PETER FLEMING, LO SCUDIERO DI THE GENIUS

L’ex tennista originario del New Jersey è stato uno dei doppisti più forti della storia. In coppia con John McEnroe ha vinto 50 titoli, di cui sette Grand Slam. Meno prestigiosa la sua carriera da singolarista. Tre tornei e il numero 8 come best ranking.

Tennis – Oggi lo conosciamo come commentatore di tennis per Sky Sport, Eurosport e per la BBC. Lo conosciamo anche come golfista, disciplina che lo ha sempre appassionato. Ma Peter Fleming Blair è stato uno dei tennisti più forti di sempre, in particolar modo nel doppio.

Compagno di mille avventure di John McEnroe, ha vinto in coppia con l’ex numero 1 del mondo una quantità esorbitante di tornei, ben 50. E tra essi spiccano, manco a dirlo, sette titoli del Grande Slam: Wimbledon 1979, 1981, 1983 e 1984 e Us Open 1979, 1981 e 1983. Ad essi vanno aggiunti sette Masters di specialità consecutivi (1978-1984). Solo Martina Navratilova e Pam Shiver seppero fare meglio. Ed è sua anche una delle frasi più simboliche sul genio del tennis americano: “La migliore coppia del mondo è costituita da John McEnroe e un altro tennista”. Questo la dice lunga su un personaggio che proprio con McEnroe ha vinto la maggior parte dei tornei e che ha trovato la sua dimensione tennistica al fianco del connazionale.

Peter Fleming Blair, ad ogni modo, è nato Chatham Borough, New Jersey il 21 gennaio 1955. Nella sua città natale ha iniziato a giocare a tennis fino a diventare campione individuale del New Jersey nel 1972, durante gli anni del liceo. Dopo un passaggio per il Michigan si è iscritto e ha giocato per università della California, diventandone la stella e vincendo National Collegiate Athletic Association. La sua carriera da singolarista, tuttavia, non è stata di primissimo piano. Ma il numero 8 mondiale raggiunto nel 1980, dopo i quarti di finale conquistati a Wimbledon, non è un risultato trascurabile nell’era di John McEnroe, Jimmy Connors e Bjorn Borg. La sua prima vittoria è datata 1978, anno in cui battè Adriano Panatta nella finale del torneo di Bologna. La sua vittoria più importante, invece, è datata 1979, quando si impose contr Roscoe Tanner a Cincinnati. Risale al 1979 la sua terza e ultima vittoria in singolo, proprio contro John McEnroe a Los Angeles. In questo biennio, il migliore della carriera, il giocatore originario del New Jersey giocò altre cinque finali (Maui per due volte, Montego Bay, San Jose, San Francisco).

Ben diverso è il discorso per quanto riguarda il doppio. La coppia composta da Fleming e McEnroe è e resta stata una delle migliori della storia. Poco importa se Mac risulta essere ancora oggi il giocatore più celebrato. Perché Peter Fleming è stato considerato da tutti come il compagno perfetto per l’ex numero 1 americano. Probabilmente l’unico a riuscire a gestire i celebri scatti d’ira del bizzarro e talentuoso compagno, l’unico a poter arginare l’indole ribelle del tennista di Wiesbaden. Quindi, solo per questo motivo, non può essere considerato soltanto una comparsa al fianco di The Genius, ma una parte integrante di una delle coppie più vincenti di sempre. I risultati della parlano chiaro, in particolar modo in un periodo in cui il doppio contava e sul circuito c’erano coppie di altissimo livello. Cinquanta titoli conquistati e il numero 1 del mondo di doppio ottenuto nel 1984. È vero, Peter Fleming ha saputo vincere anche al fianco di altri giocatori, vedi Raymond Moore, Tomas Smid, Ferdi Taiyan, Fritz Buehning, Anders Jarryd, Guy Forget, Gary Donnelly, ma la sua storia resta inevitabilmente legata a quella di uno dei tennisti più importanti della storia, John McEnroe appunto. Non si cada in errore però. Come detto, Peter Fleming è stato uno dei pochi tennisti e dei pochi uomini al mondo a riuscire nell’impresa di non far perdere le staffe al grande Mac. Basterebbe questo – ma ce ne sono altri – come motivo valido per legittimare l’iscrizione del suo nome nella storia del tennis. Buon compleanno.

Foto: Peter Fleming (www.skysports.com)


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