PAGANINI: “FEDERER SAGGIO, VOGLIAMO WIMBLEDON”

Il preparatore atletico dello svizzero analizza la fase di avvicinamento allo Slam londinese: "Stiamo lavorando duramente sul piano atletico, speriamo che gli sforzi di questi mesi vengano ripagati a dovere"

TENNIS – Con Wimbledon alle porte, la mente va subito ai grandi nomi che potrebbero alzare l’ambito trofeo dell’All England Club. Se c’è una fetta di tradizionalisti che vorrebbe rivedere Murray in trionfo, o un’altra fazione che si augura un bis di Djokovic, c’è anche chi spera nel nostalgico colpo di Roger Federer, che l’anno scorso arrivò ad un passo dal titolo sull’erba londinese. A parlare delle condizioni dello svizzero è il suo preparatore atletico, Pierre Paganini, che espone lo status del suo assistito ai microfoni del sito ufficiale del torneo.

Roger ha giocato un numero impressionante di prove dello Slam – esordisce il membro del suo staff, a proposito dei 63 tornei consecutivi sui quattro maggiori campi del circuito – e la differenza è soprattutto di carattere mentale: quando c’è da essere concentrati, lui non sbaglia mai la lettura del momento. Ma quando c’è da rilassarsi, sa che può cogliere l’attimo per ricaricare le batterie e ripartire più forte di prima. Ha una capacità di gestione davvero incredibile, non usa mai tutta l’energia che ha in corpo e gioca sempre con criterio, fa sempre la cosa giusta al momento giusto. Questo è un aspetto fondamentale del suo duro lavoro: sa come e quando trarre il massimo beneficio“.

Con l’avanzare dell’età, aumentano i punti deboli. Paganini ammette di voler smussare qualche angolo: “Ognuno ha i suoi punti deboli dovuti anche agli anni che avanzano, figuriamoci per uno come Federer che ha alle spalle più di 1200 partite all’attivo. Ovviamente vogliamo arrivare al meglio sull’erba di Londra, perciò proveremo a limare quelle imperfezioni più evidenti. Ritengo che sia una persona molto saggia: sa quali segnali dà il suo corpo ed è altrettanto collaborativo con lo staff tecnico. Questo permette ad entrambi di lavorare con serenità“.

Il passaggio dalla terra battuta all’erba è di competenza del preparatore atletico, che predispone il fisico del tennista al cambio di superficie: “Quello di questo periodo è senza dubbio il cambiamento di superficie più delicato, perchè ci si approccia ad un tipo di campo con un movimento delle gambe particolare, ben diverso e molto più difficile di terra o cemento. Bisogna specializzarsi ed evitare di sprecare fiato correndo a vuoto, è importante rimanere lucidi per tutto l’arco del match. Stiamo facendo non solo esercizi fisici, ma anche di coordinazione motoria e predisposizione muscolare. A questi livelli, in qualunque disciplina sportiva, si guardano i dettagli, e con Federer di mezzo non possiamo permetterci il minimo margine di errore. Sappiamo che è un percorso atletico difficile, ma i risultati ci ripagano ampiamente. Il giusto premio sarebbe la vittoria a Londra“.

Senza dubbio, l’obiettivo di Federer e del suo staff tecnico è quello di tornare a sollevare il titolo di Wimbledon. Meglio di così, è difficile ripagare gli sforzi di questi mesi. Prima di arrivare a quel magic moment a cui l’elvetico ci aveva abituati, bisognerà però superare i grandi ostacoli del circuito maschile, soprattutto un Djokovic in cerca di rivalsa dopo la sconfitta in finale a Parigi contro Wawrinka.


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