriera a giocare con un piatto corde ancora più piccolo, di 88 pollici come quello di Sampras per la sua Wilson Pro Staff, ma si era trovato molto male, cambiando subito e passando al 90 che utilizza tutt’oggi. In realtà, prove tecniche di cambiamento ci sono state. Lo scorso anno a Montecarlo Federer aveva provato un telaio da 95 pollici ma non si era trovato affatto bene. La Wilson sta adesso progettando un telaio da 93 pollici specifico per il campione svizzero che dovrà a breve sottoporlo ad un test. Un altro tentativo di adattamento è stato fatto ad Abu Dhabi, quando (si dice) Roger abbia provato a cambiare il peso della racchetta. Solitamente ha 30 gr di pesatura, equamente distribuiti sulla testa della racchetta (15 e 15). Un accordatore americano ha riferito invece che abbia provato a cambiarlo in 18 e 12 nelle due facce della racchetta. In realtà l’esperimento si sarebbe rivelato poco proficuo e rimangono dubbi sull’effettività di questa prova fatta da Federer.

Al di là di tutti i tentativi fatti dal campione elvetico, ciò che rimane è il fatto che oggi continui ad utilizzare la sua amata racchetta da 90 pollici. Secondo noi è semplice abitudine, così come lo era per Sampras. L’americano ha poi dichiarato di essersi pentito di non aver provato ad ampliare il suo piatto corde. Roger sarebbe ancora in tempo a farlo ma, conoscendolo, concluderà la carriera con la sua amata racchetta. D’altronde, se i risultati sono quelli che comunque ha ottenuto e continua ad ottenere, perché dover cambiare a tutti i costi?

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