MOYA GUIDA NADAL: «KO DURO, MA LA STRADA È GIUSTA»

L’attuale allenatore di Rafael Nadal Carlos Moya commenta la cocente sconfitta degli Australian Open contro Federer e lo stato psicofisico del mariorchino

TENNIS – Sorpresa e poi delusione nel giro dello stesso torneo. Rinascita dopo l’infortunio e nuovo “abisso” contro l’avversario di sempre, quel Roger Federer che in Australia ha fatto 18. La sconfitta di Rafa Nadal agli Australian Open è pesante, difficile da digerire per un professionista abituato a vincere e supportato anche dai favori del pronostico. Nonostante il ko, però, il maiorchino non ha sfigurato in finale, uscendo a testa alta dalla Melbourne Arena al cospetto del “re” svizzero. L’entità della disfatta è importante per le ambizioni di Nadal, ma Carlos Moya, che da dicembre fa parte del team tecnico del portabandiera della Spagna ai Giochi Olimpici di Rio 2016, ha commentato in maniera positiva il livello di gioco espresso dal suo “allievo”: «Tutte le sconfitte sono difficili da digerire quando sei così vicino alla vittoria. Un mese fa pensavamo alla difficoltà di essere in finale, ma una volta in ballo avremmo preferito vincere. È stata una partita strana – ammette l’ex numero 1 del ranking ATP – abbiamo assistito a molti alti e bassi. Roger ha dominato primo e terzo set, Rafa secondo e quarto. Tutto sembrava girare per il verso giusto nel quinto set, ma questo accade a livelli così alti se non si chiudono i match».

Nelle dichiarazioni di Moya, però, non ci sono critiche a Nadal per un rientro comunque positivo dall’infortunio, ma un motivo per accrescere le sicurezze del maiorchino dopo una prova comunque maiuscola nel primo appuntamento del Grande Slam del 2017: «Ovviamente pensiamo che questa sia una sconfitta pesante, ma non possiamo che essere soddisfatti del livello generale di Nadal. Quando passa la festa e si guarda indietro, si nota che Rafa ha vinto match in maniera agevole, ha recuperato una buona condizione e si trova sulla strada giusta».

Per lo spagnolo ora qualche giorno di riposo, visto che ha deciso di non difendere i colori della “sua” nazionale nel primo turno di Coppa Davis contro la Croazia, ma bisogna ripartire dai tanti segnali positivi lasciati dagli Australian Open, dalla posizione numero 9 “ereditata” dal primo Grande Slam e dal recupero delle energie dopo averne spese tante sia contro Federer che contro Dimitrov. Secondo Moya, è stata proprio la semifinale contro il bulgaro a creare le conseguenze peggiori sulla tenuta psico-fisica di Nadal, che ha usufruito di un giorno di riposo in meno rispetto al suo avversario in finale: «In semifinale è stata una lunga battaglia sia dal punto di vista fisico che mentale. Credo che Rafa non è riuscito a recuperare bene come ci aspettavamo, ma comunque ha profuso un grande sforzo, giocando un tennis ad alti livelli. Spero che questo passaggio possa dargli fiducia per i prossimi impegni».


Nessun Commento per “MOYA GUIDA NADAL: «KO DURO, MA LA STRADA È GIUSTA»”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Aprile 2017

  • Fognini dottor Jekill e Mr. Hyde. Il n.1 azzurro è capace, indistintamente, di affascinare e di deludere. La domanda nasce spontanea: deve ancora sbocciare oppure ha già dato il meglio di sé?.
  • Sharapova amata e odiata. Alla vigilia del suo rientro sul Tour, Maria è sempre più amata dagli appassionati e odiata dai colleghi, che trovano ingiuste le wild card assegnatele dai tornei. Internazionali d'Italia inclusi.
  • Andre Agassi docet. Andre Agassi docet. "Lasciare il tennis è un po' morire" ha dichiarato in una recente intervista l'ex "Kid" di Las Vegas, che ha poi spiegato il perché: "I tennisti vivono un terzo della loro esistenza senza programmare gli altri due terzi".