Non si fa che parlare in questi giorni dei numerosi ritiri che stanno flagellando il circuito, tanto al maschile quanto al femminile, alla vigilia del primo Slam stagionale. Riteniamo utile, a tal proposito, approfondire l’argomento porgendo ad un esperto del settore alcune domande sull’importanza, nel tennis più che mai, di una adeguata preparazione atletica, soprattutto quella invernale, con cui presentarsi ai blocchi di partenza per affrontare una lunga e faticosa stagione.
Damiano Fiorucci, 30 anni, da Marina di Carrara, è laureato in Scienze Motorie con specializzazione in preparazione atletica negli sport individuali e un master in Traumatologia dello sportivo. Ha inoltre conseguito il titolo triennale di Massofisioterapista.
Dopo aver lavorato per tre anni (dal 2007 al 2010 ) presso il Centro Tecnico di Tirrenia al fianco delle giovani promesse italiane Gaio e Giannessi, segue al momento i giovani Matteo Donati ed Edoardo Eremin, oltre all’ex top 30 ATP Andrey Golubev e alla collaborazione nello staff del numero due d’Italia Fabio Fognini. Presiede in una scuola tennis specializzata ed un centro di allenamento a Pietrasanta (LU), insieme al tecnico federale Nicola Ceragioli ( già allenatore di Karin Knapp, Simone Vagnozzi e Gianluigi Quinzi) si occupano di instradare bambini dagli 8 anni in su che cercano di dedicarsi al tennis in maniera più intensiva.
Ciao Damiano, innanzitutto raccontaci come nasce la tua passione per questo lavoro.
Sin da ragazzino ho sempre amato lo sport, ogni tipo di sport. Ho giocato e gioco tutt’ora a tennis (a livello amatoriale), e praticato un’altra disciplina a livello agonistico. Terminate poi le scuole superiori è venuto spontaneo per me coltivare questa passione, ho fatto quindi le valige e mi sono trasferito a Torino per frequentare la facoltà di Scienze Motorie. Ho iniziato la mia esperienza professionale nel mondo del tennis ancora da studente, e da li è stato un susseguirsi di eventi…
Entriamo ora nel focus della questione parlando di preparazione atletica. Quanto ed in che modo sono cambiati i metodi di allenamento negli ultimi anni?
Un grosso cambiamento a mio avviso è stato fatto su tutto ciò che riguarda prevenzione e recupero degli infortuni. Attualmente, sia a livello di formazione giovanile che di attività di alto livello molto lavoro viene svolto in questi ambiti. Non a caso la carriera professionistica di alto livello, soprattutto maschile si sta allungando. Sono sempre più frequenti giocatori che raggiungono ottimi risultati non più ragazzini. Questo avviene, secondo me, grazie al connubio perfetto tra completa maturazione tennistica e cura per il proprio fisico.
Cosa fai per rimanere sempre aggiornato? Quanti corsi segui durante l’anno e con chi ti confronti?
L’aggiornamento continuo è fondamentale nella mia professione, esistono diverse riviste (per lo più online e non in italiano) che trattano sempre nuove argomentazioni, nuovi metodi, nuove ricerche. Passando molta parte dell’anno tra lunghi viaggi e hotel il tempo per studiare per fortuna non mi manca.
Nel mio caso comunque l’aggiornamento migliore lo ottengo attraverso il confronto con altri preparatori che frequentano i tornei, il confronto con scuole di pensiero e metodologie differenti è davvero stimolante. Questa è la formazione migliore.
Spiegaci in generale come viene svolta la preparazione fisica invernale, e se ci sono differenze tra l’impostazione di un’adeguata preparazione di un tennista professionista e di un giovane (15-16-17 anni).
Innanzitutto, la differenza sta soprattutto nel tempo a disposizione: mentre un professionista riesce al massimo ad avere 5-6 settimane a disposizione di off-saeson da dedicare alla preparazione fisica, un giovane in crescita dovrebbe prevedere almeno 10-12 settimane di lavoro continuativo da svolgersi nel periodo ottobre-dicembre, più almeno altre 8-10 durante l’anno, oltre il lavoro da svolgere durante l’attività agonistica. Tale volume di settimane è fondamentale per creare un fisico forte e ben preparato all’attività professionistica. Ovviamente anche i contenuti dell’allenamento sono differenti, questi cambiano in base all’età del ragazzo e del livello tennistico.
Sappiamo che hai sotto mano un top player come Andrey Golubev, e che l’anno passato hai lavorato e collabori con Fabio Fognini. In che modo imposti la preparazione atletica di giocatori già “formati” fisicamente?
Nel caso di giocatori professionisti di alto livello, l’unico periodo vero e proprio di preparazione fisica è quello che va da metà-fine novembre sino a fine dicembre, dopodiché il calendario dei tornei è molto fitto e difficilmente si hanno più di 10 giorni per lavorare con continuità.
Il lavoro per questo tipo di giocatori è estremamente personalizzato, si cerca di curare le singole individualità colmando le carenze ed esaltando le qualità. Molto lavoro durante i tornei riguarda la prevenzione degli infortuni e il recupero muscolare terminati i match e allenamenti.
Oltre a loro, segui molti juniores interessanti, tra cui Matteo Donati (1995) ed Edoardo Eremin (1993). Come imposti, invece, la preparazione atletica di ragazzi così giovani, in una fase così delicata della loro crescita?
Nel giovane tennista in fase di maturazione l’obiettivo è quello di costruire delle solide e sane basi per il futuro, quando il fisico potrà sopportare carichi più voluminosi. Si cerca di sviluppare ogni qualità fisica (forza,velocità, resistenza, mobilità articolare), rispettando il corpo del giovane atleta, evitando di creare eccessivi squilibri muscolari, errate posture e sopratutto ridurre al minimo la possibilità di infortunio ( prima regola non far danni..)
Entrando in ottica Australian Open: come ci si prepara ad uno Slam sul veloce e quali acciacchi può provocare questo tipo di superficie? Come è possibile contrastarli?
La maggior parte dell’attività ATP e 2 Slam su 4 si svolgono sul veloce, quindi un giocatore deve essere preparato a questo. I punti da tenere in considerazione sono: condizioni climatiche di gioco sfavorevoli (molto caldo e umido) quindi è necessario e raccomandabile un periodo di adattamento al nuovo clima; si gioca 3 set su 5, quindi è necessario allenarsi in funzione di questo (sia in campo che fuori); rimbalzo rapido della pallina, di conseguenza maggior enfasi si pone su allenamenti di rapidità e capacità di reazione.
Problematiche a livello fisico (muscolo-tendinee ed articolari) per il tipo di superficie dura possono comparire nel momento in cui si passa a competere dalla terra al veloce, o spesso ad inizio anno (notare la quantità elevata di ritiri in questo AO che sta per iniziare). Anche in questo caso una ottima preparazione fisica (forza e mobilità articolare sopra tutte) può aiutare il giocatore a non incorrere in fastidiosi acciacchi.
Per finire, due battute su tre azzurri a cui abbiamo fatto accenno in precedenza: Fabio Fognini, Matteo Donati ed Edoardo Eremin. Cosa puoi dirci di Fabio e della sua attuale condizione?
Fabio sta recuperando da una fastidiosa fascite plantare, per cui ha iniziato la stagione 2012 non al top della condizione fisica. Del Fognini atleta non c’è molto da dire, la natura gli ha dato una velocità e rapidità fuori dal comune, ho visto ben pochi (forse neanche uno) con le sue doti. Molto lavoro viene svolto a livello preventivo.
Matteo Donati, impegnato al momento nella trasferta australiana per il torneo Junior è un giovane di grandissimo talento tennistico in fase di crescita fisica. Molto lavoro deve essere ancora svolto, ma è un ragazzo molto disponibile e motivato che ci darà grandi soddisfazioni.
Edoardo Eremin, 570 ATP, 18 anni, piemontese ma con papà russo, si allena nel team di Massimo Puci (coach di Golubev) a Bra. Dotato di un fisico molto potente, è un gran lavoratore. Inizierà l’attività a metà febbraio e alternerà quest’anno Future e Challenger.
Ringraziamo la gentilezza con cui Damiano Fiorucci si è prestato a questa intervista e lo congediamo augurandogli un proseguo di carriera contornato di soddisfazioni ed una continua crescita professionale.








Complimenti, bella intervista. Sono un preparatore atletico anche io, purtroppo in Italia preparatori che si dedicano assiduamente al tennis non ce nè molti. Questa figura professionale dovrebbe essere molto più valorizzata, come lo è in altri sport.