RAFA SFINISCE DEL POTRO ED ENTRA NELLA STORIA

TENNIS - Lo spagnolo porta a casa la 600esima vittoria in un match ufficiale che gli vale anche il trofeo di Indian Wells. Si tratta del 22esimo Masters 1000 conquistato in carriera, nessuno come lui

Tennis. Indian Wells (California). Una delle vittorie più belle ed importanti di Rafael Nadal arriva al termine della pagina più ardua della sua carriera professionistica. Il torneo di Indian Wells, la kermesse californiana sul cemento che più di tutte gli ha dato soddisfazioni fino ad ora, è stata stasera teatro del ritorno in grande stile dell’iberico il quale superando in tre durissimi set il suo avversario odierno, un monumentale Juan Martin Del Potro, comunica a tutti i colleghi di essere tornato davvero su altissimi livelli. Il mancino di Manacor aveva già messo le cose in chiaro ad Acapulco quando in finale aveva fortemente ridimensionato il connazionale David Ferrer, che da domani perderà la posizione numero 4 del ranking proprio a favore di Rafa. Qui al primo Masters 1000 dell’anno, cui ha deciso di partecipare solo qualche ora prima che la competizione prendesse le mosse, lo spagnolo ha incamerato successi importanti, ma soprattutto ha macinato molti minuti di gioco mostrando una condizione fisica in crescendo che nella finale di oggi ha messo in evidenza ulteriori miglioramenti, ne è stato ahilui testimone proprio il buon “Palito”. All’argentino, arrivato sino a qui in virtù di illustri vittorie prima sul numero 3 e poi sul numero uno della classifica mondiale, va dato il merito di aver dato vita agli incontri più belli di questa edizione, compresa la finale, mettendo in campo prestazioni superbe ed a tratti inarginabili.

Rafa questa sera inseguiva una vittoria in un torneo giocato sul veloce che mancava dal 10 ottobre 2010, quando a Tokyo vinse in finale su Gael Monfils. Dopo di che sono arrivate sei sconfitte di seguito in altrettante finali, ultima quella spettacolare dell’Australian Open 2012 quando venne battuto al fotofinish da Novak Djokovic. Per Del Potro, secondo argentino della storia ad essere arrivato in fondo alla competizione californiana dopo Guillermo Vilas nel 1977, si trattava della prima finale ad un torneo Masters 1000 dopo quella raggiunta a Montreal nell’anno di grazia 2009. Tra i due c’erano già stati 10 precedenti incroci, la maggior parte dei quali giocati su superficie hard, due di questi svoltisi proprio ad Indian Wells dove è stato sempre Nadal a spuntarla. In particolare lo score fino a stasera parlava apertamente a favore dello spagnolo che si è aggiudicato ben sette scontri diretti, l’ultimo nella finale di Coppa Davis del 2011 quando il maiorchino consegnò il trofeo al suo team battendo proprio l’argentino in quattro set.

La finale che non ti aspetti dell’edizione 2013 di del BNP Paribas Open comincia subito ad un ritmo forsennato: al primo game con al servizio Nadal sul 40 pari si assiste ad uno scambio di ben 34 colpi, così tanto per gradire. La partenza a razzo è proprio dello spagnolo che dopo aver mantenuto il servizio sorprende l’avversario. Anche il primo turno di servizio di Delpo infatti si trascina ai vantaggi, ma con esito totalmente diverso. L’argentino cerca in tutti i modi di resistere all’aggressività del dirimpettaio che sembra avere fretta ed alla quarta occasione, dopo aver lavorato per bene ai fianchi l’avversario, gli ruba il servizio chiudendo con un preciso dritto lungolinea, colpo che gli porterà parecchi punti in cascina oggi, e salendo 2-0. L’argentino comunque negli scambi dimostra di essere sul pezzo, non si sottrae alla lotta maschia con Nadal a suon di dritti al fulmicotone, anzi resta fisso sulla linea di fondo e non retrocede, gli manca solo incisività sul servizio. Proprio questo risulta essere il suo tallone d’achille in questo inizio di match ed infatti sul 3-0 espone di nuovo il fianco, dopo uno sciagurato doppio fallo, ai colpi dell’avversario il quale si costruisce altre due palle break che, se sfruttate, potrebbero rappresentare una seria ipoteca sul primo set. La prima di queste viene annullata da un ottimo servizio, mentre la seconda è sprecata da Nadal che affossa in rete il dritto ad incrociare. Ai vantaggi “Palito” ne viene finalmente fuori e dopo aver messo a segno 4 punti consecutivi tiene per la prima volta il servizio. Ma la riscossa del tennista sudamericano è appena iniziata. Rafa infatti nel gioco seguente mostra qualche indecisione di troppo mettendo a segno due gravi gratuiti dopo i quali è costretto a concedere una prima palla break all’avversario il quale se la fa bastare, fulmina lo spagnolo dopo una timida seconda di servizio e si rifà sotto 3-2. Subito dopo Del Potro completa la rimonta dimostrando di essere finalmente entrato in partita. La situazione che si comincia a delineare prende clamorosamente le sembianze degli ultimi due set vinti dall’argentino nel precedente match contro Novak Djokovic quando emerse di prepotenza dopo aver recuperato da uno svantaggio di 3-0. La somiglianza viene confermata, purtroppo per Nadal, dalle due opportunità di break che il numero 7 del mondo si procura sul 4 pari. Alla prima il dritto dell’iberico finisce lungo, il servizio è perso, il set quasi perché ora il lungagnone argentino va a servire per il primo parziale. Cerca di rifarsi sotto l’ex numero uno del mondo che torna nella sua migliore versione di salva-tutto, ma alla terza opportunità di set point l’avversario chiude 6-4. La sensazione è che il gioco potente e senza sbavature di Del Potro abbia per la prima volta fatto emergere alcune vistose lacune nel gioco dello spagnolo derivanti per lo più dalla sua prolungata lontananza dai tornei ufficiali.

Difatti il momento oscuro di Rafa prosegue anche ad inizio secondo set, quando Delpo si procura con un fulmineo passante di rovescio due opportunità di breakkarlo. Come se non bastasse la furia rossa subito dopo svirgola il dritto mandandolo in rete e concedendo per la seconda volta di fila il servizio. Prova subito a rimettersi in carreggiata quando, nel gioco seguente, approfitta di una volee non impossibile spedita in rete da Palito arrivando ad un passo dall’immediato controbreak. L’argentino però non concede nulla e rintuzza gli attacchi dell’avversario annullando la palla break con una serie di affondi conclusi con un dritto strettissimo ed imprendibile anche per il Rafa di oggi. Due gratuiti dello spagnolo fanno il resto e tutto si conclude con un nulla di fatto. Altre occasioni non tarderanno ad arrivare, difatti il campione dello Us Open 2009 concede altre tre palle break sul 3-2 durante un turno di servizio molto problematico in cui commette un doppio fallo e due errori gratuiti di dritto. La prima palla break è scongiurata da una deliziosa serve & volley del talentuoso tennista in battuta. Alla seconda opportunità però l’argentino finisce per cedere. Rafa riporta lo score in parità mantenendo agevolmente il servizio seguente. L’impressione è che Del Potro abbia per la prima volta accusato un passaggio a vuoto dovuto più che altro alla stanchezza accumulata nei due precedenti match, rivelatisi molto duri. La lampadina sembra infatti spegnersi totalmente nella seconda metà del set, quando l’iberico dilaga facendo sfaceli con il dritto e passeggiando su di un avversario un po’ sulle gambe. Il secondo break spagnolo non tarda ad arrivare sul 4-3 consentendogli di andare a servire per riequilibrare la partita. Rafa non si fa di certo pregare, tiene il turno di servizio a zero e chiude 6-3.

La pausa post set non giova molto a Delpo che nel primo turno di battuta del terzo parziale non trova molte prima in campo, Nadal dal canto suo ha gioco facile nel prendere l’iniziativa dello scambio facendo fare al povero avversario il cosiddetto “tergicristallo” costruendosi in tal modo subito due palle per il break. L’argentino ritrova per un attimo la prima e con un paio di ottimi esempi di servizio e dritto recupera lo svantaggio e spinge il game ai vantaggi. Rafa qui dimostra una completa supremazia prima di tutto a livello fisico mettendo in atto dei recuperi straordinari. Del Potro riesce a tenere il servizio con le unghie e coni denti, ma l’appuntamento con il break è solo rimandato di qualche minuto. Sull’1 pari infatti conferma il momento di scarsa lucidità unita alla mancanza di riflessi negli scambi quando si ritrova di nuovo sotto 15-40. Stavolta però l’iberico è spietato e sfrutta l’occasione mettendo a segno il terzo vincente di dritto nel game e salendo 2-1 e servizio. Il recente vincitore del torneo di Rotterdam ci prova solo nel gioco seguente quando si spinge fino al 15-30, ma i suoi attacchi vengono ricacciati indietro con decisione, a questo punto Nadal chiude definitivamente la porta, terrà infatti i successivi turni di servizio a zero, mentre andrà ad insidiare di nuovo quello dell’avversario sul 5-3. Qui il sudamericano sembra quasi gettare la spugna. Riesce però con un ultimo moto d’orgoglio a recuperare da uno svantaggio di 0-40 ed a mantenere il servizio concedendosi un’ultima occasione di riportarsi in corsa. Lo spagnolo però non si distrae e chiude abbastanza facilmente 6-4.

Questo tris ad Indian Wells è un traguardo importante per diversi motivi. È il 53° trofeo vinto in un torneo Atp, la 600esima vittoria di Nadal in partite ufficiali, nonché il 22° Masters 1000 che il maiorchino si aggiudica staccando dunque l’amico Roger Federer con cui era appaiato in testa a quota 21. Per Del Potro resta di sicuro l’amaro in bocca per essersi visto scivolare di mano un match che per metà lo aveva visto in netto vantaggio ed in controllo. L’argentino può però essere completamente soddisfatto della performance messa in campo in questi 10 giorni di torneo conscio che continuando su questa strada potrà tranquillamente aspirare ad un ruolo di favorito nell’incipiente Masters 1000 di Miami, soprattutto sapendo già della mancanza di Roger Federer e del nuovo campione di Indian Wells.

BNP Paribas Open, Indian Wells – Finale

Rafael Nadal [5] d Juan Martin Del Potro [7] 4-6 6-3 6-4


2 Commenti per “RAFA SFINISCE DEL POTRO ED ENTRA NELLA STORIA”


  1. eneru ha detto:

    Ragazzi non scherziamo… Sembravano due giocatori di baseball!! Rafa è un grande campione, su questo non c’è alcun dubbio. Ma è pur sempre un umano… E un umano non potrà mai competere con un semidio: Re Roger!

  2. angela calluso ha detto:

    era già stato il primo in passato, era già entrato nella storia, quindi non ha che riconquistato la supremazia di trofei nei mille, ma non significa che sia più importante di roger, ne ha ancora, FORSE, DA ZAPPARE.


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