GLI DEI CADONO ANCHE A CINCINNATI

I quarti di finale di Cincinnati perdono Roger Federer e Rafael Nadal, eliminati da Tomas Berdych e Mardy Fish. Successi per Murray e Djokovic

Cincinnati 19 Agosto – Eravamo abituati a commentare i loro successi: puntuali, implacabili, quasi noiosi. Negli ultimi tempi le sconfitte dei due dominatori del tennis di questo millennio si fanno sempre più frequenti, ma assistere all’eliminazione di Roger Federer e di Rafael Nadal in una sola giornata rimane ancora uno spettacolo quasi straniante. L’iberico si è arreso in due set al sempre più tonico Mardy Fish, mentre l’elvetico ha lasciato strada a Tomas Berdych, che torna al sorriso dopo un 2011 opaco. A proposito di sorrisi che tornano, raggiunge la semifinale anche Andy Murray, che ha controllato con disinvoltura Gilles Simon riscattando almeno in parte l’eliminazione all’esordio patita in Canada e rilanciando le sue chance di sfruttare le difficoltà di due dei giocatori che lo hanno quasi costantemente preceduto in questi anni. Non si ferma Novak Djokovic, che sconfigge in tre set Gael Monfils nel match serale.

Un osservatore ignaro del match tra Mardy Fish e Rafael Nadal avrebbe faticato a riconoscere l’indomito combattente vincitore di dieci tornei dello slam. Opposto ad un solido quanto inelegante tennista a stelle e strisce, Nadal è apparso poco consistente e molto nervoso ed ha faticato ad imporre il suo gioco sia sul piano tecnico che su quello mentale, come ha dovuto ammettere a fine match dichiarando “Ho perso perche’ Mardy ha giocato molto meglio di me“.

Sprecate due palle break nel primo game, il numero due del mondo ha rapidamente perso il contatto con il suo avversario, regalando il break nel quarto game con un doppio fallo emblematico della sua situazione mentale. Saldo con il servizio, Fish ha navigato sereno fino al 5-3 dove ha avuto un’esitazione concedendo una palla break, ma l’ha immediatamente cancellata con un ace per poi chiudere con 6-3 fedele rappresentazione dei valori in campo.

Il secondo set è il palcoscenico per un Nadal nervoso che eccede in proteste con il giudice di sedia e finisce per cedere il servizio nel quinto game dopo essersi salvato nel precedente turno di servizio. L’occasione per riportare Nadal in partita arriva sul 4-3 Fish, ma la palla break, conquistata grazie ad una risposta degna del vero Nadal, sfuma a causa di una risposta molto più consona allo scialbo Nadal di oggi. Da lì la strada per Fish è in discesa e l’ultimo game è un apoteosi per questo ragazzone che sta difendendo l’onore del tennis americano andando oltre ogni aspettativa. Per lui è la seconda semifinale consecutiva in un Masters 1000.

L’ostacolo tra Mardy Fish e la seconda finale consecutiva a Cincinnati sarà il redivivo Andy Murray, che oggi ha controllato senza troppi patemi le geometrie di Gilles Simon ottenendo l’ottava vittoria in nove sfide tra i due. Il francese ha battagliato solo nelle prime battute, quando ha recuperato immediatamente il break colto da Murray in apertura. Rimarrà l’unica occasione in cui il servizio dello scozzese ha ceduto, mentre la battuta di Simon sarà destinata a cadere altre tre volte. Il secondo break arriva sul 2-2 e scava il solco decisivo, ribadito da un nuovo break nel nono game. Dopo il 6-3 nel primo set Murray ha continuato a controllare gli scambi anche nei turni di servizio di Simon ed ha preso il vantaggio decisivo nel quarto game, quando è giunto l’unico break della seconda partita, scivolata poi senza sussulti fino al 6-3 6-3 finale.

I precedenti tra Fish e Murray sono 4-3 per lo statunitense, che ha vinto al tie-break del terzo set le ultime due sfide, compreso il quarto di finale di Cincinnati lo scorso anno.

A differenza di Nadal, Roger Federer aveva disputato due incontri quanto meno sufficienti nei turni precedenti, ma si è lasciato irretire dall’irruenza di Berdych al termine di una prestazione incolore e ricca di errori. Il ceco ha preso il controllo del punteggio nel terzo game, ricco di errori elvetici compreso l’ultimo punto in cui l’ex numero uno del mondo si è lasciato sorprendere dalla risposta dell’avversario. E’ l’inizio di un’emorragia di punti che concede a Berdych un secondo break ed il 6-2 che descrive il primo set meglio di tante parole.

Il secondo è uno show di servizi che non vede alcun break, ma l’unico a sfiorarlo è nuovamente Berdych, che sciupa un’occasione nel game di apertura e due sul 5-5. Per Federer invece è buio pesto nei game di risposta, ed il match finisce senza una sola palla break in suo favore, nonostante Tomas abbia richiesto l’aiuto del fisioterapista per un massaggio alla spalla destra. Poi il tie-break che mostra un Federer a dir poco titubante, nonostante i tentativi di auto-incitarsi a suon di pugnetti e di urla. Il ceco può permettersi di sprecare due volte un minibreak di vantaggio, visto che Roger dal 3-3 non sarà più in grado di vincere un solo punto. Per il numero nove del mondo è la prima semifinale in un Masters 1000 del 2011 dopo quattro sconfitte nei quarti di finale.

La caduta dei sovrani degli ultimi anni non sconcerta troppo il nuovo re del tennis mondiale, Novak Djokovic, che raggiunge la semifinale superando Gael Monfils per 3-6 6-4 6-3. Il primo set sembra preludere ad una nuova sorpresa, con un Monfils sorprendentemente accorto ed efficace che prende il vantaggio di un break in apertura e non lo molla fino al 5-3 quando riesce a chiudere sul servizio del serbo.

Nel secondo set Monfils perde lucidità ed efficacia ed un Djokovic non particolarmente in palla riesce a ritornare in partita. Dopo uno scambio di break sul 2-2 La Monf cede il servizio sul 4-4 concludendo con un doppio fallo un game scellerato.

La terza partita vede un Monfils ormai stremato che tenta di accorciare ogni scambio, ma in questo modo si offre ai passanti di Djokovic che infatti prende un break di vantaggio in apertura. Il set diventa una versione speculare del primo, almeno nel punteggio, con Djokovic che chiude nel nono game strappando per l’ultima volta il servizio del numero 8 del mondo.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Print
  • email
  • Live
  • PDF

Un Commento a “GLI DEI CADONO ANCHE A CINCINNATI”


  1. Mariarosa scrive:

    Io fansissima di Roger non avrei mai immaginato di poter dire “mi spiace” che Rafa sia uscito…dopotutto ha solo 25 anni e vederlo sfiorire così mi dispisce proprio. Lui che poi non ha mai avuto da ridire nulla sul campo. se ha reagito così significa che non è al meglio. Confidiamo che sia solo un brutto momento e che presto torni ad essere competitovo come sempre.


Lascia un Commento