FEDERER E MURRAY, BUONA LA PRIMA

Si inizia col folklore Melzer/Petzschner. Poi ci pensa Murray ad infiammare i tifosi del Regno Unito, abbattendo un confusionario Soderling. Federer in serata doma senza troppi problemi Ferrer

Londra (Gran Bretagna) – Picasso illumina Londra del suo nulla abbagliante. Bastava vedere la foto scattata durante la presentazione. All’estrema sinistra, secondo una prospettiva congegnata da una mente superiore, spiccava lui, il Picasso del tennis. Una sagoma tendente verso l’infinito, come prossima a spiccare il volo di un chiurlo anchilosato. L’espressione contrita, a metà tra la fiera contentezza e la demenza più obnubilante. Philipp Petzschner è lì. Quattro semifinali su quattro superfici diverse, nei primi sei mesi della stagione. L’esaltante impresa, brutalmente mozzata sul centrale di Wimbledon con Nadal. Poi una decina di sconfitte ed una sola vittoria, la zampetta menomata e tre mesi di stop. Rimane la prodigiosa vittoria nel doppio sui sacri prati assieme al fido compagno di sventura Jurgen Melzer e l’onore di aprire l’edizione 2010 del Masters.

Una coppia da delirio vero. La pazzia buffa che esonda ad ogni gesto goffo o stellare, tutte e due le cose insieme, o il contrario. Tutti neri, simili a vezzosi bacherozzi ricamatori, si scambiano il pugnetto d’incitamento. “Una carezza in un pugno”, scudisciate fulminanti o pennellate morbide. C’è tutta l’essenza di un niente delirante, in un simile binomio. Opposti alla due scimmiette dispettose ci sono i fratelli Bryan, da anni dominatori assoluti della specialità. Un’unica persona che si snoda tentacolare, nel doppio perfetto. Sincronismi che si dipanano fastidiosamente al millimetro nell’unitarietà più atroce. Come gli striduli Kymera, emuli dell’agghiacciante bambolina horror. Inascoltabili. L’immagine crudele di una disciplina che ormai ha perduto fascino, avviata da anni verso la catastale specializzazione. Dove una coppia di collaudati specialisti improponibili singolarmente prevale su due ottimi singolaristi svitati. Nella perfetta enunciazione della “sacchiana” teoria del collettivo che vince sulle individualità. Di Mussi e Bianchi inizialmente più funzionali di Tassotti e Maldini per le fasce del neonato squadrone rossonero. E’ tutto lì, vincono facilmente le due impeccabili marionette da gioco yankee. Le scimmiette oscure escono col capo chino ed un sorrisetto sconcertante.

Soderling sbatte sul muro di Scozia. Qualcuno poteva dirsi appagato già dall’antipasto doppio. Ma poi iniziano anche quelli normali. La splendida cornice dell’Arena 02 fornisce un quadro d’insieme futurista. Entrano avvolti da nubi di fumo come delle rockstar. I flash squarciano il buio improvviso. Vestito ideale per quella che è l’essenza più intima di Murray e Soderling, addetti ad iniziare le danze nel torneo di singolare. La brutale schizofrenia umorale dello svedese opposta alla sapida sagacia, spesso smarrita e morente, dello scozzese selvatico. Il match fugge via con rapidità inquietante, malgrado l’impietosa lentezza del campo, con rimbalzi di una regolarità moviolistica difficilmente arginabile. Murray al solito sostenuto da eccitate folle britanniche, sembra adattarsi alla perfezione. Ha l’atteggiamento accorto e brillante. All’idolo di casa basta lavorare con pazienza sulla diagonale rovescia, che prima o poi avviene qualcosa di interessante: Che l’altro spari via la sua sbracciata priva di ispirazione ignorante o si presenti dinoccolato a rete con atteggiamento rassegnato al martirio. Dagli spalti fioccano primi piani terrificanti. Dal livore palpabilmente castrato di mamma Murray con tanto di orrida mascella digrignata da pre-embolo, alla bella fidanzata dello svedese, una bruna con abbozzo di sorriso increspato. Ignora dove si trovi, e cosa mai stiano facendo quei due tizi sul campo. 28 minuti per un 6-2 che lascia poco spazio alla fantasia della sognante ragazza. Le pennellate velenosamente difensive di Murray anestetizzano agevolmente le bordate intermittenti dello scandinavo.
Ci prova ad inizio di secondo set, lo schizoide boscaiolo della tundra. Si appoggia al servizio, cerca da qualche parte un refolo di pazienza improvvisata. Ma non c’è peggior pazzo di colui che vuole addentrarsi nella normalità inventandosi la moderazione. Perde ugualmente, in partenza. E infatti lo guardi in faccia, ed è una maschera di sudore e frustrazione. Vorrebbe abbattere tutti con virulente racchettate cieche. In primis quel vampiro scozzese che gli rimane attaccato alla giugulare. Regge nei primi games del secondo set, complice qualche errore di troppo dell’avversario, sofferente nei suoi turni di battuta. Ma è solo apparenza. Robin si affossa da solo con un game di battuta da galleria degli orrori masochistici, concluso con la gemma di un doppio fallo. Murray chiude 6-2 6-4 in ritrovata scioltezza pizzicata, e mette le basi per la qualificazione in semifinale. Soderling ora avrà bisogno di una mezza impresa con Federer e di battere Ferrer, contro cui non vanta precedenti tranquillizzanti.

Federer, delizie e piccoli torpori. L’ex numero uno al mondo esordiva nel modo, sulla carta, più comodo. Contro l’avversario più abbordabile. L’anello debole del girone, solo all’apparenza. David Ferrer si è guadagnato la qualificazione con grande costanza operaia ed una stagione. Randella ingobbito ed incurante dello smarrente vilipendio estetico partorito, senza cedere un centimetro, per dodici mesi l’anno. Terra o questa seviziante superficie, è sempre lì. Appostato nell’ombra, è pronto ad approfittare di stanchezze o cali altrui e bissare la finale del 2007. Se gli altri si getteranno a volo di gabbiano nel Tamigi. Federer, in rosso fiammante, inizia ben concentrato. Difficile capire cosa si celi dietro quella maschera di alieno distacco verso il mondo. Mette le cose in chiaro scappando sin dall’inizio, grazie ad un paio di fiammate dirompenti. I colpi partono con la consueta facilità disarmante. L’iberico si ritrova sotto in un baleno sotto 0-4, in quello che si avvia ad essere il sequel del “massacro degli innocenti”. Oppone tutto quello che ha contro l’irrealtà melodica dello svizzero. Scuotere i ciuffi scomposti sopra la bandana tipica dell’internato in una casa di cura, ad esempio. La superficie non è la terra, dove il suo tennis da ernia all’ipotalamo si sublima, ma sembra ben predisporsi anche alle belluine vangate d’Iberia minore. A tratti un simile ardimento combattente suscita ammirazione e simpatia. Poi sgomento misto a raccapriccio. Ma la strada è in salita, l’impegno improbo. E l’ex numero uno al mondo chiude il primo set 6-1, senza versare gocce di sudore. Anzi, dal modo in cui usa il chip&charge ed aggredisce la rete, sembra avere anche fretta di finirla alla svelta.
Lo spagnolo prova a reagire coraggiosamente, ma se all’altro funziona tutto al 50%, c’è poco da progettare o inventarsi. Mangiare una banana, scrutare il vuoto con incresciosa fissità dello sguardo, mordicchiare l’asciugamano come un dogo argentino rabbioso. Rimane attaccato al match nei primi games del secondo set. Prova invano a sfruttare qualche occasione che un elvetico, forse troppo rilassato, gli serve sul piatto, al momento di chiudere. Dagli spalti si ode uno stridente “alè Milan alè, forza lotta vincerai, non ti lasceremo mai…”, adattato alla bisogna elvetica. 6-1 6-4 e platea deliziata dalla sua specialità: L’immacolato assolo sinfonico. Con la variante del “sonnecchiamento” indolore. Per questa volta, almeno. Il resto si vedrà. Se qualcuno riuscirà a trascinarlo nella lotta, quando anche i piccoli torpori diventano fatali. I prossimi impegni saranno fondamentali per mettere in cassaforte la qualificazione. Soderling e soprattutto Murray, col quale ha recentemente patito non poco.

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4 Commenti a “FEDERER E MURRAY, BUONA LA PRIMA”


  1. picassopetzschner scrive:

    Jess,
    si sono mimetizzati in modo fantastico. Sì, è orrendo, qualcosa di inenarrabile. Ma prevedo un 2011 all’insegna del Picasso dominante. Da qualche parte…=)

  2. Jess scrive:

    Al prossimo anno ci sarà la sabbia e il torneo si giocherà in california versione beach tennis!
    Ma non sono deliziosi la coppia di imbianchini? vabbè hanno perso dai Bryan, oggi hanno vinto…evvai, non ci credo. Sono adorabili, quanto mi è mancato lo scarafaggino senza sponsor

  3. picassopetzschner scrive:

    Ciao Fabio,
    certo, quelle piccole distrazioni quando le ha contro altri avversari…e nei momenti cruciali, sono fatali.
    Superficie che sembra davvero lenta, ma Nadal deve salire ancora di condizione, non l’ho visto mica tanto bene.

  4. Fabio scrive:

    Sono contento per entrambi.
    Anche se… Murray s’è trovato davanti il tipico Soderling in versione-cadavere, e Federer può ringraziare il cielo di aver giocato con Ferrer.
    Regali come quelli dell’ultimo game (concedere tre break point quando servi per chiudere il match), li avrebbe pagati a caro prezzo in altre circostanze.
    A parte questo, superficie maledettamente lenta.
    E così, come sempre, la gentaglia tipo Nadal ne viene favorita.


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