PREVIEW: RUSSIA-SERBIA
Mosca - Sulla Federation Cup 2012 sibila forte il vento dell’Est, tornado dal quale si spera esca indenne l’Italia. Mentre le azzurre cercheranno di espugnare il fortino di Ostrava, a Mosca si affronteranno infatti altre due compagini dell’Europa orientale: Russia e Serbia. Quale tra le due accederà alla finalissima di novembre? Mettiamo a confronto le due nazionali alla luce dei seguenti fattori: storia, precedenti, cammino, giocatrici, superficie.
STORIA
Russia
Insieme all’Italia, la Russia è stata la grande dominatrice delle ultimi edizioni di Fed Cup. Le “matrioske” hanno sfiorato il pokerissimo tra il 2004 e il 2008, mancando il titolo soltanto nel 2006 (edizione vinta dalle azzurre). Prima di questo filotto la Russia aveva perso quattro finali (1988, 1990, 1999, 2001), di cui le prime due quando ancora esisteva l’Urss. A queste finali va aggiunta quella del 2011, persa in casa contro la Repubblica Ceca. La Russia occupa il terzo posto nel ranking di Fed Cup.
Serbia
La storia di questa nazionale in Fed Cup desta più interesse per i frequenti cambi di nome che per i risultati ottenuti. Dall’anno del suo debutto (1995), infatti, il team in questione ha partecipato sotto diverse spoglie: Jugoslavia prima (1995-2003), Serbia&Montenegro poi (2004-2006), Serbia oggi (2007-oggi). La semifinale raggiunta quest’anno costituisce il suo miglior risultato nella competizione, dal momento che quella ottenuta contro il Belgio a febbraio rappresenta la prima vittoria in World Group. La Serbia è quinta nella graduatoria a squadre di Fed Cup.
PRECEDENTI
Russia-Serbia 3-0
La tradizione è favorevole alle padrone di casa, sempre vincenti nei tre confronti diretti. Da notare che ben due sfide sono state giocate sotto la denominazione Urss-Jugoslavia:
1978 Urss-Jugoslavia 3-0 (Melbourne, cemento)
1988 Urss-Jugoslavia 3-0 (Melbourne, cemento)
2010 Serbia-Russia 2-3 (Belgrado, cemento indoor)
CAMMINO
Russia
La Russia arriva in semifinale dopo il 3-2 casalingo contro la Spagna. La qualificazione era stata ipotecata già nella prima giornata, quando Sharapova e Kuznetsova avevano concesso sette giochi in due alle malcapitate Soler-Espinosa e Suarez Navarro. Quest’ultima, però, aveva riacceso una fiammella di speranza dopo la netta vittoria sulla Petrova nella giornata di domenica. Ci ha poi pensato “Sveta” ad archiviare la pratica con il successo in tre set sulla Soler-Espinosa. Il doppio, ininfluente, è andato alle spagnole Llagostera Vives e Parra Santonja a causa del ritiro di Kuznetsova e Petrova alla fine del primo set.
Serbia
Ben più complicato l’accesso alle final four per la Serbia, che ha superato il Belgio a Charleroi con un 3-2 in rimonta. Il weekend in Belgio era iniziato sotto i migliori auspici grazie alla vittoria della Jankovic sulla Flipkens. Ma le serbe non avevano fatto i conti con la Wickmayer, autrice di due mattanze contro le acerbe Jovanovski e Krunic (hanno fatto 9 games in due). Il successo della Jovanovski sulla Flipkens ha dato il là alla rimonta, culminata poi nel punto decisivo in doppio portato a casa proprio dalle due giovanissime contro la coppia Wickmayer/Van Uytvanck.
GIOCATRICI
Russia
Maria Kirilenko, Anastasia Pavlyuchenkova, Svetlana Kuznetsova, Elena Vesnina
La grande assente è Maria Sharapova, la cui esclusione era già stata annunciata a febbraio da Tarpischev. Motivazione? La programmazione di Masha, impegnata ad allenarsi negli States e quindi poco “adattabile” in soli tre giorni alla nuova superficie. Fuori uso anche la Zvonareva, sempre più tormentata dai problemi alla spalla. Il cavallo di battaglia diventa quindi la Kirilenko, reduce da una stagione discreta ma comunque poco avvezza al ruolo di leader. La Pavlyuchenkova sta vivendo un’annata disastrosa che l’ha fatta precipitare fuori dalle venti. Così stando le cose, potrebbe scendere in campo “cavallo pazzo” Kuznetsova, di certo inaffidabile ma sempre capace di tirare fuori dal cilindro una gemma. La Vesnina, n.11 nel double ranking, sarà utile in caso di arrivo al fotofinish.
Serbia
Ana Ivanovic, Jelena Jankovic, Bojana Jovanovski, Aleksandra Krunic
Nessuna defezione dall’altra parte, dove Dejan Vranes potrà contare sulle stelle Ivanovic e Jankovic. Stelle sì, ma un po’ eclissate, poiché entrambe sono lontane dai tempi in cui sedevano sul trono mondiale. Ana è apparsa in ripresa nell’ultimo mese, forte di una semifinale raggiunta a Indian Wells e degli ottavi centrati a Miami. Jelena ha invece floppato in Nordamerica (due sconfitte all’esordio) ma è è reduce da una discreta semifinale a Copenaghen. Sulle loro spalle graverà comunque l’esito della sfida, considerata la deludente stagione della Jovanovski e una Krunic ancora impreparata per un evento di questa caratura.
SUPERFICIE
terra indoor
Si giocherà in uno degli innumerevoli palazzetti moscoviti: lo Sports Palace Megasport. La superficie scelta è la terra rossa, terreno che non dispiace alla Kirilenko e che potrebbe rilanciare le quotazioni della Kuznetsova. E’ pur vero che sul “lento” si trovano bene anche le serbe: basti pensare che il più grande successo della Ivanovic sia stato ottenuto sulla terra di Parigi. Tutto sommato, un campo che non scontenta nessuna e che difficilmente sposterà l’ago della bilancia.
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