MCENROE: «ALLENARE MURRAY? NO, GRAZIE, NON RESISTEREI A LUNGO»

L’ex tennista americano, ora allenatore, sta seguendo Milos Raonic, ma esclude di poter lavorare con lo scozzese per incompatibilità caratteriale

Il “matrimonio sportivo” tra John McEnroe e Andy Murray non s’ha da fare. L’ex campione americano e il fresco vincitore degli Internazionali di Roma probabilmente non incroceranno mai le proprie strade. Il motivo è presto detto: entrambi hanno caratteri forti, e la loro collaborazione potrebbe essere traumatica sin da subito.

Nel’ambiente si era infatti sparsa la voce di un possibile avvicinamento tra i due, per consentire al tennista scozzese di colmare definitivamente il gap con Djokovic e puntare a diventare il numero 1 ATP, ma è stato lo stesso McEnroe, dalle colonne del Guardian, a negare l’ipotesi di poter allenare Andy Murray: «Lui è molto più tranquillo e ha un’energia molto diversa dalla mia, ma in parte siamo molto simili. E forse di quella parte non siamo molto orgogliosi: sono sicuro che se avesse potuto sbarazzarsi di questa caratteristica, lo farebbe».

“Super Brat” conosce le spigolature del suo carattere, ed è cosciente che probabilmente il suo approccio con il nuovo “allievo”, il canadese Milos Raonic, è molto differente da quello di Lendl con lo scozzese che attualmente occupa la seconda posizione nella classifica ATP. McEnroe sa anche che, in determinati momenti dei suoi match, Andy Murray si innervosisce eccessivamente, talvolta esplode letteralmente. L’incompatibilità caratteriale tra i due è palese, tanto da far pensare ad alcuni addetti ai lavori – compreso lo stesso McEnroe- che Ivan Lendl è probabilmente l’allenatore perfetto per Murray, e l’interazione tra i due potrebbe portare all’ultimo pezzo della scalata della piramide ATP.

Probabilente il carattere dell’ex tennista di Biesbaden, uno dei simboli della disciplina negli anni ’80, è il motivo principale per cui alcuni degli atleti del seeding non si sono mai rivolti a lui: «Non ci vuole Freud per rendersi conto, e non è un caso. Si pensava che se avessi dovuto formare qualcuno, avrei dovuto allenare Kyrgios. Ma lui non mi ha chiamato. Potrebbe essere la combinazione perfetta, ma anche quella più disastrosa».

La prossima tappa del confronto a distanza tra McEnroe e Lendl sarà il tanto atteso torneo di Wimbledon. Gli appassionati che avranno la possibilità di raggiungere il Church road si attendono grandi emozioni, in campo ma anche sugli spalti. In tanti vorrebbero finalmente notare la “mano” di McEnroe nel gioco e nelle prestazioni di Raonic. E mentre “Big Mac” resterà arroccato nel box di commento della BBC per gran parte del torneo – e probabilmente potrebbe commentare i match del suo allievo – mentre Lendl siederà di fronte ai genitori di Murray sperando in un suo nuovo exploit. L’ago della bilancia saranno proprio le prestazioni dello scozzese: McEnroe si è già tirato indietro, e probabilmente ha evitato al mondo del tennis una probabile “bomba ad orologeria”.


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