Logorato da una stagione lunga e stressante, vissuta nell’ombra di Novak Djokovic, Rafae Nadal riaccende i motori e si presenta in medio oriente per il primo test dell’anno. Ancora non al meglio fisicamente per via di un problema alla spalla, il maiorchino pensa positivo, e tramite i suoi connazionali di AS, analizza il suo passato e progetta il prossimo futuro, focalizzando l’obbiettivo verso il 7° Roland Garros e strizzando l’occhio anche alle olimpiadi di Londra.
Come valuti il tuo 2011?
Più che positivo. L’anno è stato buono perché ho retto un rendimento costante in tutti i più grandi appuntamenti, esprimendomi sempre al massimo. A parte Shanghai e Londra, dove non ero al massimo, poi per il resto penso di aver condotto una bella annata. Forse mi è mancata qualche vittoria, ma sono pronto a lottare per riprendermene qualcuna.
Hai giocato dieci finali quest’anno, un vero record per te.
Già è vero e che finali, tre Grand Slam, Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Barcellona, Madrid, Roma, in pratica i più importanti dell’anno ad eccezione dell’ Australian Open. Direi che ci sono sempre stato anche se mi è mancato finire l’opera. Se avessi vinto almeno la metà di tali tornei sarebbe stato un anno spettacolare, ma anche questo va accettato.
Cosa chiedi maggiormente al 2012 ?
La salute, perché è vitale per tutti, anche per gli atleti. Senza la salute non c’è niente, né felicità né opzioni per godere le cose, chiedo la salute per me ma anche per tutti.
Poi, se devo scegliere io prenderei il 7° Roland Garros e superare Borg. Sono molto legato a lui era davvero il massimo,il solo pensiero di poterlo superare a Parigi mi esalta. Ora però penso solo all’Australia, e al primo slam dell’anno
Come va la tua spalla?
Bene ma non benissimo. E’ migliorata negli ultimi giorni, anche per questo ho deciso di venire qui Abu Dhabi. Tuttavia, la stagione tennistica è molto lunga e dura e i problemi fisici sono sempre dietro l’angolo. Ci sono anni che ho iniziato male e finito molto bene e altri, come nel 2009, ho iniziato bene e finito male. La cosa importante è iniziare con entusiasmo e mantenere una linea di lavoro. Se le cose vanno nel verso giusto è probabile che ci saranno diverse opportunità durante l’anno per me e devo essere in grado di raccoglierle. Ecco perché dopo gli Australian Open mi fermerò alcune settimane per recuperare appieno dall’infortunio di Londra. Quello che conta è che torni a giocare bene, non importa quando, se subito o più avanti .
Il 2012 è anno olimpico. Come cambiano i progetti di un tennista?
E ‘il quinto torneo più importante dell’anno dopo gli slam. Un anno olimpico è ciò che rende tutto un po ‘più compresso con meno riposo, dieci giorni si sono aggiunti al calendario. Ma è sempre un grande obbiettivo e spero di arrivarci ben preparato.
Tu le hai vinte, cosa ti piace di più delle olimpiadi ?
Essendo ogni quattro anni, è il torneo più difficile da vincere per un giocatore. Se sei fortunato in carriera può giocarne due o tre non di più. Ho avuto la fortuna di vincere nel 2008 a Pechino ed è stato fantastico. La motivazione non mancano, giochi per il tuo paese e per una medaglia. Inoltre il solo fatto di poterci essere, vivere nel villaggio Olimpico e condividere questi giorni con tutti gli atleti, è speciale.
Cosa ne pensi di Alex Corretja come capitano di Coppa Davis ?
Buona scelta. E’ stato un giocatore eccezionale ed è stato coinvolto fino a poco tempo nel circuito come allenatore Andy Murray, quindi ha grande esperienza anche come tecnico. Ha ereditato la squadra campione in carica, ma questo per lui non rappresenterà un punto di arrivo ma uno dio partenza.







