NOVAK DJOKOVIC: “A MELBOURNE ROGER HA DIMOSTRATO CHE TUTTO È POSSIBILE”

Il numero 2 del mondo elogia l’impresa dello svizzero agli Australian Open ponendo l’accento sulla sua età e sulla sua capacità di programmare al meglio le stagioni: “È un esempio per tutti”.

Tennis – “La mia priorità non è più il tennis”. Sono parole di Novak Djokovic. Sono parole che dimostrano ancora una volta che il tennis non è più il primo pensiero del tennista serbo. Dopo la vittoria del Roland Garros e il conseguente completamento del Career Grand Slam, dopo la nascita del primogenito Stevan e la sconfitta rimediata ai quarti di finale di Acapulco contro Nick Kyrgios le motivazioni del serbo non sono più quelle di un paio di anni fa, questo è evidente anche ai meno esperti.

Non si tratta, ovviamente, di un addio al tennis. Si tratta semplicemente di una fase della vita e della carriera in cui le scelte di Novak, come da lui chiarito in una recente intervista a una tv serba, saranno ben più ponderate, in cui i tornei da giocare saranno meno e in cui il livello di programmazione della stagione sarà molto più minuzioso degli anni passati. Un po’ alla Roger Federer verrebbe da dire. E infatti, puntualissimo, arriva il riferimento alla condizione e alla gestione della stagione cui Roger Federer ha abituato le sue immense platee. Una programmazione eccellente che ha portato lo svizzero a saltare la seconda parte della scorsa stagione per recuperare dagli acciacchi fisici e ripresentarsi in forma per il 2017. Con tanto di vittoria Slam numero 18: “Vincendo all’età di 35 anni Roger ha dimostrato che tutto è possibile” sentenzia Novak Djokovic stimolato sull’argomento. “Lui è un esempio, lavora duro sulla prevenzione e si prende cura del suo corpo”. Insomma, un modello da seguire quello rappresentato dall’attuale numero 10 del mondo. Anche dal punto di vista familiare: “È riuscito a trovare un equilibrio tra vita privata e carriera – scandisce ancora Djokovic – è sempre pronto e motivato per i tornei più importanti. Bisogna cercare di ottenere i migliori risultati negli Slam e se il numero 1 arriva con essi allora va bene. Non voglio copiarlo, ma penso quanto fa lui sia un esempio per tutti quelli che arrivano a quell’età”.

La programmazione, considerato il densissimo calendario Atp e il livello che il gioco ha raggiunto negli ultimi anni, è diventata fondamentale. I giocatori che arrivano a 30 anni, nella fattispecie, risentono in maniera dirompente delle lunghe stagioni passate sul circuito. E non si tratta solo di vita da campo da tennis. Ci sono trasferimenti, fusi orari, orari di gioco, nottate passate in campo, sveglie presto e tutta una serie di variabili che logorano il corpo e la mente. “Andre Agassi ha scritto nel suo libro che era costretto a dormire sul pavimento a causa dei suoi problemi alla schiena. Questa è la conseguenza della nostra carriera e degli sforzi che facciamo per essere al 100%. Sì, anche il mio corpo risente parecchio degli 11 anni di tennis professionistico” conclude Novak Djokovic.

Foto: Novak Djokovic (www.zimbio.com)


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