POCO NADAL O TROPPO DJOKOVIC?

Quasi tutto il 2011 ha visto il dominio incontrastato di Novak Djokovic. Nadal, di conseguenza, è stato costretto a un ruolo da comprimario. Quali sono state le cause del cambiamento rispetto al 2010?

Roma - L’abbiamo detto e ridetto più volte, quasi fino alla nausea. La stagione tennistica 2011 è stata dominata da Novak Djokovic. Il serbo, vincitore di tre dei quattro Slam stagionali, ha così scalzato dal primo posto nel ranking mondiale Rafael Nadal, dominatore a sua volta della stagione 2010, ma da molti ritenuto sottotono in questo 2011, ragione che ha permesso a Nole di avere vita facile e di vincere praticamente ovunque quest’anno. E’ proprio questo il punto su cui bisogna fare chiarezza, o almeno provarci. E’ stato il serbo ad esprimere un livello di gioco così alto da non permettere allo spagnolo di contrastarlo, o è stato il calo di quest’ultimo a favorire Djokovic?

La domanda è ovviamente riferita al periodo gennaio-settembre, periodo che va quindi dall’inizio di stagione, fino alla finale degli U.S. Open. E non potrebbe essere altrimenti, visto che negli ultimi mesi della stagione, sia il serbo che l’iberico, anche a causa dei problemi fisici, sono stati entrambi poco presenti, e soprattutto non hanno espresso il loro miglior tennis, perdendo diversi incontri. L’analisi va fatta soprattutto sullo spagnolo. I miglioramenti del serbo, sono fuori discussione. C’è invece da capire se c’è stato un vero calo di rendimento per quanto riguarda Nadal, o se è stato solo Djokovic ad innalzare il suo rendimento, diventando ingiocabile anche per chi fino ad un anno prima, dominava, vincendo tre Slam consecutivi (Roland Garros, Wimbledon e U.S. Open), ovvero Rafa Nadal.

L’unico modo per poter fare un’analisi veritiera, è quindi quello di confrontare i risultati di Nadal di quest’anno con quelli delle altre stagioni. Il 2011 del maiorchino non è iniziato nel migliore dei modi: in semifinale a Doha, è stato infatti demolito da Nikolay Davydenko (6-3 6-2), mentre all’Australian Open, è stato David Ferrer ad estrometterlo nettamente nei quarti di finale. Ma fin qui, tutto nella norma, dato che nel 2010 l’avvio dello spagnolo era stato praticamente identico (finale a Doha e quarti all’Australian Open). Il periodo su cui bisogna invece maggiormente riflettere, è probabilmente quello che va dal Masters 1000 di Indian Wells, fino al torneo di Wimbledon. E’ proprio in questa fase che si è iniziato a parlare del dominio di Djokovic, vincitore praticamente sempre (ad esclusione del Roland Garros), e dei problemi di Nadal. La realtà dei fatti, stando ai risultati, sembrerebbe confermare solo la prima affermazione (il dominio di Nole) e non la seconda (la crisi di Nadal).

Lo spagnolo ha raggiunto la finale in tutti e cinque i Masters 1000 disputatisi in questa parte della stagione (Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid, Roma), cosa che non gli era mai successa in carriera. Il suo unico problema in questi tornei è stato Novak Djokovic, che ad esclusione di Monte Carlo, dove non era presente (ed infatti Nadal ha vinto) lo ha sempre sconfitto in finale. In una qualsiasi altra stagione (ad esempio il 2010, dove Nole non è giunto in finale in nessuno dei tornei citati), Rafa avrebbe probabilmente vinto tutti e cinque i Masters 1000. E’ vero, con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma questo è ciò che sembrano dire i risultati. L’analisi va poi estesa al periodo Roland Garros-Wimbledon, dove Nadal è stato ancora molto positivo, vincendo per la sesta volta in sette anni a Parigi, e conquistando un’altra finale a Londra, dove, ancora una volta, è stato Djokovic a batterlo. Stando quindi ai fatti, nel periodo marzo-luglio, l’unica causa degli insuccessi di Nadal, sembra sia stata la strepitosa forma di Nole.

La situazione cambia, invece, se si vanno ad analizzare i tornei post-Wimbledon, con l’estate sul cemento americano. Qui, il calo di forma dello spagnolo è apparso netto. Le sconfitte con Ivan Dodig in Canada, e con Mardy Fish a Cincinnati, non offrono altre chiavi di lettura. Agli U.S. Open, l’iberico è sembrato tornare su buoni livelli di gioco, anche se è difficile, dopo un periodo così difficile, parlare di un Nadal al 100% in quella finale. Pertanto, nell’estate americana, è più facile parlare di un Nadal in crisi, piuttosto che di un Djokovic troppo forte anche per lui.

L’ultimo periodo della stagione, come detto, è stato negativo per entrambi, e Roger Federer ne ha approfittato per tornare a giocare il suo miglior tennis e a vincere. Per concludere la nostra analisi, e, di conseguenza, rispondere alla domanda inziale, potremmo dire che la verità sta nel mezzo. Se Nadal nella prima parte di stagione, probabilmente, senza Djokovic, avrebbe fatto i 7 mesi migliori della sua carriera, nella seconda parte, invece, il calo dello spagnolo è stato netto. Questo stando puramente ad un’analisi riferita ai risultati. Tutti quanti, in ogni caso, possiamo avere un’idea diversa. Forse nel 2012, i due ci daranno altre risposte, e ci permetteranno di capire la situazione in maniera ancora più chiara. La speranza, è che entrambi tornino a giocare il loro miglior tennis, per regalarci altre memorabili sfide.

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