TAUZIAT: IL CAPOLAVORO A WIMBLEDON

Maturata tardi, la francese Nathalie ha ottenuto il suo “best ranking” di n.3 del mondo a 32 anni suonati.Grazie al suo gioco vario disputò la finale di Wimbledon nel 1998

La fantastica e sorprendente vittoria della trentenne Francesca Schiavone al Roland Garros ha riportato alla luce un fenomeno del tennis femminile, meno appariscente di quello delle tenniste-bambine, ma non per questo meno importante.

Mi riferisco alle giocatrici che esprimono il meglio di sé durante la maturità. Uno dei casi più significativi dell’ultimo decennio è senza dubbio quello della francese Nathalie Tauziat. Nata a Bangui (Africa) il 17 ottobre 1967, appena diciassettenne debuttò nel circuito professionistico.

Alta soltanto 165 cm, aveva la propensione per il gioco di volo, che eseguiva in maniera efficace. Il suo primo titolo arrivò però soltanto nel 1990, sui campi in cemento di Bayonne, dove superò in finale la “baby” tedesca Anke Huber per 7/5 6/4.

Dopo diversi “ottavi” fatti registrare nello Slam di casa, oltre che a Wimbledon e agli US Open, nel 1991 Nathalie Tauziat centrò per la prima volta i quarti di finale in un torneo “Major”, al suo amato Roland Garros, ma fu fermata dalla fortissima Steffi Graf per 6/3 6/2. Per la prima volta, nel 1992 approdò ai quarti sulla superficie a lei più congeniale: l’erba. Lo fece nel suo Slam preferito, Wimbledon, il “Tempio” dove raccolse le maggiori soddisfazioni della sua carriera. Quell’anno l’allora n.13 del mondo fu regolata da Monica Seles con un netto 6/1 6/3.

Nel 1993 arrivò per Nathalie Tauziat il secondo alloro, sul cemento di Quebec City, dove sconfisse in finale la bulgara Katerina Maleeva per 6/4 6/1. Dopo un 1994 alquanto incolore, alla fine del quale non riuscì nemmeno a qualificarsi per il Masters di fine anno, tornò al successo nel 1995, sull’erba di Eastbourne, eliminando in semifinale la n.11 del mondo Natalia Zvereva per 6/2 6/4 e sul traguardo Chanda Rubin per 3/6 6/0 7/5. Il 1996 fu privo di acuti, ma Nathalie Tauziat tornò a farsi sentire nel 1997, stavolta sull’erba di Birmingham, dove in finale piegò la resistenza dell’indonesiana Yayuk Basuki per 2/6 6/2 6/2.

A quell’exploit seguirono i quarti a Wimbledon, ottenuti dopo una vittoria mozzafiato sulla connazionale Sandrine Testud (che ebbe tre match point) per 4/6 7/5 12/10.

Fu fermata da Arantxa Sanchez, ma la stagione di Nathalie Tauziat proseguì alla grande, tanto che si qualificò di nuovo per il Masters. Lì batté la n.4 Coetzer per 6/3 6/3 e poi la n.6 Majoli per 7/6 7/6, prima di alzare le mani nel penultimo round davanti all’altra connazionale Mary Pierce per 6/2 5/7 6/4.

Il capolavoro della Tauziat avvenne però nel 1998, a Wimbledon. All’epoca era la giocatrice n.15 del mondo (n.16 del seeding dei “Championships”) e batté all’esordio la giapponese Inoue prima di schiantare l’ex campionessa del
Roland Garros Iva Majoli per 6/1 6/0.

A quel punto dovette affrontare un nuovo derby francese, stavolta contro Julie Halard, che neanche a dirlo fu molto combattuto e si concluse con lo score di 7/6 3/6 6/4. Dopo un ottavo di finale facile contro la giocatrice di casa Samantha Smith, superata con un netto 6/3 6/1, nei quarti l’aspettava la n.2 del tabellone Lindsay Davenport
da lei sorprendentemente regolata con un periodico 6/3.

In semifinale le due favorite non c’erano già più. Infatti, Graf e Seles erano entrambe state giustiziate in anticipo dalla Zvereva, che partì in maniera brillante infliggendo a Nathalie Tauziat un sonoro 6/1 nel primo set. La transalpina riuscì a stare attaccata all’avversaria nel secondo parziale e giunse così al tie break, poi dominato per 7 punti a 1.

La terza manche fu molto più facile, così Nathalie Tauziat trionfò con un 6/3 finale. Divenne la prima francese, dopo Suzanne Lenglen nel 1925, ad approdare al match-clou dei “Championships”. Si trovò ad affrontare la n.3 del tabellone Jana Novotna, nota per i suoi tremori, che era inoltre stata battuta da Nathalie in diverse occasioni.

In quel sabato 4 luglio, però, il “cuor di coniglio” della talentuosa ceka non fece capolino e la sua maggior classe finì col prevalere. “Nath” incassò un doloroso 6/4 7/6, ma quella finale divenne comunque un risultato storico per lei e per tutta la Francia.

Nel 1999, dopo aver perso entrambi i match clou delle prove sull’erba di Birmingham ed Eastbourne e anche i quarti a Wimbledon, tornò al successo in due occasioni: a Lipsia in finale sulla Peschke per 6/1 6/3 e all’importante evento di Mosca, vinto superando sul traguardo la favorita n.2 Barbara Schett con il punteggio di 2/6 6/4 6/1.

Dopo una nuova semifinale al Masters di fine stagione, stavolta fermata dalla Davenport, la Tauziat continuò il suo percorso vincente anche nel 2000. Al torneo indoor di Parigi, in febbraio, regolò giocatrici del calibro di Justine Henin per 7/5 2/6 6/4, Anna Kournikova per 7/6 2/6 6/4 e all’atto conclusivo persino Serena Williams per 7/5 6/2, conquistando così la competizione “casalinga”.

Grazie a questo e ad altri importanti piazzamenti, nel maggio di quell’anno, all’età di 32 primavere e 7 mesi, Nathalie Tauziat divenne la più “vecchia” giocatrice di sempre a raggiungere per la prima volta la posizione n.3 del ranking mondiale.

Non paga, in settembre ottenne anche i quarti degli US Open, sconfiggendo la Sanchez per 6/3 6/2 prima di soccombere alla futura campionessa Venus Williams con lo score di 6/4 1/6 6/1.

Nel 2001 fece registrare il suo ultimo trionfo, ancora sull’erba di Birmingham, arrivato ai danni dell’olandese Oremans, superata nell’incontro decisivo per 6/3 7/5. Ci furono ancora una volta i quarti a Wimbledon, persi contro Venus Williams per 7/5 6/1, e diversi altri ottimi risultati. Ma per forza di cose la sua carriera cominciò a declinare.

La “bleu” si dedicò allora, con profitto, alla specialità del doppio. Fino al momento del suo ritiro, nel 2006, vinse 25 titoli per tandem con partner diverse: Isabelle Demongeot, Helena Sukova, Alexandra Fusai, Ai Sugyiama, Martina Hingis e Arantxa Sanchez.

Non riuscì però mai a conquistare un titolo del Grand Slam per coppie.

Una volta appesa la racchetta al chiodo, Nathalie Tauziat è restata nell’ambiente tennistico: come mentore della “pro” Marion Bartoli durante i primi anni della sua attività, e oggi cura in Francia una sua accademia per giovani promesse.

Questo articolo è tratto dal libro “N.1 per un giorno“.
Per prenotarlo scrivi a:
numeri1perungiorno@libero.it


Nessun Commento per “TAUZIAT: IL CAPOLAVORO A WIMBLEDON”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Marzo 2017

  • Roger guarda sepre più avanti. Dopo l’incredibile traguardo raggiunto a Melbourne, il favoloso Federer non si pone più limiti e guarda al suo 2017 con occhi nuovi. È tornato a pensare che Wimbledon sia un suo terreno di conquista e spera di riuscire a riprendere le chiavi di quel “giardino incantato”.
  • Rafa vuole il Real Madrid. Un giorno vorrebbe diventare il Presidente del famoso club calcistico madrileno, ha ammesso Nadal, che da sempre ha una grande passione per il pallone. Che stia già pensando al ritiro dal circuito della racchetta.
  • Gli azzurri di Davis sognano. Dalla vittoria di primo turno, fatta registrare in Argentina sulla squadra detentrice dell’insalatiera d’argento, riprende la corsa di una nazionale italiana motivata e generosa, capace di riaccendere l’entusiasmo dei suoi tifosi.