È SCOPPIATA LA ‘OLIVETTI-MANIA’

Un profilo dell’emergente francese Albano Olivetti, che nel torneo di Marsiglia ha sorpreso, a suon di bordate, il tedesco Matthias Bachinger. Tanto brutale in campo, quando composto fuori, il transalpino di origini italiane abita vicino a Roland Garros, ma sogna di vincere gli Us Open

Il suo nome è lo stesso di uno dei più noti cantanti italiani, mentre il cognome ricorda una delle aziende leader al mondo nei servizi informatici, nonché la più famosa fra quelle italiane. Ma Albano Olivetti, ventenne numero 388 del ranking Atp, è francese, e in comune con il Bel Paese ha solo le origini, o, per essere ancor più precisi, i nonni. Cercando con la mente di immaginare le caratteristiche di questo emergente tennista d’oltralpe, si penserebbe a tutto meno che a un gigante di 104 chilogrammi, spalmati su 202 centimetri di altezza, in grado di far letteralmente i buchi per terra con il servizio. E invece il tennista nato il 24 novembre del 1991 ad Aguenau è proprio così, e a suon di servizi bomba si sta pian piano ritagliando degli spazi nel tennis che conta. Tanto brutale nei colpi, quando composto nell’atteggiamento in campo, ‘Albanò’ è un ragazzo educato e disponibile, che come tutti i suoi colleghi sogna di vincere un torneo del Grande Slam. Magari gli Us Open di New York, si legge nella sua biografia, anche se ha la propria residenza fissata a quattro passi dagli impianti del Roland Garros.

Ma non è per niente difficile capire il motivo delle sue preferenze, in quanto ha un tennis che si adatta molto meglio al cemento, superficie sulla quale riesce a ottenere più punti dal servizio, e non ha bisogno di muoversi troppo. Sì, perché la mobilità, per un ragazzone di oltre 2 metri, è naturalmente un problema, e non gli ha nemmeno permesso di sviluppare grandi colpi da fondo campo. Il diritto negli anni è cresciuto parecchio, e ora, pur non essendo devastante, lo si può definire un colpo solido, mentre il rovescio a una mano è ancora un po’ troppo ballerino, e nei momenti che contano gli crea sempre qualche grattacapo. Quindi, per sopperire alle proprie lacune, da buon interprete del serve&volley Olivetti si è costruito un discreto gioco di volo, che gli permette (le poche volte che questi riescono a rispondere) di togliere immediatamente il tempo agli avversari. Ma molto spesso gli capita di non dover nemmeno fare la volèe, in quanto dagli oltre tre metri e mezzo che raggiunge con corpo, braccio proteso, racchetta e salto, lascia partire delle vere e proprie cannonate di difficile lettura, sia per la velocità spesso superiore ai 230 all’ora (si vocifera che abbia raggiunto anche i 254, con buona pace del recordman Ivo Karlovic, ‘fermo’ a 251), sia per la grande quantità di spin con cui le carica. Ed è così che in ogni suo match fioccano decine e decine di ace (grazie ai quali porta gli avversari allo sfinimento) e le seconde sono sempre inattaccabili. Se ne sono accorti anche i tecnici delle maggiori aziende francesi del settore, che hanno subito deciso di investire su di lui. La Babolat gli fornisce le armi da battaglia, ovvero le nuovissime ‘Pure Drive Gt’, mentre la Adidas l’ha messo sotto contratto di recente, vestendolo con la neonata linea ‘Fall Feather Crew’ (la stessa, per intenderci, scelta dal nostro Fabio Fognini).

Albano Olivetti - Foto Antonio Milesi

Olivetti ha iniziato a giocare all’età di 9 anni, e per molto tempo ha continuato ad allenarsi vicino a casa, nei pressi di Strasburgo. Fino a quando, nel 2006, la Fft si è accorta di lui, e il direttore tecnico Patrice Dominguez gli ha offerto la possibilità di trasferirsi all’INSEP: il centro parigino dove vengono formati i numerosi atleti francesi di buone prospettive in chiave futura. A due anni dal suo approdo nella rinomata accademia francese, Albano ha messo per la prima volta piede nel circuito professionistico, senza raccogliere grandi risultati. Ma, nell’ottobre del 2009, è arrivato il primo punto Atp, che ha portato tanta voglia di emergere, e, soprattutto, la convinzione di potercela fare per davvero. Così da quel momento il lungagnone transalpino ha iniziato a ottenere risultati sempre migliori, fino a cogliere, nell’ottobre del 2010, il primo (e sin qui unico) titolo Futures, conquistato sui campi rapidi di Sarreguemines, nella sua Francia. Alla vittoria hanno dato seguito tanti bei piazzamenti (comprese altre 2 finali), l’esordio in un torneo del Grande Slam (Roland Garros, sconfitto 10-8 al terzo dal brasiliano Julio Silva al primo di ‘quali’) e soprattutto la prima vittoria a livello challenger, colta sul finire dello scorso anno a Ginevra, contro il serbo Dusan Lajovic.

Il resto, invece, è storia recente. Due settimane fa, dopo 3 tornei Itf (con una semifinale come miglior risultato) e la sconfitta al primo turno delle qualificazioni dell’Atp di Montpellier, Albano si è presentato a Bergamo, dove ha superato le qualificazioni (togliendo la racchetta di mano a Giuseppe Menga con un servizio a 237 km/h). Nel main draw ha pescato nuovamente Lajovic, che questa volta non si è lasciato sorprendere, ma, col senno di poi, è stato forse meglio così. Olivetti ha infatti avuto modo di raccogliere energie e concentrazione per presentarsi in forma smagliante all’Atp 250 di Marsiglia, dove ha già lasciato il segno. Servendo 56 ace in tre partite ha superato le qualificazioni, e all’esordio nel main draw (nonché al primo match in carriera nel circuito maggiore) ha sorpreso in due set (6-4 6-3) un giocatore temibile ed esperto come il tedesco Matthias Bachinger, incapace di conquistarsi nemmeno una misera palla-break in dieci game di risposta.

E così, in Francia, è subito scoppiata la Olivetti-mania. Parliamoci chiaro, se l’allievo di Laurent Raymond vorrà mantenere questo standard di risultati dovrà imparare ancora parecchio e sotto tanti punti di vista, ma negli ultimi anni è cresciuto moltissimo, e i margini di miglioramento sono tutt’ora molto grandi. Ragion per cui aspettarsi di trovarlo un giorno nei primi 100 (dove c’è stabilmente Karlovic, che non ha molto tennis in più) non è un’esagerazione. Ma non è tempo di correre troppo avanti col pensiero, in quanto domani, ad attenderlo sul Campo Centrale, ci sarà la seconda testa di serie Mardy Fish, in un match che si prospetta tutt’altro che facile per l’osservato speciale del tennis francese. Allo stesso tempo, però, Olivetti non ha nulla da perdere, e siamo certi che, qualora riuscisse a rendere al meglio in battuta, potrebbe dare parecchio filo da torcere anche al top 10 statunitense. Comunque andrà, Albano si è già assicurato un nuovo best ranking, in quanto i 32 punti conquistati a Marsiglia gli garantiranno un balzo avanti di circa 60 posizioni nella classifica, e il conseguente ingresso nei primi 330 giocatori del mondo. La scalata verso i piani alti del ranking è iniziata. Ora spetta a lui portarla avanti al massimo delle proprie possibilità.

In questo video, dal minuto 0:24, Albano Olivetti in azione:

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Un Commento a “È SCOPPIATA LA ‘OLIVETTI-MANIA’”


  1. Luca B scrive:

    Bravo Marco, profilo quanto mai azzeccato.


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