MARY JOE FERNANDEZ: LA SFIDA INFINITA

La carriera della Fernandez si è svolta in un’epoca di grandi campionesse, contro le quali non ha mai sfigurato malgrado non abbia mai vinto un titolo del Grand Slam. Amore e odio con Gabriela Sabatini per dei match storici

Il tennis femminile ha vissuto per anni il fenomeno delle tenniste-bambine, di cui si è tanto parlato perché estremamente vincenti o perché vittime di drammi famigliari ed esistenziali.

Una delle “baby-prodigio” meno ricordate è sicuramente Mary Joe Fernandez, forse perché non ha mai vinto un titolo di singolare del Grand Slam, ma soprattutto perché non è mai stata al centro di alcun pettegolezzo.

Mary Joe (diminutivo di Maria Josè) è nata nella Repubblica Dominicana il 19 agosto 1971, ma ha avuto da sempre il passaporto statunitense.

Pur essendo passata ufficialmente al professionismo nel 1986, già nel 1984 cominciò a giocare i tornei del circuito Wta. Fece il suo debutto nel Grand Slam poco più che tredicenne nel 1985, a Parigi, e fu subito sconfitta dalla testa di serie n.3 Hana Mandlikova per 6/1 7/5.

Destrorsa, dotata di un rovescio a due mani molto efficace e di un gioco solido a tutto campo, pur avendo raggiunto in carriera più volte la posizione n. 4 della classifica ha raccolto soltanto 7 allori nella sua carriera da singolarista.

Il primo a Tokyo indoor nel 1990 su Amy Frazier e l’ultimo sulla terra battuta di Berlino nel 1997 ai danni di Mary Pierce. Vinse anche i tornei di Filderstadt nel 1990 sulla Paulus, di Indian Wells nel 1993 su Amanda Coetzer e 1995 su Natasha Zvereva, di Strasburgo nel 1994 su Gabriela Sabatini e di Brighton nel 1995 ancora sulla Coetzer.

Le ragioni per cui Mary Joe Fernandez si affermò così poco sono dovute soprattutto a due fattori: il primo è che pur avendo un gioco senza debolezze non era in possesso del colpo letale, il secondo è che preferiva giocare sempre i tornei più importanti mettendosi regolarmente a confronto con le prime della classe.

Maggiori soddisfazioni raccolse in doppio trionfando 19 volte, comprese le Olimpiadi del 1992 e del 1996 (entrambe le volte con Gigi Fernandez), gli Australian Open del 1991 (con Patty Fendick) e il Roland Garros del 1996 (con Lindsay Davenport).

Mary Joe Fernandez aveva una visione del gioco e un’intelligenza tattica fuori dal comune, e queste doti le permisero di fare sempre bene nei tornei dello Slam, tanto da arrivare almeno in semifinale in tutti e quattro i “Majors”.

Agli Australian Open del 1990 giunse al match-clou eliminando la favorita n.3 Zina Garrison nei quarti e l’outsider Claudia Porwick nel penultimo round, prima di arrendersi alla n.1 Steffi Graf.

Nel 1991, forte della sua classifica di n.4 del mondo fu accreditata della testa di serie n.3.

Sconfisse nettamente nei quarti la n.5 Katerina Maleeva prima di essere fermata dalla n.2 Monica Seles, futura vincitrice del titolo. Quell’incontro è stato il più emozionante nella storia del torneo, conclusosi per 9/7 al terzo set in favore di Monica Seles, che aveva subìto nel secondo un umiliante 6/0, uno dei pochi nella sua fulgida carriera.

Il feeling con lo Slam “aussie” continuò anche nel 1992, quando giunse di nuovo in finale dopo essersi sbarazzata nettamente della favorita n.3 Gabriela Sabatini. A toglierle la gioia della vittoria fu ancora la Seles, che non le lasciò scampo. Mary Joe Fernandez colse altre soddisfazioni a Melbourne con i quarti del 1993 e le “semi” del 1997.

Il Roland Garros le regalò buoni risultati fin dal 1986, quando si assicurò i quarti superando al secondo turno la favorita n.14 Andrea Temesvari e negli ottavi la n.4 Claudia Khode-Kilsch. Fu fermata dalla n.6 Helena Sukova.

Nel 1989 raggiunse la prima semifinale sulla terra parigina, ottenuta sconfiggendo negli ottavi la n.2 Gabriela Sabatini e nei quarti la n.10 Helen Kelesi, ma poi incappò nella sua coetanea Arantxa Sanchez che due giorni dopo avrebbe clamorosamente vinto il torneo.

Dopo i quarti del 1990 e del 1991, nel 1993 arrivò per lei il match-clou. Partita come favorita n.5, affrontò di nuovo Gabriela Sabatini (n.3) nei quarti. L’Argentina volò 6/1 5/1 e 40-0, ma non riuscì a chiudere la partita.

Nel prosieguo del set Gabriela ebbe altri 2 match-point, eppure finì col perdere il tie-break per 7 punti a 4. Il terzo parziale fu interminabile: Mary Joe Fernandez ebbe ben 5 palle della vittoria prima di riuscire a trionfare con lo score di 10 a 8. In semifinale, evidentemente galvanizzata dal suo rocambolesco exploit del round precedente, eliminò la n.2 Sanchez con un periodico 6/2 e in finale strappò il primo set alla “number one” Steffi Graf prima di arrendersi al terzo.

Lo Slam che diede alla Fernandez meno soddisfazioni fu sicuramente Wimbledon, dove comunque
riuscì a centrare la semifinale nel 1991 (superando, tra le altre, la favorita n.9 Judith Wiesner e la n.3 Arantxa Sanchez prima di cedere alla solita Steffi Graf) e i quarti nel 1995 (eliminando la n.7 Lindsay  Davenport prima di incappare nuovamente nell’imbattibile tedesca) e nel 1996 (sconfitta dalla sorpresa del torneo Meredith McGrath).

Gli US Open, infine, le regalarono la semifinale nel 1990 (Mary Joe Fernandez fu fermata da Gabriela Sabatini dopo aver superato negli ottavi la n.15 Judith Wiesner e nei quarti la n.9 Manuela Maleeva) e nel 1992 (sconfitta da Monica Seles dopo i successi sulla n.16 Mary Pierce negli ottavi e la n.4 Gabriela Sabatini nel turno seguente).

Nel 1995 ottenne i quarti ma fu regolata, nell’ennesimo match di una sfida infinita, dall’amica-nemica Ganriela Sabatini.

Ritiratasi nel 2000, la Fernandez ha continuato a frequentare il mondo del tennis sia come commentatrice tivù che come coach. Da capitano della squadra americana di Fed Cup ha perso per due volte consecutive (2009 e 2010) in finale con le fortissime campionesse azzurre.

È sposata dal 2000 con l’agente sportivo Anthony Lewisohn Godsick ed è madre di due meravigliosi bambini, Isabella Maria e Nicholas Cooper.

Video:  Mary Joe Fernandez opposta a Gabriela Sabatini al Roland Garros 1993


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