PARLA JOHN TOMIC: “BERNARD HA LASCIATO LA IMG, NESSUNO CI HA LICENZIATO!”

John Tomic, padre dell'ex N.27 del mondo e vincitore a Bogotà, parla della separazione tra Bernard e la IMG, società di management che curava i loro interessi.

Tennis. La recente notizia della separazione tra IMG, azienda di management, e l’ex N.27 nel mondo Bernard Tomic ha fatto scalpore, non tanto per il fatto in sé, quanto per le presunte modalità di rescissione del contratto al quale Tomic era legato fin dai 13 anni di età. L’ormai famoso padre di Bernard, John, ha vigorosamente contestato le voci che sostengono che l’effettiva separazione sia avvenuta unilateralmente da parte della IMG, oltre al fatto che tutto ciò sia scaturito dalla mancanza di risultati di rilievo, uniti ai due interventi chirurgici subiti da Tomic junior.

Appena due giorni fa il 21enne Bernard si è imposto nel torneo 250 di Bogotà dopo una serie di risultati assolutamente negativi che lo vedevano addirittura non vincere due match consecutivamente in un torneo ATP da inizio 2014.

Un portavoce della IMG ha confermato che la separazione è stata consensuale ed ha augurato il meglio, dentro e fuori dal campo, all’ex-assistito. Un’ulteriore post su Twitter da parte dell’azienda ha specificato che le prime proposte poste in essere sono state rifiutate nonostante i cattivi atteggiamenti “off-court” che hanno reso famoso Tomic figlio, e la squalifica di 12 mesi inflitta a Tomic padre dopo l’ormai celebre aggressione allo sparring partner del figlio, il francese Thomas Drouet.

Bernard ha lasciato la IMG – ha dichiarato il padre a Fairfax Media durante la preparazione al torneo di Washington D.C. – e se qualcuno della IMG venisse fuori dicendo che è andata effettivamente così, sarei disposto a pagarlo un milione di dollari dato che ciò è falso. Da un anno e mezzo stiamo cercando di lasciare la IMG ma loro hanno chiesto un milione e mezzo di dollari di buonuscita che ci ha costretto a rifiutare. Ho approfittato di questo momento, tra le operazioni chirurgiche e la bassa classifica, per ottenere una rescissione senza penali, così ce ne siamo andati. Nessuno ha licenziato Bernard, nessuno l’ha scaricato. Noi ce ne siamo andati. Abbiamo punti di vista diversi e ci stiamo preparando a strutturare il futuro in modo totalmente diverso.”

John Tomic ha accolto positivamente nel gotha del tennis il giovane australiano Nick Kyrgios, giustiziere di Nadal agli scorsi Championships di Londra, nonostante le chiacchiere che vedono scendere le quotazioni del figlio rispetto ad una futura ascesa e ad un ruolo di punta come capofila australiano.

Kyrgios è un bravo ragazzo. Lo conosco dal Melbourne Park, sta lavorando duro ed è molto disciplinato: merita il successo che sta avendo. Nick è il benvenuto perché Bernard non può essere solo in Coppa Davis e, con Nick, potrebbero centrare una vittoria di Davis in futuro. La strada è ancora lunga comunque, per tutti, però le prerogative ci sono tutte.”

Il 21enne Bernard, dopo aver mancato il primo turno di Davis per infortunio, incontro poi perso contro la Francia, si è detto disponibile nel caso venisse selezionato per lo spareggio qualificazione nel World Group che vede l’Australia opposta al Kazakhstan, nazione la quale ha dato del filo da torcere alla Svizzera di Wawrinka e FedererJohn Tomic, tuttavia, risponde sarcasticamente a chi vede suo figlio già come un talento sprecato: ”Posso solo mettermi a ridere. Nessuno capisce come è il rientro dopo un infortunio del genere, dopo due operazioni ai fianchi. Il 50% degli atleti che ne hanno sofferto non sono mai tornati, e Bernard è saputo tornare gradualmente e pazientemente.”

A proposito degli atteggiamenti fuori dal campo da parte di suo figlio, John chiosa con una velata ammissione di responsabilità che però lascia intravedere un futuro di grande lavoro ed impegno: “Vedrete quando vostro figlio crescerà – dice interagendo con i giornalisti – visto che cercano di fare sempre tutto ciò che tu dici loro di non fare. E’ difficilissimo controllare i bambini, così come gli adolescenti e i ragazzi di 19, 20, 21 anni. Si viaggia in ogni città del mondo: Roma, Parigi, Londra, Miami, e in ognuna di esse si manifesta un gran numero di distrazioni che, a questa età, si trasformano in grandi sfide morali per ragazzi e ragazze. Credo comunque nella forza data dal lavoro che può dare grandi risultati. Lavorare tanto e non avere paura di nessuno: puoi giocartela sempre, lottare, combattere e infine vincere.”


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