MARTINA HINGIS, UNA CARRIERA IN TRE ATTI

L’ex baby prodigio del tennis femminile festeggia oggi il suo 35° compleanno. È diventata numero 1 del mondo a 16 anni. Per due volte ha deciso di dire basta e per due volte è rientrata nel circus, riuscendo sempre ad alimentare il proprio mito con importanti successi.

Tennis – La Svizzera del tennis celebra oggi una delle sue più brillanti stelle. O forse, nel caso di Martina Hingis, si dovrebbe parlare d’altro. Perché l’elvetica ha qualcosa di diverso rispetto alle stelle. Sembra una luna del mondo del tennis. Un satellite naturale la cui orbita è legata in maniera quasi indissolubile a quella del pianeta della racchetta, che attraversa fasi calanti e fasi crescenti. Che scompare e riappare, sempre uguale e sempre diversa. E ogni volta riesce in qualche modo a stupire.

Cinque vittorie Slam in singolare tra il 1994, anno del passaggio al professionismo, e il 2002. Numero 1 del mondo a 16 anni e mezzo, la più giovane di sempre. Unica tennista a vincere più di 10 titoli in una stagione dopo i 12 conquistati (su 13 finali giocate) nel 1997. La Svizzera del tennis ha avuto la fortuna di trovare Roger Federer nei primi anni duemila. Altrimenti avrebbe per molto tempo ricordato i risultati della prima Martina Hingis.

Una predestinata. Il nome Martina non le è stato dato a caso. Nata a Kosice (Slovacchia) e poi naturalizzata svizzera, figlia di due giocatori di tennis che la chiamano così in onore di un’altra Martina, la Navratilova, la Hingis inizia a giocare a tennis praticamente a due anni e a quattro prende parte al suo primo torneo. In tenera età vince il torneo Avvenire e il Roland Garros junior, cosa che non riuscirà a fare – se non in doppio misto – da professionista. A 14 anni l’ingresso nel circuito professionistico. Il primo torneo lo vince nel 1996 e fa il suo ingresso trionfale nella top ten Wta.

Trionfale sì. Gli anni successivi sono un tripudio di titoli Wta e di successi Slam. E il numero 1 nel ranking, conquistato a fine marzo 1997 non può essere che la naturale conseguenza del suo strapotere. Uno strapotere non fisico, ma tattico e mentale. Martina Hingis non ha il fisico e la potenza di Lindsay Davenport, di Monica Seles, di Jennifer Capriati e nemmeno lontanamente la forza delle sorelle Williams. Ma vince comunque. E lo fa con il fioretto, con geometrie precise e fastidiose, con un senso tattico del match mai più visto e con una sensibilità forse unica nel tennis femminile. I risultati arrivano. Arriva anche la popolarità. E si parla sempre più di Martina Hingis. Anche quando nel 1998 perde la finale del Roland Garros contro Steffi Graf dopo aver servito per il titolo, dopo aver avuto una crisi di nervi e dopo aver tentato di ottenere un paio di punti servendo “da sotto”. E anche quando, siamo sempre nel 1998, viene accusata di essere troppo arrogante: “Sono la numero uno al mondo. A meno che questo non cambi presto, ho il diritto di essere arrogante” risponde ai giornalisti con fare sostenuto. E al numero 1 ci resta per 209 settimane, dal 1997 al 2001.

Il primo ritiro è datato 2003. Si conclude a causa di importanti problemi alle caviglie il primo atto, quello più brillante, della carriera di Martina Hingis. La tennista ha appena 23 anni e, con la sua decisione, riesce ancora una volta a stupire il mondo. Si tratta di un vero addio, quantomeno all’inizio. Ma nel 2006 quel saluto malinconico si rivela essere soltanto un arrivederci. La Hingis torna in campo e, come se fosse passata soltanto una settimana dal suo primo addio, gioca i quarti di finale agli amatissimi Australian Open riconquistando la top ten e restandoci dentro fino al 2007.

Martina torna a stupire e a brillare in campo. Ma poi qualcosa si rompe, un’altra volta. A Wimbledon 2007 non va oltre il terzo turno. Colpa delle caviglie che scricchiolano, colpa del fisico non più abituato a certi ritmi. Colpa della positività alla cocaina di inizio novembre. Martina smentisce, ma a inizio 2008 la Federazione internazionale la squalifica per due anni come da regolamento. Un provvedimento che decreta di fatto la fine del secondo atto della sua carriera.

E poi c’è il secondo rientro. Martina Hingis torna a giocare nel 2013, ma solo i tornei di doppio e doppio misto. È una donna matura, non ha più bisogno di dimostrare nulla, ma si diverte ancora a giocare. È la versione più “friendly” della tennista “mangia avversarie” della seconda metà degli anni Novanta. Ma in campo non molla mai niente. E sono ancora successi. Us Open 2014 in coppia con Flavia Pennetta. Chissà se l’elvetica non abbia in qualche modo contribuito alla vittoria della brindisina in questo 2015. E infine Australian Open, Wimbledon e Us Open 2015 in coppia con Leander Paes. La “Luna Martina” è di nuovo in fase crescente. E stupisce ancora. Buon compleanno.

Foto: Martina Hingis è stata la numero 1 Wta più giovane di sempre (www.zimbio.com)


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