MARIA SHARAPOVA: “HO COMBATTUTO PER LA VERITÁ”

La siberiana tornerà a giocare il 26 aprile sui campi di Stoccarda: “Sarà difficile, ma ho ancora tante motivazioni”. Ma il colpo di mano fatto dall’organizzazione per permetterle di giocare poco dopo il termine della squalifica non è passato inosservato.

Tennis – Il conto alla rovescia è inesorabile. Maria Sharapova tornerà in campo tra meno di un mese dopo la squalifica di 2 anni, poi ridotti a 15 mesi, rimediata nel 2016 dopo essere risultata positiva al meldonium, un farmaco proibito alla fine del 2015.

L’ex numero 1 del mondo rientrerà ufficialmente sui campi del torneo di Stoccarda grazie a una wild card concessale dall’organizzazione del torneo: “Ho lottato duramente per la verità” dice la russa durante una conferenza all’ANA Inspiring Women in Sports Conference, ritenendo adeguato lo sconto di pena ottenuto. Masha le ha provate tutte per non essere squalificata, cercando di dimostrare di non essere stata avvisata del divieto di assunzione del meldonium entrato in vigore a fine 2015. La Corte arbitrale dello sport sembra averle dato ragione, riconoscendo la non intenzionalità della vincitrice di cinque prove del Grande Slam nell’assunzione del farmaco.

La sua soddisfazione è grande: “Anche se sono in una fase della carriera in cui si è più vicini alla fine che all’inizio, ho voglia di concludere in bellezza questo capitolo della mia vita. Ecco il motivo per cui ho combattuto così duramente affinché la verità venisse alla luce”.

Ufficialmente la squalifica di Maria Sharapova si concluderà il 26 aprile. E anche se il torneo di Stoccarda inizierà il 24, quindi due giorni prima, gli organizzatori hanno adattato il calendario in maniera tale da farla giocare giorno 26. Inutile dire che questa decisione ha causato il malcontento di alcune colleghe di Masha, le quali hanno subito parlato di un trattamento preferenziale nei confronti della siberiana: “Per me non va bene – ha detto la numero 4 del mondo Dominika Cibulkova – ho parlato con alcune colleghe e nessuno è d’accordo con questa decisione. Tuttavia, non tocca a noi decidere. Non ho nulla contro Maria, ma tutti coloro che vengono squalificati per doping dovrebbero partire da zero”. Laddove per “zero” si intende il circuito Itf e i tornei minori. L’invito a un evento importante come quello di Stoccarda, infatti, farà guadagnare molti punti alla Sharapova e le permetterà di saltare parecchi eventi minori per ricostruire una classifica tale da giocare i tornei più importanti. Ne parla anche Barbara Rittner, capitana del team tedesco di Fed Cup: “La wild card data a Maria Sharapova è comprensibile, fa crescere l’attenzione per l’evento, ma per noi questa è una situazione negativa perché in questo modo alcune giocatrici della squadra di Fed Cup non potranno giocare il torneo – ha spiegato la Rittner intervistata da faz.net – È un qualcosa di triste e sfortunato. A mio parere avrebbe dovuto ricominciare da zero coi tornei minori. Ma poi c’è la WTA che ha paura di due cose: la prima è il fatto che Maria non voglia più giocare, e la seconda è la paura che ci voglia troppo tempo per suscitare interesse. Penso ci sia una violazione delle regole. Chi si dopa non dovrebbe ricevere wild card“. Una posizione espressa anche dal board dei direttori dell’Itf, che hanno iniziato una discussione atta a limitare la concessione di wild card ai tennisti che rientrano dalle squalifiche per doping. Thomas Kønigsfeldt, membro danese è chiarissimo ai microfoni di bt.dk: “So che il rientro di Maria Sharapova fa notizia. La sua squalifica scade poco prima del suo rientro in campo e mi sembra insolito che il suo primo turno sia stato fissato proprio per il 26 aprile. È vergognoso perché favorisce qualcuno condannato per doping”. Secondo Kønigsfeldt il caso Sharapova è unico nel suo genere. La siberiana ha perso tanti punti negli ultimi 12 mesi e quindi non ha più una classifica: “Abbiamo bisogno di regole chiare. Ed è evidente che non è questo il caso. Dobbiamo fare tutto il possibile per combattere il doping” insiste il danese, che si dice curioso di capire cosa farà la Federtennis francese in prospettiva Roland Garros: “Un paio di settimane fa, negli Stati Uniti, ho intercettato alcune conversazioni personali del presidente della Federtennis francese. Si tentava di influenzare la sua opinione sulla prospettiva di concedere una wild card alla Sharapova per gli Open di Francia” dichiara ancora Thomas Kønigsfeldt. Che poi rifila una stilettata ai colleghi: “L’atteggiamento del board del’Itf non è certo chiaro. Tuttavia, coloro con cui ho parlato io hanno espresso una posizione uguale alla mia e a quella di molti giocatori come Caroline Wozniacki, Andy Murray e Heather Watson. Si ritiene che Maria Sharapova non debba avere un trattamento preferenziale perché ha barato”.

E non è finita qui, perché Thomas Kønigsfeldt si prepara a intraprendere una campagna per inasprire le norme in materia di concessione delle wild card ai tennisti che rientrano da squalifiche per doping: “Un giocatore condannato per doping non deve poter ricevere jolly per un certo periodo di tempo. Non è possibile paragonare un giocatore agli altri già dal momento in cui rientra nel circus. Le norme devono essere rafforzate in questo senso, in maniera tale che un tennista inizi da zero. È vero – prosegue – la presenza di Maria Sharapova in un torneo minore come quello di Stoccarda può attirare più spettatori. Ma non può incrementarne il numero nei tornei più importanti come gli Slam. Certo – conclude Kønigsfeldt – la reazione del pubblico sarà molto interessante”.

Sembra che di questo aspetto a Masha importi poco in realtà: “Non sono preoccupata per la reazione del pubblico. Io Quando si ama ciò che si fa e lo si fa con passione e integrità, quando si lavora in un campo che nessuno sta guardando sai chi sei e quali sono i tuoi valori. Io mi sono allenata molto duramente negli ultimi quattro mesi. Sarà difficile rientrare. L’allenamento non è mai come un match vero. Ma ho ancora motivazioni e forza fisica per tornare al vertice” conclude. Maria Sharapova compirà 30 anni il 19 aprile e racconta che il tempo passato lontano dai campi da tennis è stato impiegato per frequentare alcuni interessanti corsi di aggiornamento e per capire che c’è altro nella vita fuori dai campi da tennis: “La vita può essere bellissima anche senza tennis”.

Foto: www.zimbio.com


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