MURRAY PROSPETTA LO SCIOPERO

Al Masters di Shanghai i giocatori si riuniranno per decidere una serie di proposte da fare a ITF e Atp per la riorganizzazione del calendario

Londra (Regno Unito) - Le nuvole che si erano addensate nel corso degli Us Open sono ancora là, anzi nei prossimi tempi potrebbero diventare ancora più minacciose e portare ad un movimento nuovo nel mondo del tennis. Andy Murray è stato chiaro ieri, se il calendario annuale non verrà riformato, i tennisti potrebbero scendere in sciopero.

Lo scozzese, in un’intervista alla Bbc, ha dichiarato che la situazione verrà analizzata il prossimo mese durante il Masters di Shanghai ed in seguito verranno rese note le considerazioni e le proposte dei giocatori per evitare situazioni d’imbarazzo a sportivi e organizzazioni varie nel corso dei torneo.

La pietra dello scandalo è stata naturalmente la situazione precaria vissuta durante il Major americano, che ha poi costretto i tennisti a giocare più match in maniera consecutiva, nonché a coloro che erano impegnati poi nella Davis a fare straordinari fuori da ogni ragionevole programmazione.

Nonostante la riforma dello scorso anno, che diminuirà di due settimane il calendario 2012, la pazienza dei giocatori sembrerebbe oramai agli sgoccioli.

“Uno sciopero – ha affermato Murray – non è da escludere. Ho già parlato con diversi giocatori e loro non sono preoccupati da tale eventualità. Ovviamente si tratta di una soluzione estrema e speriamo di non doverla applicare, ma i tennisti la terranno in considerazione. Se a Shangai dovessimo fare una lista con le cose  che vorremmo cambiare, ovviamente che ci veda tutti d’accordo, dopo i nostri referenti non potranno non tenerne conto”.

“Ovviamente – ha proseguito lo scozzese – ci siederemo al tavolo con l’Atp e l’Itf per discutere di queste modifiche, cercheremo un compromesso, ma se proprio non dovessimo trovare una soluzione non è da escludere lo sciopero. Non vogliamo cambiamenti epocali, semplicemente aggiustare dei dettagli: due o tre settimane di riposo durante l’anno e qualche torneo in meno. Non credo ci sia nulla di irragionevole”.

I cambiamenti dovrebbero però accadere a breve giro, per far in modo che anche i giocatori attualmente in attività possano beneficiare di queste richieste: “Non vogliamo che passino cinque o sei anni per vedere realizzate queste cose, anche perché in questo arco di tempo molti di noi potrebbero già aver attaccato la racchetta al chiodo. Speriamo al contrario di vederle applicate il prima possibile”.

Dai piani alti però fanno sapere che la situazione attuale è frutto delle decisioni sbagliate prese dagli stessi giocatori negli anni precedenti.

Il presidente dell’ITF Francesco Ricci Bitti ha dichiarato la scorsa settimana che le lamentele di Nadal sulla Coppa Davis erano senza fondamento, perché erano stato gli stessi giocatori a creare quella situazione – contro il parere dell’ITF – nel 2009.

Il pericolo di sciopero richiama alla mente una situazione simile vissuta nel 1973, quando ben 79 giocatori boicottarono Wimbledon dopo alcuni contrasti con l’ITF.

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