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Roma, 19 marzo 2010 - Di una cosa sono certe le top players del circuito Wta: quando le sorelle Williams sono in forma non ce n’è praticamente per nessuno. Non si tratta di scaramanzia ma di un dato di fatto appurato e consolidato negli anni. Venus e Serena hanno indubbiamente una marcia in più delle altre contendenti. Non lo scopriamo ora ma quello che continua a stupire è la loro straordinaria continuità di risultati. Di meteore al vertice del ranking femminile ne abbiamo viste tante nelle ultime stagioni. L’unica costante che non ha avuto alti e bassi è rappresentata dal loro rendimento. Solidissime, mentalmente pressochè imbattibili, forti atleticamente.
Tentativo belga. Solo Clijsters ed Henin, a sprazzi, hanno saputo tener loro testa negli appuntamenti davvero importanti. Le Williams, nonostante siano entrambe vicine alla trentina, restano in ogni caso di un altro pianeta. Non è soltanto talento o fortuna. Entrambe mantengono un’incredibile voglia di vincere, non faticano a trovare nuove motivazioni e riescono sempre ad adattare il proprio gioco in base all’avversaria che hanno di fronte.
Pianificazione invidiabile. Come se non bastasse questo già enorme vantaggio, hanno affinato una programmazione che le vede spingere al massimo esclusivamente nei grandi tornei. Questo consente loro di non logorarsi e di poter sfruttare le pause per allenarsi al meglio. In questi giorni poi non sono presenti a Indian Wells per uno spiacevole episodio avvenuto nel 2001 durante un loro derby. Il pubblico, convinto che non si fossero impegnate al massimo, le fischiò sonoramente. Da quel giorno entrambe non hanno più messo piede nel torneo californiano. Un altro fattore non trascurabile è quello che sia Venus che Serena non si sono fatte assorbire al 100% dal mondo del tennis, hanno mantenuto altri interessi che hanno saputo conciliare al meglio con l’attività agonistica. Tutto ciò consente di staccare la spina anche mentalmente quando necessario, in modo da riuscire a ricaricare le batterie soprattutto dal punto di vista psicofisico.
Dominio infinito? In tanti si chiedono per quanto durerà ancora questa egemonia. La mia personale risposta è che dipende solo da loro. Tutto è nelle manone delle due americane. Bisognerà valutare quanto hanno ancora voglia di impegnarsi negli anni a venire e se riusciranno ad essere competitive ancora a lungo. Mi sento di poter affermare che almeno per altre due stagioni, fino alle Olimpiadi del 2012, le vedremo lottare per i traguardi più ambiti. E’ ipotizzabile che dopo quella data possa subentrare un calo di tensione e la volontà di dedicarsi maggiormente alla famiglia e al tempo libero. Ma mi aspetto di essere smentita dai fatti.
Potenza devastante. Ho giocato diversi match, sia di singolare che in doppio, contro le due sorellone d’Oltreoceano e posso confessare che sono molto più simpatiche di quanto possano apparire nelle interviste e nei backstage. Sono consapevoli della propria forza ma non la ostentano nello spogliatoio o con le altre giocatrici in testa alla classifica. Dal punto di vista tecnico Venus è più agile e gioca meglio i colpi di volo. Serena invece tira più forte e si apre il campo con le classiche sventagliate dritto “inside out” e rovescio incrociato a due mani. Nelle sfide di doppio sono assolutamente complementari e praticamente invincibili su tutte le superfici.
Grande umiltà. Storicamente sulla terra hanno fatto meno bene che sul veloce ma è solamente perché hanno poche opportunità di prendere confidenza sul rosso. La dedizione e il sacrificio hanno sempre contraddistintio i loro successi. Ho ancora impressa nella mente la scena di loro due che si allenano su un campo secondario di Key Biscaine poco dopo l’alba.
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